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Muzio M., Perussia
F., Daino A., Lombardi A., "Sport giovanile e genitori:
Il caso del basket". Movimento, 1995, 11(2), 57-60.
Marisa MUZIO, Felice Perussia, Antonio DAINO, Adriana
LOMBARDI
SPORT GIOVANILE E GENITORI: IL
CASO DEL BASKET
ABSTRACT
La ricerca mette a confronto alcune opinioni,
specie connesse agli stili educativi, di genitori (130) i cui
figli adolescenti (13/16 anni) praticano lo sport (il basket)
a livello agonistico con quelle di genitori (146) i cui ragazzi,
coetanei ai precedenti, praticano lo stesso sport a livello puramente
dilettantistico. I risultati hanno evidenziato che esiste una
differenza tra i due gruppi nel senso di una maggiore rigidità
moralistica e di una maggiore enfasi sul ruolo formativo dello
sport da parte dei genitori di adolescenti agonisti rispetto
al gruppo dei genitori di ragazzi dilettanti. Al contrario, i
genitori di ragazzi dilettanti appaiono piu' permissivi verso
i propri figli, ovvero meno orientati all'autorità, rispetto
ai genitori di adolescenti agonisti.
Premessa
Il rapporto fra gli atteggiamenti dei genitori
e le attività sportive dei figli è sempre stato
un rilevante oggetto di ricerca nella psicologia dello sport.
Ciò deriva principalmente dal fatto che la psicologia
dello sport è andata attribuendo nel tempo una crescente
importanza ai fattori interpersonali e psicosociali (Horn 1992;
Russell, 1993), accanto alle caratteristiche personali individuali
(Lombardo e Cavalieri, 1994), come variabili determinanti nella
comprensione del comportamento sportivo. Ciò appare particolarmente
evidente nel caso dei ragazzi che praticano lo sport agonistico,
ovvero per quelli dotati di particolare talento (Howe, 1990).
Tuttavia, gli studi che utilizzano la metodologia del confronto,
tra genitori di ragazzi di talento e genitori di semplici dilettanti,
per individuare gli atteggiamenti differenziali degli adulti
rispetto ai ragazzi sono andati riducendosi col tempo.
Vari studi, come quelli di Bloom & Sosniak
(1981) su musicisti, atleti, scolari ed artisti dotati, ovvero
quelli di cui riferisce la rassegna di Olszewski, Kulieke e Buescher
(1987) evidenziano come le famiglie dei ragazzi molto dotati
siano particolarmente coese e con relazioni piuttosto chiuse
al proprio interno. Queste ricerche tendono ad evidenziare come
le famiglie di ragazzi dotati siano caratterizzate da una forma
di focalizzazione sul bambino (child-centeredness) nel
senso che i genitori attribuiscono valori più elevati
a dimensioni quali: rendere al massimo, il successo, la vittoria,
la produttività, l'eccellenza, la persistenza su di un
compito. Tali valori portano i genitori di ragazzi particolarmente
dotati a controllare sia i compiti scolastici dei loro figli
sia gli impegni di allenamento sportivo, ad assistere alle lezioni
di piano piuttosto che agli incontri di nuoto e di basket, a
preoccuparsi spesso di iscrivere il bambino alle attivita per
cui e' dotato, fungendo da primi insegnanti e partecipando direttamente
a tali attività. Tale focalizzazione sul bambino si accompagna
ad un forte investimento sulla sua indipendenza ed individualità,
più che su di una sua vera e propria autonomia. L'atteggiamento
è, in un certo senso, quello di indurre nel figlio uno
stile di vita indipendente sì, ma secondo criteri dettati
dalle aspettative dei genitori.
Più in generale, la ricerca ha mostrato
che i ragazzi risentono di varie influenze, connesse allo stile
educativo dei genitori, sia nel caso dello sport vero e proprio
(Bryn, 1974; Gregson e Colley, 1986) sia nel caso di attività
ludiche di movimento in genere (Van der Kooij, 1989). In particolare,
i successi di un giovane atleta possono rappresentare un punto
di riferimento ideale per i genitori (una forma di status
symbol) in quanto essi vivono suo tramite un prolungamento
della propria personalità, in termini di ideali ed aspirazioni
realizzati attraverso la riuscita dei ragazzi.
