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    ROBERTO
     
     
    Se in questo sito c'è il Diario di mio bisnonno Leone Augusto,
    non poteva mancare il ricordo del mio migliore amico.
     
    Ho conosciuto Roberto ai tempi dell'Università, ma poco.
    Poi ci siamo ritrovati alla Specializzazione in psicologia.
    Lì ci siamo diplomati insieme, nello stesso giorno e con la stessa Commissione.
    Siamo diventati professori associati insieme, nella stessa materia, nello stesso giorno e con la stessa Commissione.
    Siamo diventati professori ordinari insieme, nella stessa materia, nello stesso giorno e con la stessa Commissione.
    Abbiamo insegnato nella stessa Facoltà, all'Università di Torino, dove condividevamo la stessa casa.
    Siamo stati insieme in tanti posti e insieme abbiamo sviluppato l'avventura di Berkeley.
    Abbiamo avuto gli stessi maestri (Marcello Cesa-Bianchi e Gaetano Kanizsa).
    Insieme abbiamo condotto molte ricerche e abbiamo scritto molti lavori.
    Benchè fossimo relativamente diversi, era un po' come fosse il mio gemello o un quasi-doppio.
    Del resto: eravamo nati a due settimane di distanza uno dall'altro (lui era il più giovane).
     
     
     
     
     
     
     
     
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    Questa pagina contiene, per il momento, due commemorazioni di Roberto.
    Sono relativamente formali, per via delle circostanze in cui sono state lette e di un certo qual desiderio di sobrietà.
    Se ne possono però forse cogliere le sfumature tra le righe.
     
     
     
     
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    Questa è la commemorazione di Roberto Masini,
    tenuta da me al Consiglio di Facoltà
     
     
     
    Commemorazione di Roberto Masini

    Roberto Masini è nato 43 anni fa a Milano, dove si è laureato con lode in Filosofia nel 1974 e dove si è specializzato con lode in Psicologia nel 1977, sempre presso l'Università degli Studi.
    La sua attività di insegnamento si è svolta, con varie qualifiche, presso la seconda Accademia di Belle Arti di Milano, l'Istituto Universitario di Bergamo, lo IULM di Milano, per poi stabilirsi definitivamente presso la Facoltà di Magistero dell'Università di Torino.
    Nel 1988, a seguito di libero concorso pubblico nazionale, diventa Professore Associato di Psicologia presso lo IULM (già: Istituto Universitario di Lingue Moderne) di Milano. Nel 1990, sempre a seguito di libero concorso pubblico nazionale, viene chiamato, come professore di prima fascia, a ricoprire la cattedra di Psicologia Generale presso la nostra Facoltà.
    Il suo intenso lavoro di ricerca si è sviluppato nell'arco di 20 anni, presso le diverse sedi di insegnamento, e particolarmente nell'Istituto di Psicologia della Facoltà Medica dell'Università di Milano. Da quattro anni la sua base di lavoro era diventata il Laboratorio di Psicologia Sperimentale dell'Università di Torino, da lui stesso diretto. Ultimamente aveva sviluppato anche un importante ed intenso rapporto di collaborazione scientifica con il Dipartimento di Psicologia dell'Università di Berkeley.
    La ricerca di Roberto Masini ha seguito vari indirizzi, tutti collocati nell'ambito della psicologia generale. Il suo punto di riferimento teorico è sempre stata la psicologia della Gestalt, avendo come oggetto di indagine soprattutto la psicologia della percezione e, in secondo luogo, i processi cognitivi. Il lavoro da lui svolto è stato metodologicamente assai rigoroso ed originale, con il continuo sostegno di una solida attitudine teoretica. Ciò gli permetteva di porre l'accento sulla componente sperimentale del proprio lavoro, nella consapevolezza che la base di riferimento di ogni ricerca oggettiva è in primo luogo una profonda attitudine critica verso le sue implicazioni filosofiche. Come amava ripetere spesso, il compito di un intellettuale consiste in primo luogo nell'osservare i dati della realtà, per quanto essa esista, con il fine di trasformarli in astrazioni.
    I suoi contributi più importanti, di ampia risonanza internazionale, hanno riguardato, fra l'altro, le illusioni ottico-geometriche, la modificazione della grandezza percepita in funzione del completamento amodale, le superfici anomale, i margini sfumati, le relazioni tra le diverse modalità percettive, gli effetti stereocinetici, le immagini mentali, la soluzione di problemi, il linguaggio, la memoria, le basi biologiche della percezione, l'invecchiamento. Stava completando un lavoro sistematico di inquadramento sul complesso di queste risultanze empiriche, inserite in una più generale riflessione sulle teorie ed i paradigmi di ricerca attuali in psicologia.
    Accanto al lavoro di indagine scientifica coltivava almeno altre due passioni, sviluppate anch'esse ad un livello non certo dilettantistico. Diplomato in pianoforte al conservatorio, era un concertista brillante e sensibile. Era anche Guida del CAI, con al suo attivo oltre 500 ascensioni al di sopra del 3° grado, attuate su catene montuose in diverse parti del mondo.
    E' difficile concludere in due parole la storia di una vita. Nè risulta possibile mettere un limite al ricordo di una persona tanto stimata e tanto amata. Con la scomparsa di Roberto Masini abbiamo perduto una delle migliori promesse della psicologia italiana in campo internazionale, e soprattutto un amico. Alla nostra Facoltà rimane, se non altro, la soddisfazione e l'onore di averne coronato la carriera accademica e di esserne diventata, purtroppo per un tempo troppo breve, la sede di riferimento. Speriamo almeno che il suo ricordo, così come un tempo la sua presenza, ci possa essere di sollievo per il nostro cammino futuro.
     
