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IL
SENSO DELLA LEGGE E DELLA GIUSTIZIA: UNA RICERCA
Riferimento bibliografico:
Perussia F., Benso
G., Lovisolo A. "Il senso della legge, della giustizia e
del sistema penale in giovani minorenni e maggiorenni".
In: Perussia F., a cura, Materiali di psicologia sociale e
della personalità, Vol.1, Torino: Celid, 1997, 161-186.
Felice Perussia, Giovanni BENSO, Angiola LOVISOLO
Il senso della legge, della giustizia
e del sistema penale in giovani minorenni
e maggiorenni
Abstract
- The sense of law, of justice and of penal system in under
age young people and adults - We approached a sample of 460
Italian subjects: half males and half females; under age half
(14-17 years old) and of age half (18-24 years old). We administered
them a questionnaire of 118 Lykert-type items. The results put
in relief, between the other, that law comes appreciated like
social general value, but it is judged inadequate. Subjects want
more order and legality, also because it appears evident the
feeling that law doesn't come respected. The motivations considered
relevant in inducing the respect of the law are above all of
more eteronomous type as it concerns the behavior of others and
of more autonomous type as it concerns the behavior of yourself.
The goddess of the punishment like reimbursement prevails, followed
by re-education, with least relief attributed to care and support
or to pardon. Imprisonement as main punishment is considered
ineliminable. It is evident the refusal of death-punishment.
A notable distrust towards the judicial system is underlined.
Subjects consider it substantially correct and not persecuting
nor arbitrary, but invalidated from many limits. They think,
however, that the citizens don't come treatised all equally.
There are not underlined clear differences in the perception
of judges, lawyers and policemen. We did not find meaningful
variations between the sub-samples (males and females; minors
and adults), apart from that in the respects of death-punishment
(more substained by men). The data show many contrary evidences
to the classical hypothesis of Piaget and of Kolberg on moral
development.
Uno degli elementi
fondativi del contratto sociale è rappresentato dal tema
della giustizia come riferimento morale, da come i suoi principi
generali vengono concretamente strutturati nelle forme della
legge e dalle modalità secondo cui questa viene rispettata
o fatta rispettare.
Come già
sottolineato in altri lavori, cui rimandiamo per una analisi
anche teorica del tema (Perussia, 1987, 1988, 1997; Perussia
e Benso, 1995; Perussia e Benso in corso di pubblicazione), possiamo
ritenere che vi siano diversi modi principali di identificazione
dei principi che definiscono normativamente il comportamento
all'interno di una società. Questi possono essere concettualizzati
secondo differenti punti di vista, quali, ad esempio: quello
del singolo soggetto, quello della opinione pubblica; quello
della legge; quello della giurisprudenza, quello degli svariati
attori sociali coinvolti (i parlamentari che producono le leggi,
le forze dell'ordine che ne controllano il rispetto, gli avvocati,
i delinquenti, i mezzi di comunicazione di massa, ecc).
In linea di
principio, il cittadino è tenuto ad agire secondo i criteri
della legalità formalizzata (in particolare: l'ignoranza
della legge è vietata per legge), ma nei fatti egli agisce
secondo quello che può essere definito come il suo personale
Codice di riferimento, basato sull'esperienza, l'educazione,
la psicodinamica individuale. Tale Codice di riferimento soggettivo
coinvolge, tra l'altro, problemi di percezione interpersonale,
di teorie implicite della personalità e, più in
generale, di psicologia dell'attribuzione (cfr anche: Heider,
1958; Gulotta, 1982; Gorra, 1983; Perussia, 1987; Quadrio, Castiglioni
e Haller, 1994).
Il Codice personale
di riferimento subisce oscillazioni anche notevoli nel tempo,
oltre che da una cultura all'altra e da un gruppo sociale all'altro,
spesso con variazioni significative legate all'età, al
sesso, al gruppo etnico di appartenenza, alla ideologia. Ciò
è ben evidenziato da una vasta letteratura di ricerca
(tra gli altri: Borg, 1985; Forgas, 1980; Lampe, 1982, 1984;
Howe, 1988; Bovasso, Jacobs e Rettig, 1991; Danigelis e Cutler,
1991; Young, 1991; De Leo e Patrizi, 1992; Perussia e Benso,
1995, in stampa; Cohen, 1996).
Il dato risulta
particolarmente significativo per quanto riguarda gli adolescenti
e, in genere, il tema dello sviluppo del senso morale, come evidenziato
in particolare dai lavori, pure controversi, di Piaget (1932)
e di Kohlberg (1964, 1968), così come da molta ricerca
succesiva (tra gli altri: Arbuthnot, 1983; Di Blasio, Pagnin,
Pedrabissi e Venini, 1983; Sametz e Githen, 1984; De Leo, 1990;
De Leo e Cuomo, 1983; De Cataldo Neuburger, 1984; Berti e Kirchler,
1994). La questione dello sviluppo del senso della giustizia
e della legge è particolarmente rilevante, in termini
di psicologia dello sviluppo, anche nel quadro degli interventi
preventivi alla devianza, almeno se si considera il peso rilevante
della criminalità giovanile ovvero la diversa normativa
legale che si occupa dei minorenni rispetto ai maggiorenni.
Al di là
di queste considerazioni, cui in questa sede accenniamo appena,
siamo dunque partiti dall'ipotesi di ricerca su cui già
abbiamo impostato diversi precedenti lavori, è cioè
dall'idea che esista una forma di Codice Ingenuo, il quale caratterizza
fenomenicamente l'individuo in quanto soggetto, diverso e separato
rispetto al Codice Legale, inteso come insieme delle leggi che
definiscono formalmente il contratto sociale. Parafrasando ancora
una volta Heider (1958), ripetiamo che tale Codice Ingenuo è
definibile come: le conoscenze non formulate o quasi-formulate
ovvero implicite sulle leggi e le norme giuridiche (diritti,
doveri e sanzioni) che regolano i rapporti tra gli individui
nella comunità, così come sono espresse nella nostra
esperienza e nel nostro linguaggio quotidiano.
Scopo della
presente ricerca è dunque quello di evidenziare alcuni
elementi del Codice Ingenuo, e particolarmente le rappresentazioni
di alcuni aspetti della legge, della giustizia e del sistema
penale, così come degli atteggiamenti nei confronti di
tali istituti. Tali rappresentazioni e atteggiamenti fanno parte
di ciò che viene definito come opinione pubblica, ma contribuiscono
anche a definire i tratti generali di strutturazione della personalità
con riferimento ai criteri interni individuali di gestione del
comportamento, ad esempio, come già accennato, in termini
di pensiero morale, di locus of control, di attribuzione, di
teorie implicite della personalità, di autoritarismo,
ecc.
In questo senso
sarà utile ricordare, ancora una volta e brevemente, il
fatto che attualmente, nella ricerca psicologica avanzata, si
tendono a porre in stretta relazione i modelli di analisi e di
ricerca della psicologia sociale con quelli della psicologia
della personalità (Krahè, 1992; Perussia, 1994).
In particolare, come ben evidenziato da Robinson, Shaver e Wrightsman
(1991), si parla oggi di personality and social psychological
attitudes, nel senso che gli atteggiamenti nei confronti
di un tema (ad esempio: gli atteggiamenti verso la giustizia
ovvero la colpa) e i tratti di personalità connessi a
quel tema (ad esempio: i tratti morali ovvero il locus of control)
vengono considerati come sostanzialmente coincidenti.
Lo strumento
di rilevazione è consistito di un questionario
contenente una serie di 118 item a scala di Likert. Questi
sono stati ricavati, in prima approssimazione, da una serie di
scale, presenti in letteratura, relative a vari temi quali: la
polizia (Derbyshire,1968; Phillips e Coates, 1971; Klyman e Kruckenberg,
1974), la figura del delinquente in genere (Reed e Reed, 1973),
la pena di morte (Bologh e Mueller, 1960; Ellsworth e Gross,
1994, 1996), vari aspetti del sistema giuridico e penale indagati
contemporaneamente (Cleaver, Mylonas e Reckless, 1968; Gibbons,
1969; Hindelang, 1974). Più in generale, è risultato
di particolare utilità il lavoro di presentazione sistematica
e di sintesi condotto da Brodsky e O'Neal Smitherman (1983).
A questo primo
gruppo di item abbiamo aggiunto una serie di affermazioni derivate
da una più vasta letteratura in tema di psicologia giuridica,
così come dalla precedente esperienza di analisi e di
ricerca nel settore. Venivano somministrati infine alcuni item
a carattere anagrafico.
