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by Felice Perussia e Laboratorio di PSICOTECNICA ®
Perussia F., Converso
D., "Preferenze disciplinari degli studenti di psicologia".
In: Perussia F., Converso D., Miglietta A., a cura. Psicologia
futura. Torino: Tirrenia Stampatori, 1995, 133-140.
Felice Perussia, Daniela CONVERSO
PREFERENZE DISCIPLINARI
DEGLI STUDENTI DI PSICOLOGIA
Gli interessi e le motivazioni che inducono
ad intraprendere il Corso di Laurea in psicologia sono stati
indagati da varie ricerche. Sono stati pubblicati contributi
in tal senso sia nella letteratura internazionale (cfr. Perussia,
1994, specie il cap. 7) sia con riferimento a casi italiani quali
quello di Padova (Favretto e Majer, 1990; Majer, 1993), di Roma
(Losito, 1984), di Cagliari (Lostia, 1988), di Torino (Converso
e De Piccoli, 1990; Perussia, 1993).
Dall'insieme dei dati reperibili emerge
una forte tendenza, da parte degli studenti, a preferire la componente
clinico-dinamica dei corsi, mettendo in secondo piano altri aspetti
della disciplina. Tale tendenza è stata rilevata principalmente
in campioni di studenti statunitensi, mentre vi sono assai meno
dati per quanto riguarda il caso italiano. La presente indagine
si propone dunque di approfondire l'argomento, attraverso una
rilevazione di quali sono le aree disciplinari preferite dagli
studenti italiani di psicologia all'interno dei molti e vari
approcci specialistici che la formazione psicologica presenta.
Metodologia
Abbiamo condotto una ricerca estensiva,
utilizzando un questionario per autocompilazione che comprendeva
complessivamente 60 item, tutti a risposta chiusa tranne uno.
Le principali domande presenti nel questionario sono riportate
letteralmente nel testo, ed in particolare nelle tabelle 1 e
3.
Il campione intervistato consiste di un
gruppo di soggetti completamente nuovo rispetto ad un'altra rilevazione
precedente (Perussia, 1993). Il questionario estensivo è
stato sottoposto, sul finire dei corsi, a studenti che frequentavano
diverse lezioni, in aula, nonchè a studenti avvicinati
nelle sale del Dipartimento di Psicologia ed in quelle dei cosiddetti
"seminari", nel seminterrato della sede universitaria
di Palazzo Nuovo in via S. Ottavio.
Il campione intervistato risulta composto
da 354 soggetti, di cui: 283 donne (79.9%) e 71 uomini (20.1%);
34 iscritti al 1° anno (9.5%), 116 iscritti al 2° anno
(32.8%), 85 iscritti al 3° anno (24.0%), 119 iscritti al
4° anno (33.7%). Non vi sono iscritti al 5° anno in quanto
l'anno accademico 1992/93 era solo il quarto anno di esistenza
del Corso di Laurea in Psicologia di Torino. Nel complesso, il
campione consiste di circa il 4% dell'universo degli iscritti
a psicologia (fuori-corso compresi) a quella data.
Si tratta dunque di un campionamento casuale,
che non pretende di rappresentare la totalità degli iscritti,
ma che può fornire una rappresentanza interessante di
quanti frequentano, almeno saltuariamente, il Corso di Laurea.
La rilevazione è stata effettuata a Torino, nei mesi di
aprile e maggio 1993.
I questionari raccolti, che contenevano
al loro interno una precodifica, sono stati versati su disco
per calcolatore a cura della società Edibit di Torino.
L'elaborazione statistica è stata effettuata presso il
Dipartimento di Psicologia dell'Università di Torino,
utilizzando il pacchetto "Statistica", sotto la supervisione
di Vincenzo Garsia.
Risultati
Un primo insieme di dati riguarda le preferenze
espresse nei confronti di 42 argomenti psicologici, o vicini
alla psicologia (Tabella 1). Vengono riportate le percentuali
di quanti si dichiarano "molto" o "abbastanza"
interessati a ciascuna voce. Si riportano anche le correlazioni
più rappresentative tra il livello di interesse espresso
(da 1 a 4) e l'anno di corso frequentato (dal primo al quarto).
Come si vede, si conferma, anche nel caso
italiano, una netta preferenza per gli argomenti di carattere
clinico-dinamico. Tale predilezione appare anzi tendenzialmente
più forte rispetto a quanto rilevato in analoghe ricerche
negli Stati Uniti.