Brustad (1988), in un'idagine su giovani
cestisti d'ambo i sessi (che utilizzava un campione simile al
nostro, ma avvicinando i figli invece che i genitori), ha valutato
l'autostima, il livello di competenza sportiva autoattribuito,
l'orientamento motivazionale intrinseco ed estrinseco, le pressioni
esercitate dai genitori, la frequenza della prestazione e le
preoccupazioni relative alla valutazione. L'autore ha evidenziato
una correlazione significativa tra divertimento, elevata motivazione
intrinseca e basso grado di pressione da parte dei genitori,
da una parte e, dall'altra, un alto livello di ansia agonistica
di tratto in correlazione con un basso livello di autostima.
Una valutazione positiva dello sport da
parte dei genitori è spesso trasferita ai figli e rinforza
il loro interesse per lo sport. Al riguardo, Pudelkiewicz (1970)
ha rilevato, in un'analisi su tre generazioni famigliari, che
può sussistere un completo transfert di valori quali un
atteggiamento positivo, una consapevolezza della necessità
e dei vantaggi relativi alla partecipazione nello sport. Snyder
e Spreitzer (1973) hanno mostrato come gli atteggiamenti positivi
dei genitori verso la pratica sportiva hanno una correlazione
positiva con il corrispondente impegno nello sport praticato
dai ragazzi.
Molti autori (Robbins, 1969; Tutko e Bruns,
1976a; Horn, 1977; Underwood, 1975; McMann e Oliver, 1988) rilevano
come l'investimento sulla pratica sportiva crei molti problemi
psicologici, specie ai ragazzi. Sostengono dunque, in base ai
loro dati, che i veri responsabili di danni e problemi nello
sport giovanile sono i genitori, ovvero gli adulti in genere,
i quali spesso esercitano eccessive pressioni sui ragazzi mentre
nutrono aspettative troppo elevate, senza tenere realisticamente
in considerazione le capacità e gli interessi dei figli.
Ciò vale in modo particolare nel caso dei ragazzi dotati,
i quali subiscono pressioni ancora più forti, da parte
di un ambiente sociale e familiare che vede in loro, più
che degli adolescenti da coltivare in tutta la loro fragilità,
dei potenziali campioni da spingere ai massimi livelli.
Sulla base dell'esperienza e dei dati di
ricerca si è dunque diffusa l'aspirazione, da parte di
molti genitori ed educatori, a privilegiare comunque il rispetto
della personalità del giovane sportivo, eventualmente
anche a scapito della prestazione (il cosiddetto child first,
winning second). Questa viene oggi considerata una prospettiva
psicopedagogica altamente auspicabile, ma anche molto difficile
da perseguire, nei fatti, da parte degli adulti (Martens e Seefeldt,
1979).
Obiettivo della presente ricerca è
dunque quello di rilevare l'eventuale esistenza di un insieme
di atteggiamenti differenziali, specie con riferimento agli stili
educativi ed alle attese verso i figli, che differenziano i genitori
dei ragazzi dotati di talento sportivo rispetto ai genitori di
quelli che praticano lo sport a livello puramente dilettantistico.
Metodologia
Il campione della ricerca (276 soggetti
complessivi, di cui 51% madri e 49% padri) è costituito
da due gruppi di genitori i cui figli maschi, di età compresa
tra i 13 e i 16 anni, praticano il basket a livello agonistico
e non.
Il sottocampione principale è composto
da 130 genitori (49% madri, 51% padri; età media 44 anni)
di ragazzi praticanti il basket a livello agonistico giovanile
in tre società sportive federali interessate ( Philips
Milano, Ranger Varese, Vismara Cantù) scelte perchè
facenti parte del girone A/1 (massima serie) dei tornei della
Federazione Italiana Basket. Questi ragazzi possono essere considerati
particolarmente dotati da un punto di vista sportivo in quanto,
per poter accedere alle squadre giovanili delle società
sopra indicate, devono sottoporsi a particolari controlli e valutazioni
da parte di allenatori e tecnici delle stesse società.
Il sottocampione di controllo è costituito
da 146 genitori (53% madri, 47% padri; età media 42 anni)
di ragazzi della stessa età, frequentanti le classi seconda
e terza di una scuola media milanese. La rilevazione è
stata condotta nei primi mesi del 1990.