Il campione
della ricerca è consistito di 460 soggetti. Avevamo stabilito
in partenza delle quote in modo tale che vi fosse una pari rappresentatività
per sesso (maschi e femmine) e per età (minorenni: età
14-17 anni; e maggiorenni: età 18-24 anni). Il 25% è
dunque rappresentato da maschi minorenni, il 25% da femmine minorenni,
il 25% da maschi maggiorenni e il 25% da femmine maggiorenni.
I soggetti
sono stati reperiti fra gli studenti frequentanti vari ordini
di scuola in più punti di campionamento, e cioè:
scuola media superiore, istituti tecnici, licei, scuole professionali
(a Torino, Settimo Torinese, Albenga, Loano, Milano), più
un piccolo gruppo di studenti universitari (di lettere, filosofia
e psicologia a Torino). Letà media è di 17.96
anni (15.04 per i minorenni, 20.87 per i maggiorenni). La struttura
del campione è riportata in Tabella 1.
Tabella 1 - Struttura del campione
Valori
assoluti
Percentuali
Sesso
Femmine
230
50.0
Maschi
230
50.0
Età
14
99
21.6
15
58
12.6
16
37
8.0
17
36
7.8
18
34
7.4
19
34
7.4
20
34
7.4
21
36
7.8
22
34
7.4
23
34
7.4
24
24
5.2
Luogo di residenza
Valori
assoluti
Percentuali
Torino
e provincia
203
44.1
Savona
e provincia
229
49.8
Milano
28
6.1
Totale
460
Il questionario
è stato somministrato per auto-compilazione, a singole
classi complete all'interno dell'edificio scolastico (sempre
con la presenza di chi scrive). Per il piccolo gruppo di studenti
universitari, la rilevazione è stata effettuata in margine
alle lezioni, presso la sede dell'università.
Il questionario
era preceduto da alcune istruzioni: "Sono elencate qui di
seguito alcune affermazioni su temi relativi alla giustizia in
Italia. Ti chiediamo di dire quanto ciascuna affermazione è
vera per te oppure no.Ti chiediamo di rispondere, per quanto
è possibile, con la massima correttezza e sincerità.
Naturalmente, non esistono risposte giuste o sbagliate, ma solo
opinioni personali. Rispondi facendo un cerchio, chiaro e ben
calcato, attorno al numero accanto alla risposta che ti convince
di più. E importante che tu risponda a tutte le
domande. Fornisci sempre e comunque una sola risposta per ciascuna
domanda (metti un solo cerchio). Pensa bene prima di rispondere,
e poi non correggere la risposta. Per ciascuna affermazione potrai
usare una scala a 5 punti, che significano: 1 = PER NULLA daccordo;
2 = POCO daccordo; 3 = nè molto nè poco daccordo;
4 = ABBASTANZA daccordo; 5 = ASSOLUTAMENTE daccordo"
La rilevazione
è stata effettuata tra il maggio e il novembre del 1996.
I risultati
della ricerca vengono presentati suddividendo i vari item in
gruppi, a seconda dell'argomento affrontato.
Ogni tabella
riporta: il numero d'ordine dell'item, stabilito in base al livello
di accordo espresso dal totale del campione (Colonna 1); il testo
letterale dell'item quale era presente nel questionario (Colonna
2); il punteggio standard derivato dalle medie di accordo per
ciascun item espresse dal campione totale (Colonna 3); le medie
di accordo espresse rispettivamente dal campione totale (Colonna
4) e dai sub-campioni di maschi (Colonna 5), di femmine (Colonna
6), di minorenni (Colonna 7) e di maggiorenni (Colonna 8).
Come si è
detto: nella presentazione dei dati, gli item vengono indicati
citando (tra parentesi) il loro rispettivo numero d'ordine in
termini di accordo espresso dal campione totale (colonna 1).
Per inciso: all'interno del
questionario gli item erano distribuiti in modo casuale e
quindi diverso da quello espresso dal numero d'ordine (ottenuto,
ovviamente, a posteriori).
L'atteggiamento
del campione nei confronti della legge è caratterizzato
da una certa ambiguità (Tabella 2).
Da un lato,
la legge è considerata importante per ridurre la violenza
nel mondo (7), come strumento per il rispetto degli altri (9),
come fondamento della libertà (27) e per avere una vita
migliore (41). Si auspica altresì una maggiore diffusione
dell'insegnamento relativo all'educazione civica nelle scuole
(10).
Dall'altro
lato, si pensa tuttavia che vi siano troppe leggi (15) e che
molte di queste siano ingiuste (20) o di parte (23). Non si ritiene
invece che siano più che tanto repressive (79). La violazione
delle leggi è considerata un problema, ma di limitata
rilevanza (40), mentre chi viola la legge non viene considerato
come un soggetto particolarmente antisociale (62).
Si rileva qualche
lieve differenza per sub-campioni, per quanto riguarda l'atteggiamento
verso la legge, ma limitata. Ciò vale sia per quanto riguarda
il rapporto tra maschi e femmine (correlazione: .866) sia per
quanto riguarda la differenza tra minorenni e maggiorenni (correlazione:
.810).
Tabella 2 - Atteggiamento nei confronti
della legge
N
ord
ITEM
S
score
TOT
M
F
min
MAG
7
Senza
la legge, il mondo sarebbe più violento
1.67
4.08
4.15
4.00
4.06
4.10
9
Rispettare
la legge significa rispettare i nostri simili
1.36
3.90
3.84
3.95
3.85
3.94
10
I principi
della legge non sono sufficientemente insegnati nelle scuole
1.34
3.89
3.68
4.10
3.79
3.99
15
In
Italia ci sono troppe leggi
1.18
3.80
3.91
3.69
3.49
4.11
20
Molte
leggi sono ingiuste
1.11
3.76
3.80
3.72
3.82
3.70
23
Molte
leggi sembrano fatte per favorire singoli gruppi di persone più
che per il bene comune
1.04
3.72
3.80
3.65
3.69
3.75
27
La
legge è il fondamento della libertà
.84
3.60
3.64
3.56
3.63
3.58
40
Nel
mondo contemporaneo esistono molti problemi assai più
gravi della violazione della legge
.40
3.35
3.42
3.27
3.58
3.11
41
La
legge ci aiuta ad avere una vita migliore
.38
3.34
3.33
3.34
3.35
3.32
62
Chi
viola la legge è un nemico della società
-.07
3.08
3.06
3.09
3.22
2.93
79
Se
tutte le leggi venissero applicate sempre, saremmo tutti in prigione
-.44
2.87
3.10
2.65
2.90
2.84
Anche la necessità
di rispettare la legge appare relativamente controversa (Tabella
3). In linea di principio, è opinione comune del campione
che la legge vada rispettata sempre e comunque (13), ma (non
senza contraddizione) ci sono maggiori dubbi sul fatto che vada
rispettata anche quando sembra sbagliata o ingiusta (47). Nel
contempo: si ritiene che possa non essere rispettata per ragioni
di coscienza (35) o di libertà (44). E' del resto ritenuto
sicuramente possibile che si violi la legge involontariamente
(31).
In termini
più generalmente morali, non si ritiene di avere eccessivi
dubbi su cosa è giusto e sbagliato (72), mentre ci si
sente la coscienza abbastanza a posto per quanto riguarda il
proprio contributo all'affermarsi della legalità (73).
Le risposte
appaiono sostanzialmente simili sia confrontando il sub-campione
maschile con quello femminile (correlazione: .805) sia confrontando
i minorenni con i maggiorenni (correlazione: .859).
Tabella 3 - Necessità di rispettare
la legge
N
ord
ITEM
S
score
TOT
M
F
min
MAG
13
L'assoluto
rispetto della legge è il primo dovere di ogni persona
1.25
3.84
3.83
3.84
4.02
3.66
31
A volte
si può violare la legge anche senza averne colpa
.73
3.54
3.64
3.43
3.54
3.53
35
Ci
sono casi in cui bisogna seguire la propria coscienza anche se
questo significa infrangere la legge
.57
3.45
3.67
3.23
3.43
3.48
44
La
libertà è più importante della legge e della
legalità
.35
3.32
3.43
3.20
3.45
3.19
47
Bisogna
sempre rispettare la legge, anche quando sembra sbagliata o ingiusta
.26
3.27
3.20
3.34
3.37
3.17
72
Ai
giorni nostri, spesso ho difficoltà a decidere quali sono
le regole giuste da seguire
-.37
2.91
2.82
3.01
3.16
2.67
73
Ho
pensato spesso che non faccio abbastanza per difendere la legge
e la giustizia
-.37
2.91
2.80
3.01
2.98
2.83
Nel complesso,
se si osservano le risposte fornite ad alcuni item che in letteratura
sono considerati indicativi di un atteggiamento relativamente
autoritario, il campione intervistato appare decisamente piuttosto
orientato a sostenere i principi dell'ordine e della legalità
(Tabella 4).