     
     
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    Questa è la commemorazione di Roberto (Masini)
    tenuta da Marcello Cesa-Bianchi alla conclusione di Psicologia Futura
     
     
     
    Ricordo di Roberto Masini

    L'ultima volta che sono venuto in questa Aula, due anni fa, per un incontro con gli studenti organizzato da Dario Romano, ho raccontato la storia della mia vita, o meglio della psicologia italiana come io l'ho vissuta. Oggi sono qui a parlare di una parte di questa storia, esaltante e sconvolgente, io, padre accademico, la storia di un figlio che con la sua vita mi ha dato tante soddisfazioni, con la sua morte un dolore che non potrà mai dissociarsi dal suo ricordo.
    Ringrazio per avermi invitato, a parlare di Roberto, Guido Quazza, che non ho il piacere di vedere oggi, ma a cui desidero dare atto affettuosamente del suo impegno verso la psicologia in tanti anni, di presidenza, Dario Romano, Piero Amerio, Giampiero Quaglino, le figure istituzionali della psicologia torinese e tutti gli altri amici che non posso nominare, fra i quali quelli che hanno passato un periodo più o meno lungo nell'Istituto milanese.
    Nato a Milano il 23.8.1951, laureato con lode nel 1974 in Filosofia presso l'Università degli Studi di Milano, Roberto Masini si specializza con lode in Psicologia nel 1977 presso la medesima Università. Già incaricato di esercitazioni (1975-77) e borsista (1978-82) presso l'Istituto di Psicologia della Facoltà Medica di Milano - dove ha svolto tutta la sua attività di ricerca -, dal 1984 al 1988 ha impartito per contratto l'insegnamento di Psicologia presso l'Istituto Universitario di Bergamo e presso l'Istituto Universitario di Lingue Moderne di Milano.
    Dal 1988 al 1990 è Professore associato di Psicologia presso l'Istituto Universitario di Lingue Moderne di Milano.
    Dal 1990 è Professore straordinario di Psicologia generale presso l'Università degli Studi di Torino, dove dirige il laboratorio di Psicologia sperimentale. Inoltre collabora all'istituzione del Dottorato in Scienza Cognitiva, di cui è attivo docente.
    La burocrazia ministeriale e la sua morte prematura gli hanno impedito di ricevere la nomina a Professore ordinario.
    Roberto Masini ha condotto un intenso programma di ricerca, con notevole rigore metodologico e con indirizzi spesso originali in varie aree della Psicologia generale. I suoi contributi più numerosi riguardano l'ambito della percezione visiva, nel quale ha potuto fruire della guida saggia ed affettuosa di un maestro quale Gaetano Kanizsa. Dopo aver svolto studi universalmente apprezzati sulla modificazione della grandezza apparente di superfici e di linee in funzione del loro completamento amodale, sulle condizioni di insorgenza delle superfici anomale, sul ruolo dei margini sfumati nella totalizzazione percettiva, sulle relazioni fra le diverse modalità percettive (sull'illusione ottica, sugli effetti stereocinetici, sulle basi psicobiologiche dell'illusione ottica, sulle illusioni computeriali, sulla percezione aptica, sulla percezione e l'invecchiamento), aveva in corso la stesura di un volume che considerava in termini di problematiche teoriche e di paradigmi di ricerca il complesso dei suoi risultati inseriti nell'ambito del dibattito culturale sulla Psicologia della percezione e sul suo significato attuale nel quadro della Psicologia generale.