Dall'analisi delle correlazioni significative
con l'anno di corso si può rilevare tuttavia che, al crescere
della frequentazione dell'università, alcuni argomenti
perdono di interesse (in ordine decrescente: educativa, pedagogica,
sviluppo, sociologia, parapsicologia, personalità, comunità,
criminologia, tossicodipendenze, sessuologia), mentre altri ne
guadagnano (in ordine decrescente: fisiologica, giuridica, psicometria,
etologia). Nel complesso, analizzando la relazione tra anno di
corso e preferenze per gli argomenti si può rilevare tuttavia
(da analisi qui non riportate nel dettaglio) che col tempo tende
a diminuire in generale il favore nei confronti di tutte le discipline.
In altre parole: all'inizio un po' tutto appare molto interessante,
poi, di anno in anno, gli entusiasmi si riducono parzialmente.
Tabella 1 - Domanda: "Quanto ti
interessano i diversi argomenti attinenti la psicologia, o molto
vicini ad essa, che sono elencati qui di seguito? (Valutazioni:
1 = PER NULLA interessante; 2 = POCO interessante; 3 = ABBASTANZA
interessante; 4 = MOLTO interessante)".
Sull'insieme degli item riportati in Tabella
1 abbiamo condotto anche un'analisi fattoriale (metodo delle
componenti principali, ruotata Varimax) presentata in Tabella
2. Vi vengono riportati i cinque fattori principali, con indicati
i livelli di saturazione al di sopra di .50, con (tra paretensi)
quelli compresi tra .25 e .49.
I primi quattro fattori sono: un Fattore
1 (del lavoro e sociale) con prevalenza però degli aspetti
organizzativi su quelli psicosociali; un Fattore 2, di carattere
clinico; un Fattore 3, di impostazione generale-sperimentale-metodologica;
un Fattore 4, legato alla psicologia educativa e dello sviluppo.
Vi è poi un Fattore 5 che sembra comprendere invece alcuni
temi i quali, pure di interesse anche psicologico, rappresentano
una specie di "altra" psicologia, di confine, non facilmente
collocabile all'interno delle prime quattro voci.
Come si vede, la struttura fattoriale degli
interessi espressi dal campione di studenti torinesi tende a
coincidere piuttosto esattamente con i quattro indirizzi in cui
è formalmente suddiviso il triennio. La differenza forse
maggiore riguarda il Fattore 2, il quale coincide sì con
l'area clinica, ma con una netta caratterizzazione in senso terapeutico.
Più che un fattore di area clinica in senso lato, si presenta
piuttosto come un fattore di psicoterapia in senso stretto.
Ciò suggerisce l'esistenza di un
buon livello di coincidenza tra l'immagine diffusa della psicologia
e gli indirizzi prospettati dallo statuto del Corso di Laurea.
Il dato è particolarmente significativo se si considera
che a Torino sono attivi solo due indirizzi (Clinico; Sociale
e del lavoro). La struttura degli interessi appare dunque relativamente
indipendente dalla diretta esperienza, e dalle effettive opportunità
di scelta di indirizzo, degli studenti.
Tabella 2 - Analisi fattoriale degli
interessi manifestati nei confronti dei diversi argomenti attinenti
la psicologia, o molto vicini ad essa (cfr. Tabella 1).