In generale,
non si ritiene che in Italia prevalgano comportamenti lassisti
(68), ma si vorrebbe chiaramente che ci fosse più ordine
e disciplina (14). L'autorità è vista con indubbio
favore (99), mentre l'ideale della legalità è considerato
comunque molto importante (102).
Le risposte
appaiono decisamente simili sia confrontando il sub-campione
maschile con quello femminile (correlazione: .989) sia confrontando
i minorenni con i maggiorenni (correlazione: .942).
Tabella 4 - Ordine e legalità
N
ord
ITEM
S
score
TOT
M
F
min
MAG
14
In
Italia ci vorrebbe più ordine e più disciplina
1.24
3.83
3.83
3.82
3.99
3.67
68
In
Italia c'è fin troppa libertà di fare quello che
si vuole
-.16
3.03
2.99
3.08
3.00
3.07
99
L'autorità
è molto spesso un male e una minaccia
-.96
2.57
2.63
2.52
2.74
2.41
102
I grandi
ideali, come la giustizia e la legalità, servono a poco
-1.13
2.47
2.55
2.38
2.68
2.26
Risulta peraltro
evidentissimo un senso di sfiducia rispetto al fatto che la legge
venga rispettata nella nostra società (Tabella 5). Si
ritiene infatti, quasi plebiscitariamente, che in Italia molti
reati restino impuniti (2), che la criminalità sia molto
diffusa (6), che la gran parte della gente non sia onesta (105).
Nel contempo, si è abbastanza convinti che l'onestà
non sia un comportamento socialmente vantaggioso (26).
Le risposte
sono sostanzialmente identiche per tutti i sub-campioni (correlazione
tra maschi e femmine: .997; correlazione tra minorenni e maggiorenni:
.956).
Tabella 5 - Il rispetto della legge nella
nostra società
N
ord
ITEM
S
score
TOT
M
F
min
MAG
2
Molti
reati restano impuniti
2.16
4.36
4.30
4.41
4.39
4.32
6
In
Italia, la criminalità è molto diffusa
1.72
4.11
4.10
4.12
4.10
4.11
26
Gli
onesti hanno più difficoltà dei disonesti a riuscire
nella vita
.85
3.61
3.64
3.58
3.83
3.39
105
In
Italia, la gran parte della gente è onesta
-1.31
2.37
2.34
2.41
2.21
2.53
Una serie di
tem si proponeva di rilevare, almeno in via indiziaria, la presenza
dei diversi principi di sviluppo morale evidenziati dalle già
citate ricerche di Piaget e di Kolberg.
I risultati
(Tabella 6) sembrano evidenziare un problema di fondo. La formulazione
dei 10 item relativi alle motivazioni che possono indurre un
individuo a rispettare la legge è infatti basata su un
inizio comune "La gente rispetta la legge perchè
..." seguito dalle diverse singole motivazioni. Ora: un
vizio di fondo, non previsto nella costruzione del questionario,
sembra risiedere nel fatto che, in modo piuttosto evidente, è
convinzione comune del campione che la gente, in effetti, rispetti
assai poco la legge, come si evidenzia anche nelle risposte ad
altri item (cfr Tabella 5). Ne consegue che il livello di accordo
con le diverse espressioni è sempre piuttosto limitato
(essendo verosimilmente limitata la fiducia nel rispetto della
legge da parte della gente, in genere). Forse una formulazione
più adeguate, da impiegare in ricerche future, potrebbe
essere "Se la gente rispetta la legge, è perchè
...". Questo limite del questionario non toglie però
significato all'ordine di rilevanza attribuito alle diverse motivazioni.
Nell'insieme,
è chiaro che gli stadi superiori di Piaget e di Kolberg
non sono affatto dominanti nel nostro campione, che invece, secondo
questi autori, dovrebbe avere raggiunto l'età connessa
ad una morale "superiore". Prevalgono infatti le motivazioni
eteronome quali: paura della punizione (49; 1° posto), imposizione
da parte dell'autorità (71; 3°), insegnamento dei
genitori (77; 4°), aspettative sociali (81; 5°), il fatto
di non poterne fare a meno in genere (92; 7°).
Tra le motivazioni
autonome, viene al primo posto il generico concetto di convenienza
(63; 2° posto), mentre la convinzione interiore (88) si colloca
solo al 6° posto, seguita dal fatto di crederci veramente
(97; 8°) e dalla morale personale (104; 9°).
L'item che
raccoglie minori adesioni è quello, sempre legato ad un'idea
convenzionale della morale legale, secondo cui "La gente
rispetta la legge perchè lo fanno tutti" (106; 10°
e ultimo posto). In questo caso, come già accennato, la
scarsa adesione deriva probabilmente dal fatto che il campione
non ritiene per nulla che la gente rispetti la legge.
Per quanto
concerne le variazioni per sub-campioni, si rileva la presenza
di qualche diversità, ancorchè limitata. Esistono
solo minime differenze tra minorenni e maggiorenni (correlazione:
.877), mentre si colgono maggiori diversità tra maschi
e femmine (correlazione: .548), in particolare nel senso di una
leggera maggiore tendenza maschile verso le motivazioni eteronome
e femminile verso le motivazioni convenzionali e autonome. Fa
eccezione l'unico item in cui si coglie una differenza effettivamente
di qualche rilievo, e cioè quello relativo alla morale
personale (104), maggiormente stimato dai maschi.
Tabella 6 - Motivazioni al rispetto della
legge
N
ord
ITEM
S
score
TOT
M
F
min
MAG
49
La
gente rispetta la legge perchè ha paura di essere punita
.24
3.26
3.28
3.25
3.33
3.20
63
La
gente rispetta la legge perchè gli conviene
-.07
3.08
3.17
3.00
3.27
2.90
71
La
gente rispetta la legge perchè lo impone l'autorità
-.35
2.92
3.07
2.78
3.05
2.80
77
La
gente rispetta la legge perchè glielo hanno insegnato
i genitori
-.40
2.89
2.99
2.80
2.89
2.89
81
La
gente rispetta la legge perchè è quello che ci
si aspetta da tutti
-.47
2.85
2.77
2.94
2.96
2.75
88
La
gente rispetta la legge perchè ne è convinta interiormente
-.58
2.79
2.76
2.83
2.85
2.74
92
La
gente rispetta la legge perchè non se ne può farne
a meno
-.73
2.70
2.75
2.65
2.88
2.51
97
La
gente rispetta la legge perchè ci crede veramente
-.87
2.62
2.58
2.66
2.61
2.64
104
La
gente rispetta la legge perchè glie lo impone la sua morale
personale
-1.26
2.40
2.86
1.94
2.54
2.26
106
La
gente rispetta la legge perchè lo fanno tutti
-1.34
2.35
2.31
2.39
2.36
2.34
Alcuni item
si proponevano di rilevare, in prima approssimazione, se la tendenza
all'attribuzione nei confronti del rispetto della legge fosse
di tipo maggiormente internalista o esternalista. Abbiamo dunque
introdotto nel questionario i 4 item standard di una scala minima
di locus of control relativamente diffusa in letteratura e reiteratamente
utilizzata nelle indagini condotte dalla nostra Unità
di ricerca (Saltzer, 1982; Lefcourt, 1991).
Dai dati raccolti
(Tabella 7) si deduce che il campione intervistato è decisamente
propenso a fare riferimento alle attribuzioni internaliste legate
alla volontà e capacità (3, 22), con un moderato
rilievo attribuito al caso (42) e deciso rifiuto della fortuna
(117). Non si evidenzia alcuna variazione significativa nè
tra maschi e femmine (correlazione: .996) nè tra minorenni
e maggiorenni (correlazione: .994).