Prima di condurre tale indagine estensiva,
abbiamo condotto anche una serie di interviste a sette coppie
di genitori di ragazzi agonisti, mediante un questionario semistrutturato,
al fine di evidenziare i vissuti, le aspettative, i livelli di
aspirazione dei genitori madri e padri nei confronti dello sport
e dei propri figli. Sulla base delle risultanze emerse da tale
fase qualitativa preliminare è stato possibile definire
una parte degli item contenuti nel questionario estensivo.
E' stato dunque prodotto un questionario,
per autocompilazione, composto di due parti. Una prima parte
raccoglieva informazioni sulla famiglia, (quali: età,
titoli di studio, attività lavorativa, esperienza sportiva
del genitore). Una seconda parte conteneva una serie di affermazioni
relative allo sport in generale, al basket praticato dal figlio
in particolare, e ad alcuni atteggiamenti di carattere generale
rispetto ai figli ed alla loro educazione. Le affermanoni sono
state complessivamente 57 (più una di controllo). A ciascun
soggetto intervistato veniva richiesto di dichiarare se era "per
nulla", "poco", "nè molto nè
poco", "abbastanza" oppure "completamente"
d'accordo con ciascun item, secondo la metodologia classica di
Likert.
Gli item relativi ai valori educativi dei
genitori sono derivati in parte dalla indagine qualitativa preliminare
cui abbiamo accennato più sopra e in parte da uno studio
delle ricerche sugli stili educativi condotte da Baumrind (1971)
e da Buri (1991).
Risultati e commento
I genitori di ragazzi agonisti possiedono
un livello educativo più alto (50% con diploma di scuola
media superiore o laurea) dei genitori di ragazzi non-agonisti
(23% con la stessa istruzione elevata). Il numero medio di figli
per i genitori di ragazzi agonisti (2.09) è invece quasi
identico a quello dei genitori di ragazzi dilettanti (2.14).
Si evidenzia una chiara diversificazione
per quanto riguarda la pratica sportiva direttamente esperita
dai genitori, nel senso che l'attività agonistica dei
figli sembra correlarsi almeno in parte con la predisposizione
allo sport dei genitori. I genitori di adolescenti agonisti hanno
infatti praticato o praticano sport in misura chiaramente superiore
(62%) rispetto ai genitori di ragazzi non agonisti (45%). Tra
i genitori che praticano o hanno praticato qualche sport, il
basket rappresenta peraltro l'unico sport esercitato dai genitori
di ragazzi agonisti (17%) in misura sensibilmente superiore a
quanto avviene per i genitori di ragazzi dilettanti (1%). Non
sembra invece variare significativamente il livello cui tale
sport è stato attuato, dato che la percentuale di genitori
di adolescenti agonisti che hanno praticato sport agonistico
(21%) è appena superiore a quella dei genitori di ragazzi
non-agonisti che pure hanno praticato qualche sport (17%).
E' stata quindi condotta un'analisi sulla
scala di atteggiamenti, elaborata in base alle risposte fornite
dal campione di genitori cui è stato somministrato il
questionario. Il confronto tra genitori di ragazzi, agonisti
e non, ha consentito di identificare alcune differenze di atteggiamento
dei due gruppi di genitori nei confronti della educazione dei
figli e dello sport che questi praticano.
L'elaborazione dei dati (presentati in Tabella
1) rileva in modo gerarchico il livello di accordo rispetto ai
diversi item (riportati testualmente nella colonna 1) espresso
dai genitori dei ragazzi agonisti (+), rispetto a quello dei
genitori di adolescenti che praticano il basket senza finalità
agonistiche (-) (colonna 2), la loro distribuzione in termini
di punteggi standard (colonna 3), nonchè le percentuali
globali di accordo espresse dal campione complessivo di genitori
(colonna 4).
Il primo dato significativo è che
delle differenze esistono, e che queste creano una certa, rilevante
ancorchè non assoluta, distanza di atteggiamento tra le
due categorie di genitori.
Il tono di fondo di tale differenza, pur
senza entrare nel dettaglio, è la maggior rigidità
moralistica e tendenzialmente autoritaria che si evidenzia nei
genitori di ragazzi di talento rispetto agli altri. I primi sembrano
infatti attribuire, in modo più netto, al basket ed allo
sport in generale una capacità formativa, nel senso di
contribuire a rendere forti i figli contro le avversità
della vita.