ARGOMENTO
Livello
di saturazione
Fattore 1
(31)
Psicologia del lavoro
.73
(27)
Psicologia dell'organizzazione
.67
(41)
Psicologia industriale
.63
(.31)
(16)
Psicologia sociale
.61
(9)
Psicologia dei gruppi
.60
(29)
Selezione e formazione del personale
.57
(-.29)
(-.27)
(17)
Atteggiamenti e opinioni
.57
(32)
Psicologia dei consumi
.55
(.39)
(26)
Marketing e pubblicità
.53
(.45)
(19)
Sociologia
.50
(.26)
(11)
(Psicologia di comunità)
(.40)
(.35)
Fattore 2
(13)
Psicodiagnostica
.70
(1)
Psicoterapia
.64
(3)
Psicologia clinica
.62
(28)
Psicofarmacologia
.57
(.44)
(18)
Psicosomatica
.57
(8)
Psichiatria
.54
(2)
Psicologia dinamica
.50
(15)
(Test mentali)
(.42)
(.34)
(23)
(Psicologia giuridica)
(.26)
Fattore 3
(38)
Psicologia generale
.62
(39)
Psicologia sperimentale
.58
(33)
Psicologia animale e comparata
.57
(.42)
(40)
Intelligenza artificiale
.56
(24)
Etologia
.56
(.29)
(42
Statistica psicometrica
.52
(25)
(Psicologia fisiologica)
(.36)
(.47)
(36)
(Psicometria/Testistica)
(.32)
(.39)
(37)
(Storia della psicologia)
(.33)
(.28)
Fattore 4
(22)
Psicologia dell'educazione
.73
(34)
Pedagogia
.66
(7)
Psicologia dello sviluppo
.65
(14)
Psicologia dell'handicap
(.29)
.59
(4)
(Psicologia della famiglia)
(.34)
(-.27)
(.43)
(12)
(Psicologia delle tossicodipendenze)
(.27)
(.38)
(.26)
(5)
(Psicologia della personalità)
(.28)
(.37)
(20)
(Psicologia dell'arte e della letteratura)
(.33)
Fattore 5
(10)
Criminologia
.62
(35)
Parapsicologia
(.26)
.55
(6)
Sessuologia
(.28)
.51
(30)
(Psicologia dello sport)
(.46)
(21)
(Psicologia ambientale)
(.29)
(.42)
Agli intervistati veniva richiesto anche
di esprimere il proprio interesse nei confronti di 15 scuole
psicologiche tra le più diffuse (Tabella 3). La scelta
di questo elenco si è basata sulle scuole di riferimento
degli psicologi, specie statunitensi, quali emergono da alcune
ricerche condotte presso campioni rappresentativi di professionisti
(cfr. Perussia, 1994, specie il cap. 8). Alcune di tali scuole
possono apparire inconsuete al lettore italiano, ma sono appunto
quelle più citate nella letteratura di lingua inglese.
Come si vede, alcune scuole sono decisamente
poco conosciute. Ciò può dipendere sia dalle specifiche
caratteristiche della cultura psicologica italiana, sia dalle
preferenze dei professori che se ne sono fatti portavoce presso
gli studenti.
E' da notare, in particolare, che, benchè
la scuola eclettica (la più diffusa presso i campioni
di psicologi statunitensi) venga sostanzialmente ignorata, è
evidente una notevole propensione di fatto all'eclettismo. E'
infatti chiaro che gli studenti intervistati esprimono un apprezzamento
talmente diffuso per una serie di scuole concettualmente piuttosto
distanti fra loro da apparire o eclettici appunto o confusi.
In particolare: si tendono ad apprezzare tutte le scuole psicoanalitiche,
a dispetto dei rifiuti reciproci che caratterizzano i sostenitori
delle singole correnti. Ciò non impedisce di apprezzare
altre scuole relativamente lontane, come quelle sistemica, cognitivista,
esistenziale.
Tabella 3 - Domanda: "Ti chiediamo
ora di esprimere il tuo interesse ovvero la tua fiducia per alcune
teorie o 'scuole' psicologiche tra le più diffuse (Valutazioni:
1 = non mi attrae/convince PER NULLA; 2 = mi attrae/convince
POCO; 3 = mi attrae/convince ABBASTANZA; 4 = mi attrae/convince
MOLTO). Nel caso tu proprio non conosca la "scuola"
psicologica indicata, è possibile rispondere anche: 5
= non la conosco".
Un'ultima domanda, a risposta aperta, veniva
così formulata: "Secondo te, qual'è l'autore
(antico o moderno) che è stato fino ad oggi il più
importante per lo sviluppo della psicologia? (Scrivi un solo
nome, anche se ritieni che sarebbe meglio citarne più
di uno)". Tale domanda ne riprende una analoga, sottoposta
ad un campione di studenti di psicologia di vari paesi (senza
la presenza di italiani), e riportata in una ricerca condotta
da altri autori (Freixa i Baque et Al, 1982).
I nomi espressi dal campione torinese sono
stati: Freud (76%); Jung (7%); Lewin (5%); Piaget, Wundt (2%);
Bandura, Platone, Rogers, Socrate, Winnicott (1%); Adler, Bateson,
Berne, Brentano, Bruner, Cartesio, Charcot, Kant, Kelly, Klein,
Miller, S. Agostino, Schopenauer, Skinner (meno dell'1%).