Anche se si
considera la media delle risposte agli item internalisti (3,
22) e di quelle agli item esternalisti (42, 117), si rilevano
solo modeste differenze per sub-campioni. E' di qualche rilievo
la misura in cui le femmine sono più internaliste dei
maschi (4.03 contro 3.89) e viceversa i maschi sono più
esternalisti delle femmine (2.67 contro 2.52). Non si rilevano
invece differenze nel confronto tra maggiorenni e minorenni (internalismo:
4.08 contro 4.03; esternalismo: 2.59 contro 2.60).
Tabella 7 - Locus of control
N
ord
ITEM
S
score
TOT
M
F
min
MAG
3
Se
riesco ad essere onesto, oppure no, dipende esclusivamente da
me
1.85
4.18
4.13
4.22
4.27
4.09
22
Se
mi comporto nel modo adeguato, riesco senz'altro ad essere onesto
1.08
3.74
3.65
3.83
3.88
3.59
42
Indipendentemente
dagli sforzi che faccio per essere onesto, le cose vanno come
devono andare per conto loro
.36
3.33
3.30
3.36
3.32
3.33
117
Se
riesco ad essere onesto, oppure no, è in gran parte questione
di fortuna
-2.22
1.85
2.03
1.67
1.85
1.86
Sembrerebbe
però che il rispetto della legge venga vissuto come una
regola interiorizzata (Tabella 8), nel senso che questa va rispettata
indipendentemente dal fatto di essere scoperti (116). Tale convinzione
è però molto più tipica delle donne e dei
minorenni che non degli uomini e dei maggiorenni.
Tabella 8 - Conseguenze dell'azione
N
ord
ITEM
S
score
TOT
M
F
min
MAG
116
Può
andare bene violare la legge, il male è essere presi
-1.95
2.00
2.28
1.71
2.24
1.76
Per quanto
concerne la collaborazione con la legge (Tabella 9), il campione
sembra ben disposto, almeno nelle sue dichiarazioni, a testimoniare
nel caso di un reato (16), ma non a denunciare un amico che avesse
compiuto un crimine (96), senza differenze sigificative per sub-campioni.
Tutto sommato,
si tratta di un indizio del fatto che esiste un certo livello
di senso civico, anche se quella che potremmo definire, un po'
duramente, come omertà da consorteria si direbbe piuttosto
radicata. Può anche darsi però che, piuttosto che
di omertà, si possa parlare di sfiducia nella legge (testimoniata
dalle risposte a vari altri item del questionario).
Tabella 9 - Collaborare con la legge
N
ord
ITEM
S
score
TOT
M
F
min
MAG
16
Se
assistessi ad un reato, andrei subito a testimoniare
1.17
3.79
3.73
3.86
3.89
3.70
96
Se
sapessi che un amico ha commesso un reato, lo denuncerei subito
-.87
2.62
2.58
2.65
2.56
2.67
Anche la concezione
relativa al significato della pena (Tabella 10), analogamente
a quanto già abbiamo visto riguardo alle motivazioni per
il comportamento moralmente corretto, non evidenzia affatto la
presenza di quelli che, secondo Piaget e Kolberg, sarebbero stadi
elevati di pensiero (in teoria tipici dei soggetti che hanno
raggiunto l'età del nostro campione).
Prevale la
concezione della pena come risarcimento (8), seguita dall'idea
della rieducazione (12), nel quadro generale della volontà
di punire comunque il reo (17). E' scarsa la predisposizione
a fornire cura e sostegno al criminale (78) e quasi nulla la
disposizione a perdonarlo (109).
Non si evidenzia
alcuna variazione significativa nè tra maschi e femmine
(correlazione: .993) nè tra minorenni e maggiorenni (correlazione:
.953).
Tabella 10 - Il significato della pena
N
ord
ITEM
S
score
TOT
M
F
min
MAG
8
Chi
ha violato la legge dovrebbe soprattutto risarcire quelli cui
ha fatto del male
1.50
3.98
4.07
3.90
3.99
3.97
12
Chi
ha violato la legge dovrebbe soprattutto essere rieducato
1.29
3.86
3.81
3.90
3.74
3.97
17
Chi
ha violato la legge dovrebbe essere punito sempre e comunque
1.17
3.79
3.79
3.79
3.96
3.62
78
Chi
ha violato la legge dovrebbe soprattutto ricevere cura e sostegno
-.42
2.88
2.81
2.95
2.78
2.99
109
Chi
ha violato la legge dovrebbe soprattutto essere perdonato
-1.47
2.28
2.21
2.35
2.31
2.26
L'ordinamento
penale italiano prevede, come forma principale di punizione,
quasi esclusivamente in carcere, almeno per il tribunale ordinario.
In linea di
principio (Tabella 11) il carcere non è considerato uno
stigma infamante per il cittadino (19, 114). Si ritiene tuttavia
che vi sia uno stereotipo sociale verso chi è stato in
prigione (4), solo parzialmente riscattato dal proprio personale
punto di vista, maggiormente favorevole al riguardo (55, 84).
Benchè
si pensi che in carcere vi siano molti innocenti (48) e non si
ritenga che in genere l'istituzione carceraria serva alla rieducazione
dei criminali (83), praticamente nessuno vorrebbe che le prigioni
fossero abolite (118)
Anche per quanto
riguarda l'atteggiamento verso il carcere, non si evidenzia alcuna
variazione significativa nè tra maschi e femmine (correlazione:
.996) nè tra minorenni e maggiorenni (correlazione: .957).
Tabella 11 - Il carcere
N
ord
ITEM
S
score
TOT
M
F
min
MAG
4
La
gente è prevenuta verso chi è stato in prigione
1.76
4.13
4.01
4.25
4.01
4.25
19
Anche
se uno è stato in prigione, rimane un cittadino uguale
a tutti gli altri
1.11
3.76
3.64
3.87
3.71
3.80
48
Le
carceri sono piene di persone innocenti rispetto ai reati di
cui sono stati giudicati colpevoli
.26
3.27
3.33
3.22
3.50
3.04
55
Sinceramente,
mi fido poco di una persona che è stata in prigione
.09
3.17
3.27
3.07
3.26
3.07
83
Il
carcere può davvero servire alla rieducazione dei criminali
-.52
2.82
2.69
2.95
2.93
2.71
84
Penso
che avrei simpatia per molti carcerati
-.54
2.81
2.82
2.81
2.85
2.78
N
ord
ITEM
S
score
TOT
M
F
min
MAG
114
Chi
è stato criminale una volta, probabilmente lo sarà
per sempre
-1.71
2.14
2.36
1.92
2.25
2.03
118
Le
prigioni dovrebbero essere abolite
-2.74
1.55
1.54
1.57
1.43
1.67
L'ordinamento
giuridico italiano non prevede la pena di morte. La pena massima
prevista è infatti l'ergastolo. Vi è tuttavia da
tempo una controversia sull'eventualità di introdurla
o meno nel nostro ordinamento.
Sulla base
dei dati raccolti, appare evidente che vi è un rifiuto
della pena di morte da parte del campione (Tabella 12). Gli item
relativi a questo argomento non vengono valutati ai livelli più
elevati nè in termini di acettazione nè in termini
di rifiuto (si collocano infatti entro l'arco di una deviazione
standard, in entrambe le direzioni). La tendenza è tuttavia
molto chiara.
Si ritiene
che la società non abbia diritto di togliere la vita a
un cittadino (32), altrimenti la sua azione sarebbe altrettanto
criminale di quella attuata dai criminali (34). Si pensa che
la pena capitale non ridurrebbe la criminalità (46, 82).
Non si è totalmente favorevoli all'abolizione della pena
di morte dappertutto (64), ma l'approvazione (70) o la sostanziale
indifferenza (85) per la pena capitale appaiono decisamente limitati.
E' interessante
notare che, se si chiede una valutazione sulla pena di morte
con riferimento (ancorchè relativamente vago) a dei crimini
concreti, l'approvazione per questa forma di punizione diminuisce
ulteriormente (90). Ciò sembra contrario a quanto più
volte sostenuto in letteratura, secondo cui vi sarebbe una tendenza
astratta contro la pena di morte, che tuttavia diminuirebbe quando
ci si trova di fronte ad un crimine particolarmente efferato.
Tale disparità potrebbe tuttavia essere spiegata nel nostro
caso, come prima ipotesi, dal fatto che invece, se si fa riferimento
a un caso concreto (con un condannato in qualche modo più
reale) il generale rifiuto verso la pena capitale espresso dal
campione si evidenzia in modo ancora più netto.