Al contrario, i genitori dei ragazzi che
praticano il basket senza finalità agonistiche appaiono
meno centrati sullo sport, più permissivi o quanto meno
più desiderosi di non contrariare i propri figli, ovvero
meno orientati all'autorità, rispetto ai genitori agonisti.
In prima approssimazione, si direbbe che
i genitori del primo gruppo tendono a creare un rapporto di maggiore
distacco fra sè ed i figli, da cui pretendono uno stile
di vita più rigido, adulto e consapevole (benchè
pur sempre secondo regole dettate dai genitori stessi). Gli altri
genitori ricercano maggiormente una condizione di fusione emotiva
con i figli, che vogliono sentire vicini a sè e dipendenti
in un modo più diretto.
Questo insieme di dati, che pure sarà
utile verificare con ulteriori ricerche soprattutto di confronto
(specie con il caso di altri sport), evidenzia la presenza di
un diverso quadro valoriare che caratterizza i genitori di ragazzi
agonisti rispetto ai genitori di ragazzi dilettanti, almeno nel
caso del basket.
E' difficile dire se la maggiore rigidità
in senso autoritario, ovvero la maggiore propensione a trattare
i figli come adulti simili a sè, espressa dai genitori
di ragazzi agonisti sia la causa principale delle scelte sportive
dei ragazzi. Certo è però che i chiari indizi qui
evidenziati suggeriscono la presenza di un potenziale problema,
soprattutto in termini di prevenzione, per la vita psicologica
di questi adolescenti. Si direbbe infatti che i giovani agonisti
siano sottoposti ad una maggiore pressione e responsabilizzazione
(controllata) da parte dei genitori, di cui è importante
tenere conto sia dal punto di vista di eventuali interventi di
couseling psicologico sia dal punto di vista della organizzazione
dell'intervento sportivo vero e proprio.
Tabella 1 - Confronto fra genitori di
ragazzi ad alto livello agonistico (A) e genitori di ragazzi
a basso livello agonistico (B), in base alla percentuale di quanti
si dichiarano "abbastanza" o "completamente"
d'accordo con i diversi item.
ITEM
A-B %
A-B %
S Score
A+B %
(1)
A mio figlio piace molto giocare a basket
+59.5
3.19
67.8
(2)
Praticando il basket, mio figlio è cambiato
+46.3
2.41
35.5
(3)
La pratica del basket aiuta ad evitare cattive compagnie
+39.7
2.03
72.1
(4)
Praticando il basket, i ragazzi migliorano
+27.8
1.33
76.1
(5)
Bisognerebbe migliorare gli impianti per il basket che esistono
oggi
+27.7
1.32
75.4
(6)
Il basket è un impegno costruttivo
+26.7
1.27
79.0
(7)
Il basket è uno sport educativo
+25.8
1.21
84.1
(8)
La decisione di passare al basket agonistico è una questione
che riguarda esclusivamente mio figlio
+24.2
1.12
58.7
(9)
Avere un figlio che pratica lo sport crea ai genitori grossi
condizionamenti di orario
+21.1
0.94
62.7
(10)
I ragazzi che fanno sport hanno voglia di vincere
+19.5
0.84
67.4
(11)
Il fatto di perdere in gara ha una funzione educativa
+19.4
0.84
73.6
(12)
Non sempre gli allenatori del basket sono all'altezza del loro
compito
+19.3
0.83
42.4
(13)
La maggior parte dei genitori preferisce un figlio pacifico ad
uno vivace ed irrequieto
+18.9
0.81
37.7
(14)
Il basket agonistico e molto impegnativo
+15.6
0.62
84.1
(15)
Se i ragazzi non fanno dello sport, è a causa dei genitori
che non glielo vogliono far fare
+14.4
0.55
17.8
(16)
Qualche volta è necessario che un genitore pieghi la volonta
dei propri figli
+13.1
0.47
56.2
(17)
Una grande qualita del basket e quella di essere uno sport di
squadra
+12.9
0.46
91.7
(18)
Il bello del basket e che permette ai ragazzi di stare con degli
amici
+10.2
0.30
88.4
(19)
Quanto prima i figli vengono resi indipendenti dai genitori,