    Di particolare interesse sono anche le sue ricerche sulla formazione delle immagini mentali (sulla rotazione mentale delle immagini, sulle immagini e la percezione), nella soluzione di problemi, sulla comprensione linguistica. Il suo orientamento di base rimaneva fondamentalmente gestaltista, ma se questa appartenenza a una scuola risultava dal rigore col quale venivano condotte le ricerche sperimentali, la sua apertura culturale lo portava a cogliere il contributo fornito nell'ambito della percezione da altri indirizzi e in particolare dal funzionalismo e dallo Human Information Processing.
    Oltre che nel linguaggio scientifico e in quello dell'amico dal carattere forse un pò schivo e brusco da montanaro, ma affettuoso e sincero di tanti di noi, della mia e della sua generazione, Roberto si esprimeva anche col linguaggio di un pianista di notevole livello e in quello di un alpinista in grado di compiere e di aiutare a compiere scalate di grandissima difficoltà, a risolvere i problemi posti in montagna dalla natura dell'ambiente, a inventare soluzioni innovative.
    Non è forse un caso che negli ultimi mesi della sua vita abbia continuato le ricerche sulla percezione a Berkeley, una delle Università al vertice dello studio di questa area della psicologia, le avventure alpinistiche in quel favoloso parco nazionale di Yosemite alla cui sommità resiste un pino secolare accanto al quale un cartello chiede ai turisti di non tormentarne il procedere verso la morte. E non è forse un caso che Roberto abbia voluto risparmiare ai suoi famigliari e ai suoi amici l'immagine di un corpo che decade, esprimendo per l'ultima volta, dopo essere morto come persona fra le montagne che tanto amava, la resistenza di un organismo atletico che era stato illuminato da una brillante attività di pensiero.
    Ha "scelto" di morire in montagna: l'uomo che ha bruciato le tappe della sua vita accademica e alpinistica, ha risolto purtroppo in tempi brevi anche il problema della sua morte.
    La morte di un allievo che segue quella del suo maestro gestaltista, ma che precede la morte di chi lo ha indirizzato all'amore per la ricerca e accompagnato nella sua formazione psicologica è un fatto innaturale, e lo è ancora di più quando accade a meno di 43 anni di vita.

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    Benvenuti nel sito ufficiale di Felice Perussia, Professore Ordinario di Psicologia Generale e di Psicotecnica nella Facoltà di Psicologia dell'Università di Torino (di cui è stato Preside alla fondazione), Presidente della Società Italiana di Psicotecnica SIPSICO, Direttore Scientifico del Giornale di Psicologia, del Programma ITAPI e del Laboratorio di Psicotecnica (a Milano). Il sito propone anche materiali realizzati assieme ad alcuni brillanti colleghi del gruppo di lavoro.

     

     

     

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    Siamo orgogliosi del fatto che, da quel momento, le pagine viste su PSICOTECNICA abbiano largamente superato il milione.
    Le pagine aperte, anche solo da allora, nell'ambito del Laboratorio di PSICOTECNICA sono state infatti (certificazione ShinyStat):
     
     
     
     
     
     

     
     

     
     

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