Va peraltro
notato che questa specie di scala di atteggiamenti nei confronti
della pena di morte è anche l'unica (del nostro questionario)
in cui, all'interno del campione, si evidenzia una chiara differenza
di vedute per sub-campioni. La correlazione tra minorenni e maggiorenni
è infatti relativamente bassa (.623), mentre quella tra
maschi e femmine è addirittura inversa (-.410). Nel complesso:
le donne appaiono molto meno favorevoli alla pena di morte rispetto
agli uomini, così come avviene (benchè in misura
assai minore) per i maggiorenni rispetto ai minorenni.
Tabella 12 - La pena di morte
N
ord
ITEM
S
score
TOT
M
F
min
MAG
32
La
società non ha il diritto di togliere la vita ad una persona,
con la pena di morte, anche se questi è un criminale efferato
.68
3.51
3.07
3.95
3.43
3.59
34
Quando
applica la pena di morte, la società è altrettanto
assassina del condannato
.63
3.48
3.15
3.80
3.43
3.52
46
La
pena di morte non serve a frenare la criminalità
.31
3.30
2.90
3.70
3.14
3.46
N
ord
ITEM
S
score
TOT
M
F
min
MAG
64
La
pena di morte dovrebbe essere abolita in tutto il mondo e in
tutti i casi
-.07
3.08
2.75
3.41
2.89
3.27
70
Sono
favorevole alla pena di morte
-.33
2.93
2.95
2.92
3.09
2.78
82
In
Italia ci sarebbero meno crimini se ci fosse la pena di morte
-.51
2.83
3.21
2.45
3.04
2.62
85
La
pena di morte non è moralmente nè giusta nè
sbagliata, è soltanto un modo per punire i reati più
terribili
-.54
2.81
3.16
2.47
3.10
2.53
90
In
Italia, almeno per i crimini più violenti e perversi,
bisognerebbe forse introdurre la pena di morte
-.63
2.76
3.12
2.41
2.97
2.55
Nel complesso:
la valutazione del sistema giudiziario, espressa da parte del
campione, appare piuttosto negativa (Tabella 13).
Si imputa unanimemente
alla giustizia di essere troppo lenta (1) ed inquinata dalla
politica (5). C'è un notevole accordo sulla necessità
di riformarla (18), ovvero sul fatto che in altri Paesi le cose
vanno meglio (28), mentre negli ultimi anni la giustizia italiana
non è migliorata (95). Si sospetta che le discussioni
sulla giustizia possano essere almeno in parte pretestuose (29),
benchè non si pensi che la nostra società dia poi
troppa importanza ai giudici (65).
Per quanto
riguarda l'applicazione della giustizia, c'è solo qualche
sospetto di una sua cattiva gestione da parte dei giudici (50),
anche perchè forse non si ritiene che vi siano molte possibilità
di arbitrio nel somministrarla (67).
Tale punto
di vista generale è condiviso in modo simile da maschi
e femmine (correlazione: .968), ma con qualche variazione tra
minorenni e maggiorenni (correlazione: .874). In particolare:
i minorenni sembrano più fiduciosi nella giustizia somministrata
all'estero (28) e più sospettosi verso il dibattito sulla
giustizia in Italia (29).
Tabella 13 - Valutazione del sistema giudiziario
N
ord
ITEM
S
score
TOT
M
F
min
MAG
1
La
giustizia è troppo lenta
2.20
4.38
4.40
4.37
4.31
4.45
5
La
giustizia è troppo inquinata dalla politica
1.74
4.12
4.11
4.12
4.17
4.07
18
La
giustizia dovrebbe essere riformata
1.15
3.78
3.80
3.76
3.69
3.87
28
Spesso,
all'estero, c'è più giustizia che in Italia
.84
3.60
3.65
3.55
3.89
3.31
29
Il
gran discutere che si fa sulla giustizia finisce col nascondere
i problemi reali del Paese
.82
3.59
3.47
3.70
3.85
3.32
50
La
legge è giusta, ma i giudici spesso la applicano male
.17
3.22
3.30
3.15
3.43
3.02
65
Nella
nostra società si dà troppa importanza ai giudici
-.07
3.08
3.19
2.98
3.10
3.07
N
ord
ITEM
S
score
TOT
M
F
min
MAG
67
La
giustizia è un concetto astratto, ogni caso fa a sè
-.12
3.05
2.98
3.13
3.08
3.03
95
Negli
ultimi anni la giustizia è migliorata
-.80
2.66
2.64
2.68
2.64
2.68
Anche il modo
in cui viene somministrata la giustizia non sembra convincere
fino in fondo il campione, pur con delle ambiguità (Tabella
14).
Si pensa che
gli errori giudiziari siano relativamente frequenti (21) e che
si perseguano più facilmente i reati "della povera
gente" che non quelli "dei colletti bianchi" (24).
Nel contempo:
il lavoro dei tribunali non è considerato particolarmente
persecutorio (52, 74) nè arbitrario (101). Non si rileva
peraltro un atteggiamento garantista nè per quanto riguarda
aspetti generali del giudizio (in dubio pro reo: 61) nè
per quanto riguarda la percezione delle sentenze (113).
Non si evidenziano
variazioni significative di valutazione nè tra maschi
e femmine (correlazione: .922) nè tra minorenni e maggiorenni
(correlazione: .962).
Tabella 14 - La somministrazione della giustizia
N
ord
ITEM
S
score
TOT
M
F
min
MAG
21
In
Italia, gli errori giudiziari sono molto frequenti
1.11
3.76
3.78
3.73
3.88
3.64
24
E'
più facile essere condannati per avere rubato una mela
che per avere rubato miliardi di corruzione
.97
3.68
3.55
3.81
3.63
3.73
52
Una
volta che la giustizia ti ha incriminato, è come se fossi
già mezzo condannato
.14
3.20
3.13
3.27
3.18
3.22
61
E'
meglio lasciare in libertà una persona colpevole che incarcerare
un innocente
-.05
3.09
3.26
2.92
3.08
3.09
74
Anche
se non hai fatto nulla, è meglio stare lontano dai tribunali
-.37
2.91
3.10
2.71
3.07
2.74
101
I verdetti
dei tribunali sono in gran parte questione di fortuna
-1.10
2.49
2.47
2.50
2.57
2.41
113
Nei
tribunali, l'imputato è talmente protetto che alla fine
viene quasi sempre assolto
-1.66
2.17
2.17
2.18
2.17
2.18
Una serie di
item aveva la funzione di evidenziare, indirettamente, la percezione
della presenza di stereotipi relativi al modo in cui il sistema
giudiziario-penale tratta il cittadino in relazione alla sua
appartenza ad alcune tipologie sociali (Tabella 15).
Dai dati appare
chiaro che, secondo il campione, nell'ordine: i ricchi vengono
trattati meglio dei poveri (36, 38, 51), gli italiani meglio
degli extra-comunitrari (39, 53, 66) e, ma solo secondo una valutazione
indiretta (che potrebbe significare anche assenza di discriminazione),
gli uomini meglio delle donne (91, 103, 108).
Delle tre categorie
di professionisti della legge che abbiamo considerate nel questionario,
i più discriminanti sembrano essere i poliziotti (36,
39, 91, 98), seguiti dagli avvocati (38, 53, 80, 108), mentre
i giudici vengono per ultimi (51, 66, 93, 103)
In generale,
comunque, è abbastanza diffusa l'idea che i cittadini
non vengono trattati tutti allo stesso modo (80, 93, 98).
Tale opinione
è condivisa uniformemente nei sub-campioni (correlazione
tra maschi e femine: .904; correlazione tra minorenni e maggiorenni:
.952).