tanto meglio riusciranno ad affrontare i loro problemi
+10.1
0.29
62.3
(20)
Lo sport aiuta a formare la personalita dei ragazzi
+9.9
0.28
91.7
(21)
Lo sport aiuta i ragazzi ad aprirsi agli altri
+9.7
0.27
89.5
(22)
Lo sport ha una funzione educativa sui ragazzi
+9.2
0.24
91.3
(23)
Lo sport migliora il fisico
+8.1
0.18
96.0
(24)
L'autorita e molto spesso un male e una minaccia
+7.0
0.11
35.5
(25)
I figli sono piu contenti e si comportano meglio se i genitori
dimostrano interesse per le loro attivita
+6.2
0.07
91.3
(26)
Mio figlio ha cominciato a praticare il basket a scuola
+5.5
0.02
34.8
(27)
Il basket va bene per mio figlio perché lui è molto
alto
+5.5
0.02
34.8
(28)
Attraverso il basket ci si può affermare, dimostrando
le proprie capacità
+5.3
0.01
58.7
(29)
Lo sport migliora il morale
+4.4
-0.04
87.7
(30)
Un bambino che è attivo tutto il giorno sarà molto
probabilmente un uomo felice
+1.2
-0.23
60.1
(31)
E' meglio che il basket agonistico sia riservato solo ai ragazzi
più grandi
+0.9
-0.24
26.4
(32)
La vita famigliare va meglio se il padre prende decisamente le
redini dell'andamento della casa
+0.4
-0.27
22.1
(33)
Il mio ragazzo e molto chiuso
-1.4
-0.38
25.4
(34)
I genitori meritano in ogni caso la massima stima e riguardo
da parte dei figli
-2.4
-0.44
85.9
(35)
E' giusto che chi arriva al successo conti piu degli altri nella
societa
-2.8
-0.46
19.2
(36)
I genitori svolgono un'importante funzione di stimolo allo sport
dei figli
-3.0
-0.47
73.9
(37)
Praticare molto sport puo togliere tempo allo sviluppo culturale
dei ragazzi
-3.1
-0.48
36.2
(38)
La maggior parte dei bambinl dovrebbe essere piu disciplinata
-3.6
-0.51
75.7
(39)
E' preferibile rinunciare ai piaceri della tavola che perdere
l'agilita e la forma fisica
-3.6
-0.51
68.1
(40)
I ragazzi che non fanno dello sport fanno così soprattutto
per pigrizia
-3.7
-0.51
55.8
(41)
Un figlio non dovrebbe avere nessun segreto per i genitori
-5.2
-0.60
62.0
(42)
Il basket solo amatoriale è piu rilassante di quello agonistico
-5.4
-0.61
59.1
(43)
Il basket e uno sport prevalentemente maschile
-5.4
-0.61
23.9
(44)
Il basket amatoriale e piu divertente di quello agonistico
-6.3
-0.67
42.4
(45)
Un genitore ragionevole dovrebbe cercare di trattare i propri
figli su un piano di eguaglianza
-6.5
-0.68
88.0
(46)
Allevare i figli e un lavoro che esaurisce il sistema nervoso
-7.2
-0.72
31.5
(47)
Chi non ha successo nella vita e un fallito
-8.1
-0.77
12.0
(48)
Riuscire a vincere nello sport è una soddisfazione fondamentale
per i ragazzi
-8.6
-0.80
82.2
(49)
Pochi genitori ottengono la gratitudine che meritano per tutto
cio che hanno fatto per i figli
-9.2
-0.84
46.4
(50)
Chi dedica la sua vita allo studio puo dire di spenderla bene
-15.0
-1.18
71.7
(51)
La proprietà privata andrebbe abolita, tranne quella della
casa in cui si abita
-15.2
-1.19
18.8
(52)
Dei bravi genitori non cercano altra vita sociale oltre a quella
che trovano in famiglia
-15.3
-1.19
24.3
(53)
Generalmente c'è qualcosa che non va in un bambino che
fa troppe domande su argomenti sessuali
-15.5
-1.20
17.4
(54)
La più grande paura di una madre è che, per la
sua distrazione, possa accadere qualcosa ai figli
-16.0
-1.23
68.5
(55)
Se si concede ai figli la libertà di parlare delle loro
difficoltà, finiscono per lamentarsi sempre
-17.2
-1.30
21.4
(56)
Mio figlio, oltre al basket, pratica con una certa regolarità
altri sport
-26.2
-1.83
43.8
(57)
I genitori devono fare il possibile per evitare delusioni ai
figli
-30.0
-2.05
67.4
RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
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