Come si vede, anche qui il riferimento prevalente
è al modello psicoanalitico freudiano, con marginali citazioni
di altri autori. Ciò conferma la decisa polarizzazione
a considerare come "psicologo eminente" soprattutto
Freud, quale è stata verificata in tutto il mondo. Rispetto
alla tendenza internazionale (specie statunitense) si può
rilevare tuttavia, nel campione di studenti torinesi, un maggiore
appiattimento degli "altri autori", a parte Freud,
nonchè l'assenza di nomi che altrove sono risultati molto
significativi, quali James e Pavlov, ovvero il minimo risalto
di Skinner.
Commento
Per comprendere appieno il senso delle risposte
espresse dal campione intervistato, bisogna tenere conto del
fatto che esse possono derivare tanto da atteggiamenti e motivazioni
di base indipedenti dall'esperienza con il Corso di Laurea quanto
dalla diretta esperienza col modo in cui nei diversi corsi sono
state presentate le aree disciplinari e le teorie su cui si chiede
una valutazione, ovvero da una combinazione di questi (ed altri)
fattori. Ciò significa che, in questa sede, non siamo
in grado di imputare le preferenze rilevate alle diverse variabili
che possono determinarle (stili di insegnamento, libri di testo,
rappresentazione sociale dello psicologo, ecc).
Dall'insieme dei dati raccolti appare comunque
evidente che l'area clinico-dinamica rappresenta il maggior elemento
catalizzatore degli interessi degli studenti di psicologia, almeno
secondo questo campione di frequentanti del corso torinese. La
conoscenza, ovvero la preferenza, per le varie scuole psicologiche
appare tuttavia piuttosto circoscritta, nel senso che il riferimento
alla tradizione freudiana risulta assolutamente preminente su
tutte le altre.
Una delle variabili cui forse può
maggiormente essere imputata tale situazione potrebbe risiedere
in alcuni limiti del Corso di Laurea. In particolare: è
verosimile ritenere che gli studenti nutrano uno scarso interesse
per le aree psicologiche diverse dalla psicologia dinamico-clinica
di ispirazione freudiana anche a motivo di una scarsa conoscenza
delle altre modalità in cui si articola la disciplina.
Nel complesso, si direbbe che l'immagine
della psicologia presso gli studenti è piuttosto stereotipale,
ancorché conforme alla struttura ufficiale del Corso di
Laurea, oltre che piuttosto carente dal punto di vista della
conoscenza, e del relativo interesse, nei confronti delle aree
più innovative, e più teoreticamente sfumate, della
disciplina.
Riferimenti bibliografici
Converso D., De Piccoli N. 1990. Un'indagine
sugli iscritti al nuovo Corso di Laurea in psicologia a Torino:
I giovani e la psicologia nella città dell'industria.
Giornale Italiano di Psicologia, 17, 2, 209-218.
Favretto G., Majer V., a cura 1990. Laurearsi
in Psicologia: 10 anni di ricerca sui laureati in psicologia
a Padova. Milano: Angeli.
Freixa i Baque E., Bayes R., Bredart S.,
Granger L., Varela J. 1982. Etude comparative de l'image de la
psychologie chez les etudiants en psychologie, Belges Espagnols,
Francais, Mexicains et Quebecois. International Journal of
Psychology, 17, 4, 475-499.
Losito G. 1984. Profilo psicologico, esperienza
universitaria e condizione professionale di un campione di laureati
in psicologia dell'Università di Roma. In: Lombardo G.P.,
Serafini Giannotti M., a cura. Psicologo oggi. Torino:
Eri, 97-123.
Lostia M. (1988). L'immagine del Corso
di Laurea in pedagogia. Cagliari: Cuec.
Majer V. (1993). Il laureato in psicologia:
Formazione ed esiti professionali. In: Caprara G.V., Dazzi N.,
Roncato S., a cura. Guida alla laurea in psicologia. Bologna:
Il Mulino, seconda edizione, p.262-290.
Perussia F. (1993). La scelta di psicologia
a Torino: Una ricerca. Torino: Quaderni del Corso di Laurea
in Psicologia - Upsel.
Perussia F. (1994). Psicologo: Storia
e attualità di una professione scientifica. Torino:
Bollati Boringhieri.
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