Tabella 15 - Percezione di discriminazioni
nel sistema giudiziario-penale
N
ord
ITEM
S
score
TOT
M
F
min
MAG
36
Di
solito, i poliziotti trattano meglio i ricchi dei poveri
.52
3.42
3.50
3.34
3.53
3.31
38
Di
solito, gli avvocati trattano meglio i ricchi dei poveri
.45
3.38
3.51
3.24
3.42
3.34
39
Di
solito, i poliziotti trattano meglio gli italiani degli extracomunitari
.42
3.36
3.26
3.46
3.56
3.16
51
Di
solito, i giudici trattano meglio i ricchi dei poveri
.14
3.20
3.19
3.22
3.30
3.11
53
Di
solito, gli avvocati trattano meglio gli italiani degli extracomunitari
.10
3.18
3.14
3.21
3.31
3.05
66
Di
solito, i giudici trattano meglio gli italiani degli extracomunitari
-.09
3.07
2.94
3.19
3.27
2.86
80
Di
solito, gli avvocati trattano tutti allo stesso modo
-.45
2.86
2.84
2.88
2.88
2.84
91
Di
solito, i poliziotti trattano meglio le donne degli uomini
-.73
2.70
2.83
2.57
2.69
2.70
93
Di
solito, i giudici trattano tutti allo stesso modo
-.79
2.67
2.69
2.64
2.74
2.60
98
Di
solito, i poliziotti trattano tutti allo stesso modo
-.93
2.59
2.54
2.64
2.56
2.63
103
Di
solito, i giudici trattano meglio le donne degli uomini
-1.24
2.41
2.50
2.32
2.43
2.39
108
Di
solito, gli avvocati trattano meglio le donne degli uomini
-1.36
2.34
2.45
2.22
2.37
2.30
Il sistema
giudiziario-penale viene gestito, in concreto, da alcune figure
professionali. Ne abbiamo scelte tre (i giudici, gli avvocati,
le forze dell'ordine) per evidenziare qualche dato sull'atteggiamento
verso la giustizia in azione.
Abbiamo già
rilevato (Tabella 15) come, delle tre categorie considerate,
quelli percepiti come più discriminanti sembrano essere
i poliziotti, seguiti dagli avvocati e, come ultimi, dai giudici.
Più
in particolare: l'atteggiamento nei confronti delle forze dell'ordine,
genericamente sintetizzate nel termine "polizia" o
"poliziotti", pare caratterizzato da una relativa diffidenza
(Tabella 16).
Viene infatti
espressa una certa gratitudine verso la polizia (33), ma si ritiene
anche che questa abusi spesso della sua autorità (11),
ancorchè senza particolari eccessi di violenza (58), e
che non svolga un lavoro particolarmente brillante in difesa
della legge (86). Quindi, benchè non se ne abbia troppa
paura (60), è presente un certo generico timore ad avere
a che fare con questa (54), mentre non si è più
che tanto favorevoli a che le venga data maggiore libertà
d'azione (56). In generale, non si ritiene che i poliziotti siano
poco pagati (75), mentre si hanno chiari indizi, ancorchè
indiretti, dell'assenza di uno stereotipo maschilista per questa
professione (115).
Non si evidenziano
chiare differenze per sub-campioni (correlazione tra maschi e
femine: .879; correlazione tra minorenni e maggiorenni: .930),
anche se vi sono indizi di una maggiore identificazione maschile
con la connotazione attivo-aggressiva dell'intervento poliziesco
(56, 115).
Tabella 16 - La polizia
N
ord
ITEM
S
score
TOT
M
F
min
MAG
11
Spesso
i poliziotti abusano della loro autorità
1.31
3.87
3.89
3.84
3.92
3.81
33
Dobbiamo
tutti essere grati alla polizia per il lavoro che svolge
.63
3.48
3.47
3.49
3.50
3.47
54
Anche
se non hai fatto nulla, è sempre meglio non avere a che
fare con la polizia
.10
3.18
3.25
3.12
3.41
2.96
56
La
polizia dovrebbe essere lasciata più libera di intervenire
con forza e decisione contro il crimine
.02
3.13
3.40
2.86
3.32
2.94
58
Spesso
i poliziotti sono troppo violenti
-.04
3.10
2.98
3.21
3.15
3.04
60
La
gente ha paura della polizia
-.04
3.10
3.09
3.11
3.05
3.15
75
I poliziotti
sono poco pagati
-.38
2.90
3.03
2.75
2.90
2.89
86
La
polizia svolge un lavoro eccellente in difesa della legge
-.54
2.81
2.89
2.74
2.78
2.85
115
Fare
il poliziotto è un lavoro da uomini
-1.83
2.07
2.48
1.66
2.12
2.02
Per quanto
riguarda gli avvocati (Tabella 17), viene espressa una sostanziale
fiducia nella capacità-necessità del loro intervento
a produrre un giudizio favorevole in tribunale (25, 30), o anche
come elemento utile all'affermarsi della giustizia (37).
Non si evidenziano
chiare differenze tra maschi e femmine (correlazione: .994),
mentre i minorenni sembrano avere una visione un po' più
idealista (37) che pragmatica (25) del lavoro dell'avvocato rispetto
ai maggiorenni (correlazione complessiva: .397).
Tabella 17 - Gli avvocati
N
ord
ITEM
S
score
TOT
M
F
min
MAG
25
Un
buon avvocato può farti assolvere anche se sei colpevole
.85
3.61
3.66
3.57
3.55
3.68
30
E'
difficile avere giustizia se non hai un buon avvocato che ti
difende
.75
3.55
3.59
3.51
3.52
3.58
N
ord
ITEM
S
score
TOT
M
F
min
MAG
37
Gli
avvocati sono un elemento fondamentale perchè la giustizia
si affermi
.45
3.38
3.45
3.31
3.53
3.24
Una serie di
item si proponeva, sempre con riferimento alle stesse tre categorie
di attori del sistema giudiziario-penale (i giudici, gli avvocati,
le forze dell'ordine), di evidenziare qualche altro aspetto della
loro immagine (Tabella 18).
Nel complesso,
è evidente che nessuna delle tre categorie suscita un
entusiasmo particolare. Non si ha una speciale fiducia in nessuno
dei tre attori, anche se più nei poliziotti (59) che negli
avvocati (69) che nei giudici (76). Non si pensa che nessuna
delle tre professioni possa essere considerata una missione,
anche se forse un po' più quella del giudice e del poliziotto
(87, 89) che non quella dell'avvocato (107). I poliziotti e gli
avvocati danno altresì l'impressione di sentirsi relativamente
superiori rispetto agli altri cittadini (43, 45); un po' più
di quanto avvenga per i giudici (57).
Nessuna delle
tre professioni pare di qualche interesse diretto per il campione,
non manifestandosi un'aspirazione ad intraprendere la propria
carriera in nessuna di tali professioni, più o meno nella
stessa misura per tutte e tre (110, 111, 112).
Il quadro non
sembra subire variazioni significative in base al sub-campione
di appartenenza (correlazione tra maschi e femmine: .941; correlazione
tra minorenni e maggiorenni: .904).
Tabella 18 - Giudici, avvocati, polizia
N
ord
ITEM
S
score
TOT
M
F
min
MAG
59
Ho
fiducia nei poliziotti
-.04
3.10
3.11
3.10
3.13
3.07
69
Ho
fiducia negli avvocati
-.25
2.98
2.94
3.03
3.07
2.90
76
Ho
fiducia nei giudici
-.38
2.90
2.88
2.93
2.84
2.97
87
Il
lavoro del giudice è una missione
-.56
2.80
2.83
2.77
2.99
2.61
89
Il
lavoro del poliziotto è una missione
-.63
2.76
2.83
2.70
3.05
2.48
107
Il
lavoro dell'avvocato è una missione
-1.36
2.34
2.33
2.34
2.55
2.13
43
I poliziotti
danno l'impressione di sentirsi superiori rispetto agli altri
cittadini
.36
3.33
3.47
3.18
3.44
3.21
45
Gli
avvocati danno l'impressione di sentirsi superiori rispetto agli
altri cittadini
.33
3.31
3.41
3.20
3.46
3.16
57
I giudici
danno l'impressione di sentirsi superiori rispetto agli altri
cittadini
0.00
3.12
3.19
3.06
3.28
2.97
110
Mi
piacerebbe fare l'avvocato
-1.48
2.27
2.22
2.31
2.44
2.09
111
Mi
piacerebbe fare il giudice
-1.52
2.25
2.25
2.24
2.27
2.22
112
Mi
piacerebbe fare il poliziotto
-1.57
2.22
2.40
2.03
2.37
2.07
Il questionario
comprendeva originariamente anche tre item sulla valutazione
di onestà di giudici (94), avvocati (100) e poliziotti
(che recitavano: "In generale, i giudici sono persone veramente
oneste", ovvero "In generale, gli avvocati sono persone
veramente oneste"). Per un errore materiale nella stampa
del questionario, l'item relativo ai poliziotti è andato
perduto.
I risultati
relativi ai primi due item, comunque di qualche interesse, evidenziano
una scarsa fiducia sia nell'onestà dei giudici (S score:
-.79; valutazione 2.67) sia in quella degli avvocati (S score:
-.96; valutazione 2.57), senza alcuna differenza di rilievo per
sub-campioni.
