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Psicologia
Giuridica Aspetti
tradizionali e moderni
Zedde - Torino
- 2009
Riferimento bibliografico:
Perussia F. -
"Presentazione
al volume: Benso,
G. - Psicologia giuridica: Aspetti tradizionali e moderni. Torino:
Giancarlo Zedde, 2009.
Felice Perussia*
Presentazione
Chiunque si
occupi della condizione umana e dei suoi modi di organizzarsi
nella realtà quotidiana, sa bene che la psicologia e il
diritto hanno molto in comune. Quanto meno: si occupano entrambe
di comportamenti. Detto altrimenti: si riferiscono tutt'e due
ai mores (usi, costumi). Benché: l'una si proponga di
descriverli e di eventualmente spiegarli; mentre l'altra si occupi
piuttosto di indicarne la minore o maggiore correttezza rispetto
ad una regola di comportamento prestabilita.
La prima è una forma di economia (animale), come si sarebbe
detto nel Settecento, o di fisiologia, come si sarebbe detto
invece nell'Ottocento, o anche di moralità. Il secondo
è piuttosto una normativa, un'etica, una moralistica.
Il diritto, in quanto attualizzazione del giudizio, possiede
un canone, rappresentato dal codice, attraverso cui proporre
dei criteri considerati positivi per una valutazione di ciò
che umanamente avviene. La psicologia scientifica, in quanto
analisi pura, cerca invece di utilizzare il canone altrimenti
definito della fisica (scienza naturale) per disegnare i meridiani
e i paralleli della razionalità sull'inafferrabile ectoplasmaticità
del vissuto individuale nel presente. Oppure ancora la psicologia,
in quanto analisi pratica, realizza psicotecniche che permettano
alla mente stessa di farsi arte nell'attualità dell'esistenza
interiore.
Notava saggiamente Hegel che l'azione è volontà
eseguita. La psicologia, come antropologia in forma pragmatica
(per rifarsi al manuale di Kant che ne fonda la prospettiva di
conoscenza in senso romantico), è l'emergere del pensiero
(rappresentazione) attivato dalla volontà e tradotto appunto
in atto ovvero attualizzato (presentificato in azione) acquisendo
così una forma che prima aveva una sua esistenza (virtuale)
solo in potenza. Per cui: la psicologia precede.
Il diritto è pietra di paragone della mente attualizzata,
ovverosia pertica o bilancia che certifica l'adeguatezza delle
apparenze fenomeniche rispetto al codex (ta bibla) che lo spirito
manifestato dell'umanità ha cercato di incidere nelle
tavole del diritto. Per cui: segue.
Il soggetto, per parte sua: vive la sua esistenza in mezzo a
queste due lenti di de-formazione. Vive, appunto: qualche volta
facendosene una ragione e qualche volta senza pensarci troppo,
ma limitando tutto il suo intervento all'esserci senza particolari
pretese di ulteriori verità metafisiche.
Studiare le oscillazioni di tale pendolo, che variamente si muove
o dondola e scorre tra volontà e rappresentazioni, senza
che mai si possano capire fino i fondo le spirali, armoniose
quanto imprevedibili e asimmetriche, che disegna sulla sabbia
che sfiora, è il sussultorio piacere che accompagna chi
ha la pazienza di dedicarsi alla psicologia giuridica e al diritto
psicologico.
Tra questa schiera di illuminati curiosi possiamo annoverare
Giovanni Benso, antico allievo (pur nella giovane età)
che con grande passione, nella sua posizione di avvocato e di
psicologo insieme, esamina qui molti lavori della psicologia-diritto
moderna, come anche molteplici fondamentali contributi di altre
epoche, della scuola positiva così come della scuola classica.
Il libro stimola la reviviscenza di alcune intuizioni del Lombroso,
che al tempo suo mancavano certo del supporto tecnologico che
invece ci permette oggi per certi aspetti di riprenderlo seguendo
alcune interessanti prospettive dell'attuale psicologia cognitiva.
Mentre l'Autore indaga, alla maniera di Amleto, se sia meglio
cercare la conformità del modello alla realtà o
se sia meglio accontentarsi di avere spiegazioni la cui validità
è circoscritta al solo momento storico cui si riferiscono.
Il filo conduttore del testo lega dunque i vari modelli del diritto-psicologia
diacronicamente tra loro: la psicologia che entra nella giurisprudenza
vera e propria, transitando dall'analisi dei disturbi di personalità
quali sono leggibili a volte anche tra le sottigliezze argomentative
degli interventi della cassazione, fino ad aspetti quasi fisiognomici
come le dialettiche ormonali o quelle cerebrali così come
le loro interazioni con i comportamenti; dove le esperienze comportamentali
possono magari interagire anche con le disposizioni biologiche
e con quelle genetiche e così via.
Il tutto si dipana attraverso i riscontri dell'ancoraggio neuropsicologico
così come passando per le moderne strategie di lettura
cognitive, comportamentali e dinamiche in senso psicologico,
ma cercando anche di evitare certe moderne quanto grottesche
forme di riduttivismo biologista così come certe moderne
quanto grottesche forme di pregiudizio psicologista.
L'analisi proposta dal Benso conferma l'impossibilità
di scegliere una chiave di lettura univoca, stante la validità
dei molti modelli, visto che non pare essercene alcuno veramente
onnicomprensivo, mentre ognuno spiega a modo suo almeno una parte
di quanto concretamente accade. Benché talvolta si possano
determinare, come peraltro avviene in tutte le scienze naturali,
eccellenti interpretazioni dei fenomeni che sono pienamente contradditorie
tra di loro, benché tutte più o meno altrettanto
convincenti. Dove modelli anche contrastanti o antitetici possono
alla fine suonare come complementari e magari stimolanti l'un
l'altro. Dove non di rado la giustapposizione di modelli serve
a cogliere meglio una realtà che in effetti spesso appare
unica ed evidente solo nei manuali per le scuole medie.
D'altronde: anche la più convenzionale e fittizia delle
scienze della razionalizzazione (la matematica, col suo esistere
solo grazie ad hypotheses fictae) prevede per un medesimo problema
innumerevoli svolgimenti, dove il renversè delle equazioni
si dimostra in genere piuttosto indifferente al variare dei valori
che vi danzano dentro.
Il riflessivo volume di Benso non cerca dunque di fare ordine
in un labirinto che evidentemente, per nostra fortuna, non ha
un'uscita almeno fintanto che per noi ancora esiste, ma si propone
piuttosto di attraversare la realtà della psicologia applicata
al diritto soprattutto alla ricerca di una provvisoria verità
o di una estemporanea utilità a fini principalmente euristici,
ovverosia per dare spunto ad ulteriori ricerche future, nella
consapevolezza che quelle di oggi sono soltanto la tappa quotidiana
di una competizione senza fine.
Benvenuti nel sito ufficiale
di Felice Perussia, Professore Ordinario di Psicologia Generale
e di Psicotecnica nella Facoltà di Psicologia dell'Università
di Torino (di cui è stato Preside alla fondazione), Presidente
della Società Italiana
di Psicotecnica SIPSICO, Direttore Scientifico del Giornale
di Psicologia, del Programma
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di Psicotecnica (a
Milano). Il sito propone anche materiali realizzati assieme ad
alcuni brillanti colleghi del gruppo di lavoro.
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