Abbiamo già
indicato le principali differenze per sub-campioni (maschi e
femmine, minorenni e maggiorenni) mano a mano che presentavamo
i risultati della ricerca espressi nelle diverse tabelle. Nel
complesso, abbiamo rilevato una sostanziale coincidenza nelle
valutazioni per sub-campioni in quasi tutti i raggruppamenti
di item, con la sola eccezione davvero significativa degli atteggiamenti
verso la pena di morte (Tabella 12).
Varrà
comunque la pena di presentare una misura delle somiglianze e
differenze generali tra i sub-campioni stessi, in termini ancora
più analitici di quanto presentato fin qui, attraverso
il calcolo delle correlazioni (Tabella 19).
Come si vede,
le variazioni generali risultano assai contenute.
Tabella 19 - Correlazioni tra sub-campioni
M
F
min
Mag
M
min
F
min
M
Mag
F
Mag
Maschi
1.000
Femmine
.896
1.000
Minorenni
.967
.943
1.000
Maggiorenni
.937
.973
.925
1.000
M minorenni
.978
.845
.964
.866
1.000
F minorenni
.892
.974
.967
.920
.864
1.000
M Maggiorenni
.976
.907
.924
.967
.908
.878
1.000
F Maggiorenni
.862
.980
.882
.979
.791
.810
.895
1.000
Per avere un'idea
generale degli atteggiamenti rilevati abbiamo condotto, sull'insieme
degli item presenti nel questionario, anche un'analisi fattoriale
con rotazione Varimax, secondo il metodo delle Componenti Principali
e la Root Curve come regola di estrazione. I risultati di tale
analisi fattoriale sono riportati in Tabella 20.
Si sono evidenziati
4 fattori principali, piuttosto chiari e definiti nella loro
struttura, che possiamo così sintetizzare:
F 1 - Arbitrio
della legge - connesso alla percezione che nella legge vi
sia una certa arbitrarietà ovvero un atteggiamento relativamente
prevaricatorio da parte dei suoi attori.
F 2 - Rifiuto
della pena - basato principalmente sull'opposizione alla
pena capitale e sulla tolleranza verso chi ha violato la legge.
F 3 - Abbandono
fiducioso alla legge - che si lega ad un elevato livello
di fiducia nei confronti della legge e di chi contribuisce ad
applicarla.
F 4 - Moderato
autoritarismo punitivo - che esprime un certo quale desiderio
di legge e ordine, accompagnato dalla fiducia nella punizione.
Tabella 20 - Analisi fattoriale
N
ord
ITEM
F1
F2
F3
F4
91
I giudici
danno l'impressione di sentirsi superiori rispetto agli altri
cittadini
.60
78
Gli
avvocati danno l'impressione di sentirsi superiori rispetto agli
altri cittadini
.58
87
Di
solito, gli avvocati trattano meglio gli italiani degli extracomunitari
.58
76
I poliziotti
danno l'impressione di sentirsi superiori rispetto agli altri
cittadini
.55
71
Di
solito, gli avvocati trattano meglio i ricchi dei poveri
.54
83
La
legge è giusta, ma i giudici spesso la applicano male
.48
148
Di
solito, gli avvocati trattano meglio le donne degli uomini
.48
100
Di
solito, i giudici trattano meglio gli italiani degli extracomunitari
.47
85
Di
solito, i giudici trattano meglio i ricchi dei poveri
.46
72
Di
solito, i poliziotti trattano meglio gli italiani degli extracomunitari
.46
141
Di
solito, i giudici trattano meglio le donne degli uomini
.45
68
Di
solito, i poliziotti trattano meglio i ricchi dei poveri
.44
86
Una
volta che la giustizia ti ha incriminato, è come se fossi
già mezzo condannato
.42
47
In
Italia, gli errori giudiziari sono molto frequenti
.42
139
I verdetti
dei tribunali sono in gran parte questione di fortuna
.40
136
Di
solito, i poliziotti trattano tutti allo stesso modo
-.40
(.36)
49
Molte
leggi sembrano fatte per favorire singoli gruppi di persone più
che per il bene comune
.39
88
Anche
se non hai fatto nulla, è sempre meglio non avere a che
fare con la polizia
.39
117
Di
solito, gli avvocati trattano tutti allo stesso modo
-.39
(.36)
46
Molte
leggi sono ingiuste
.38
131
Di
solito, i giudici trattano tutti allo stesso modo
-.38
(.37)
128
Di
solito, i poliziotti trattano meglio le donne degli uomini
.37
23
La
giustizia è troppo inquinata dalla politica
.37
(.32)
116
Se
tutte le leggi venissero applicate sempre, saremmo tutti in prigione
.36
99
Nella
nostra società si dà troppa importanza ai giudici
.36
108
Ai
giorni nostri, spesso ho difficoltà a decidere quali sono
le regole giuste da seguire
.35
110
Anche
se non hai fatto nulla, è meglio stare lontano dai tribunali
.35
N
ord
ITEM
F1
F2
F3
F4
35
Spesso
i poliziotti abusano della loro autorità
.34
81
Le
carceri sono piene di persone innocenti rispetto ai reati di
cui sono stati giudicati colpevoli
.34
55
Gli
onesti hanno più difficoltà dei disonesti a riuscire
nella vita
.33
57
Spesso,
all'estero, c'è più giustizia che in Italia
.32
106
Sono
favorevole alla pena di morte
.31
73
Nel
mondo contemporaneo esistono molti problemi assai più
gravi della violazione della legge
.31
142
La
gente rispetta la legge perchè glie lo impone la sua morale
personale
-.83
127
In
Italia, almeno per i crimini più violenti e perversi,
bisognerebbe forse introdurre la pena di morte
-.83
98
La
pena di morte dovrebbe essere abolita in tutto il mondo e in
tutti i casi
.81
66
Quando
applica la pena di morte, la società è altrettanto
assassina del condannato
.79
64
La
società non ha il diritto di togliere la vita ad una persona,
con la pena di morte, anche se questi è un criminale efferato
.77
122
La
pena di morte non è moralmente nè giusta nè
sbagliata, è soltanto un modo per punire i reati più
terribili
-.74
119
In
Italia ci sarebbero meno crimini se ci fosse la pena di morte
-.71
79
La
pena di morte non serve a frenare la criminalità
.67
90
La
polizia dovrebbe essere lasciata più libera di intervenire
con forza e decisione contro il crimine
-.45
121
Penso
che avrei simpatia per molti carcerati
.42
45
Anche
se uno è stato in prigione, rimane un cittadino uguale
a tutti gli altri
.40
156
Chi
è stato criminale una volta, probabilmente lo sarà
per sempre
-.39
157
Fare
il poliziotto è un lavoro da uomini
-.39
115
Chi
ha violato la legge dovrebbe soprattutto ricevere cura e sostegno
.38
89
Sinceramente,
mi fido poco di una persona che è stata in prigione
-.37
149
Chi
ha violato la legge dovrebbe soprattutto essere perdonato
.35
92
Spesso
i poliziotti sono troppo violenti
.33
22
La
gente è prevenuta verso chi è stato in prigione
.32
(.31)
36
Chi
ha violato la legge dovrebbe soprattutto essere rieducato
.31
126
Il
lavoro del poliziotto è una missione
.54
93
Ho
fiducia nei poliziotti
.54
147
Il
lavoro dell'avvocato è una missione
.53
N
ord
ITEM
F1
F2
F3
F4
132
In
generale, i giudici sono persone veramente oneste
.49
124
Il
lavoro del giudice è una missione
.48
118
La
gente rispetta la legge perchè è quello che ci
si aspetta da tutti
.48
70
Gli
avvocati sono un elemento fondamentale perchè la giustizia
si affermi
.47
56
La
legge è il fondamento della libertà
.46
112
Ho
fiducia nei giudici
.46
123
La
polizia svolge un lavoro eccellente in difesa della legge
.45
135
La
gente rispetta la legge perchè ci crede veramente
.45
65
Dobbiamo
tutti essere grati alla polizia per il lavoro che svolge
.44
27
Senza
la legge, il mondo sarebbe più violento
.44
103
Ho
fiducia negli avvocati
.43
75
Indipendentemente
dagli sforzi che faccio per essere onesto, le cose vanno come
devono andare per conto loro
.43
133
Negli
ultimi anni la giustizia è migliorata
.43
138
In
generale, gli avvocati sono persone veramente oneste
.42
107
La
gente rispetta la legge perchè lo impone l'autorità
(.35)
.41
129
La
gente rispetta la legge perchè non se ne può farne
a meno
(.34)
.40
125
La
gente rispetta la legge perchè ne è convinta interiormente
.40
74
La
legge ci aiuta ad avere una vita migliore
.39
152
Mi
piacerebbe fare il poliziotto
.34
48
Se
mi comporto nel modo adeguato, riesco senz'altro ad essere onesto
.34
(.33)
150
Mi
piacerebbe fare l'avvocato
.33
113
La
gente rispetta la legge perchè glie lo hanno insegnato
i genitori
.33
82
La
gente rispetta la legge perchè ha paura di essere punita
.30
159
Se
riesco ad essere onesto, oppure no, è in gran parte questione
di fortuna
(.37)
-.45
37
L'assoluto
rispetto della legge è il primo dovere di ogni persona
(.41)
.45
10
Molti
reati restano impuniti
.44
41
Se
assistessi ad un reato, andrei subito a testimoniare
.43
42
Chi
ha violato la legge dovrebbe essere punito sempre e comunque
.43
32
Rispettare
la legge significa rispettare i nostri simili
(.36)
.43
161
Le
prigioni dovrebbero essere abolite
-.42
158
Può
andare bene violare la legge, il male è essere presi
(.34)
-.38
30
Chi
ha violato la legge dovrebbe soprattutto risarcire quelli cui
ha fatto del male
.38
N
ord
ITEM
F1
F2
F3
F4
18
Se
riesco ad essere onesto, oppure no, dipende esclusivamente da
me
.38
9
La
giustizia è troppo lenta
.37
39
In
Italia ci vorrebbe più ordine e più disciplina
.37
25
In
Italia, la criminalità è molto diffusa
.30
In via del
tutto tentativa è possibile, sulla base di tale analisi
fattoriale, immaginare una prima ipotesi di scala (breve) di
atteggiamenti verso la legge, utilizzando un piccolo gruppo di
item tra quelli più saturi rispetto a ciascuno dei quattro
fattori (6 item per ognuno dei 4 fattori). Tale scala, da utilizzare
e verificare eventualmente in ricerche successive, potrebbe contenere
i seguenti item (in ordine di saturazione rispetto al fattore):
Fattore 1 -
Arbitrio della legge - I giudici danno l'impressione di
sentirsi superiori rispetto agli altri cittadini (86); I poliziotti
danno l'impressione di sentirsi superiori rispetto agli altri
cittadini (70); Di solito, gli avvocati trattano meglio i ricchi
dei poveri (115); Una volta che la giustizia ti ha incriminato,
è come se fossi già mezzo condannato (51); In Italia,
gli errori giudiziari sono molto frequenti (91); Molte leggi
sembrano fatte per favorire singoli gruppi di persone più
che per il bene comune (6).
Fattore 2 -
Rifiuto della pena - La pena di morte dovrebbe essere
abolita in tutto il mondo e in tutti i casi (46); La pena di
morte non serve a frenare la criminalità (88); Penso che
avrei simpatia per molti carcerati (12); Anche se uno è
stato in prigione, rimane un cittadino uguale a tutti gli altri
(27); Chi ha violato la legge dovrebbe soprattutto ricevere cura
e sostegno (23); Chi ha violato la legge dovrebbe soprattutto
essere perdonato (109).
Fattore 3 -
Abbandono fiducioso alla legge - Ho fiducia nei poliziotti
(90); In generale, i giudici sono persone veramente oneste (77);
Gli avvocati sono un elemento fondamentale perchè la giustizia
si affermi (30); La legge è il fondamento della libertà
(42); La gente rispetta la legge perchè ci crede veramente
(92); Senza la legge, il mondo sarebbe più violento (93).
Fattore 4 -
Moderato autoritarismo punitivo - L'assoluto rispetto
della legge è il primo dovere di ogni persona (32); Molti
reati restano impuniti (22); Se assistessi ad un reato, andrei
subito a testimoniare (33); Chi ha violato la legge dovrebbe
essere punito sempre e comunque (48); Se riesco ad essere onesto,
oppure no, dipende esclusivamente da me (100); In Italia ci vorrebbe
più ordine e più disciplina (56).
In base ai
dati raccolti, si rilevano diverse tendenze piuttosto nette all'interno
del campione.
L'atteggiamento
verso la legge risulta in parte ambiguo. Questa viene apprezzata
come valore sociale generale, ma la si giudica anche inadeguata
in molti suoi aspetti. Si ritiene che la legge debba essere rispettata,
ma con varie eccezioni. Si vorrebbe più ordine e legalità,
anche perchè appare netta la sensazione che la legge venga
ben poco rispettata dai propri simili. I motivi che si ritiene
inducano la gente a rispettare la legge sono soprattutto di tipo
eteronomo, invece che dettati da una moralità interiore.
Per quanto riguarda se stessi, si è invece più
portati ad attribuzioni internaliste che non esternaliste, almeno
per quanto riguarda la capacità di rispettare la legge.
Questo primo
insieme di dati pone alcune questioni particolarmente interessanti,
specie per uno sviluppo di ricerche successive. E' infatti evidente
che, nel nostro campione, non viene confermata l'aspettativa
(derivata dagli studi di Piaget e di Kolberg) secondo cui gli
stadi superiori della moralità (quelli eteronomi) dovrebbero
prevalere nettamente in soggetti che hanno raggiunto o superato
l'adolescenza. Nel contempo, si rileva un curioso rovesciamento
di quello che viene considerato in psicologia come il bias
generale di attribuzione (per cui un'azione è attribuita
maggiormente a fattori interni all'individuo quando se ne è
spettatori, ovvero a fattori esterni quando se ne è attori).
Avviene infatti che il rispetto della legge venga attribuito
maggiormente alle pressioni esterne nel caso degli altri ed alla
volontà-capacità personale nel caso di se stessi.
Anche per quanto
riguarda la concezione relativa al significato della pena, non
vengono confermate le ipotesi di Piaget e Kohlberg. Prevale infatti
l'idea della pena come risarcimento, seguita dalla rieducazione,
con minimo rilievo attribuito alla cura e sostegno ovvero al
perdono. La pena carceraria, considerata ineliminabile anche
se applicata in modo molto imperfetto, non viene vista come uno
stigma sociale davvero duro. E' evidente il rifiuto della pena
di morte.
Si evidenzia
una notevole diffidenza nei confronti del sistema giudiziario.
Lo si giudica sostanzialmente corretto e non persecutorio nè
arbitrario, ma inficiato da molti limiti (lentezza, influenze
politiche, mancanza di necessarie riforme, errori giudiziari).
Si ritiene, comunque, che i cittadini non vengano trattati tutti
allo stesso modo, e in particolare che i ricchi siano trattati
meglio dei poveri e gli italiani meglio degli extra-comunitrari.
Non si evidenziano
chiare differenze nella percezione delle tre categorie di attori
del sistema giudiziario-penale considerati nella nostra rilevazione
(giudici, avvocati, poliziotti). Verso i poliziotti si nutre
rispetto e gratitudine, ma anche notevole diffidenza. Gli avvocati
sono considerati importanti per ottenere successo in tribunale.
Non si evidenzia peraltro una speciale fiducia in nessuno dei
tre attori, nè alcun particolare desiderio di intraprendere
la loro professione. I poliziotti e gli avvocati sembrano più
discriminanti e con un atteggiamento di superiorità, se
confrontati con i giudici.
In generale:
non si rilevano differenze davvero significative tra i sub-campioni
(maschi e femmine; minorenni e maggiorenni), con la sola rilevante
eccezione dell'atteggiamento verso la pena di morte, chiaramente
meno avversata dagli uomini che dalle donne.
I risultati
di questa ricerca inducono a molte riflessioni sul tema della
giustizia. Ne evidenziamo in particolare una per tutte, legata
al tema del rapporto con il Codice e il sistema giudiziario che
distingue giuridicamente, ma (si direbbe, in base alle nostre
risultanze) non cognitivamente, i minorenni dai maggiorenni.
Dal punto di
vista del diritto, esiste infatti una differenza rilevante tra
gli individui maggiorenni (a partire dai 18 anni compiuti) e
quelli minorenni.(dai 14 anni al compimento del diciottesimo
anno). Alle due categorie di età corrispondono infatti
due normative differenti, due forme radicalmente diverse di trattamento
penale, due diverse strutture giudiziarie. Secondo i nostri risultati,
non esistono invece differenze significative (tra le due tipologie
di età, nonchè giuridiche) negli atteggiamenti
verso la giustizia.