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© Copyright 1997 e successivi
by Felice Perussia e Laboratorio di PSICOTECNICA ®
Se in questo sito c'è il
Diario di mio bisnonno Leone Augusto,
non poteva mancare il ricordo
del mio migliore amico.
Ho conosciuto Roberto ai tempi
dell'Università, ma poco.
Poi ci siamo ritrovati alla Specializzazione
in psicologia.
Lì ci siamo diplomati insieme,
nello stesso giorno e con la stessa Commissione.
Siamo diventati professori associati
insieme, nella stessa materia, nello stesso giorno e con la stessa
Commissione.
Siamo diventati professori ordinari
insieme, nella stessa materia, nello stesso giorno e con la stessa
Commissione.
Abbiamo insegnato nella stessa
Facoltà, all'Università di Torino, dove condividevamo
la stessa casa.
Siamo stati insieme in tanti posti
e insieme abbiamo sviluppato l'avventura di Berkeley.
Abbiamo avuto gli stessi maestri
(Marcello Cesa-Bianchi e Gaetano Kanizsa).
Insieme abbiamo condotto molte
ricerche e abbiamo scritto molti lavori.
Benchè fossimo relativamente
diversi, era un po' come fosse il mio gemello o un quasi-doppio.
Del resto: eravamo nati a due
settimane di distanza uno dall'altro (lui era il più giovane).
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Questa pagina contiene, per il
momento, due commemorazioni di Roberto.
Sono relativamente formali, per
via delle circostanze in cui sono state lette e di un certo qual
desiderio di sobrietà.
Se ne possono però forse
cogliere le sfumature tra le righe.
_______________________________
Questa è la commemorazione
di Roberto Masini,
tenuta da me al Consiglio di Facoltà
Commemorazione di Roberto Masini
Roberto Masini è nato 43 anni fa
a Milano, dove si è laureato con lode in Filosofia nel
1974 e dove si è specializzato con lode in Psicologia
nel 1977, sempre presso l'Università degli Studi.
La sua attività di insegnamento si
è svolta, con varie qualifiche, presso la seconda Accademia
di Belle Arti di Milano, l'Istituto Universitario di Bergamo,
lo IULM di Milano, per poi stabilirsi definitivamente presso
la Facoltà di Magistero dell'Università di Torino.
Nel 1988, a seguito di libero concorso pubblico
nazionale, diventa Professore Associato di Psicologia presso
lo IULM (già: Istituto Universitario di Lingue Moderne)
di Milano. Nel 1990, sempre a seguito di libero concorso pubblico
nazionale, viene chiamato, come professore di prima fascia, a
ricoprire la cattedra di Psicologia Generale presso la nostra
Facoltà.
Il suo intenso lavoro di ricerca si è
sviluppato nell'arco di 20 anni, presso le diverse sedi di insegnamento,
e particolarmente nell'Istituto di Psicologia della Facoltà
Medica dell'Università di Milano. Da quattro anni la sua
base di lavoro era diventata il Laboratorio di Psicologia Sperimentale
dell'Università di Torino, da lui stesso diretto. Ultimamente
aveva sviluppato anche un importante ed intenso rapporto di collaborazione
scientifica con il Dipartimento di Psicologia dell'Università
di Berkeley.
La ricerca di Roberto Masini ha seguito
vari indirizzi, tutti collocati nell'ambito della psicologia
generale. Il suo punto di riferimento teorico è sempre
stata la psicologia della Gestalt, avendo come oggetto di indagine
soprattutto la psicologia della percezione e, in secondo luogo,
i processi cognitivi. Il lavoro da lui svolto è stato
metodologicamente assai rigoroso ed originale, con il continuo
sostegno di una solida attitudine teoretica. Ciò gli permetteva
di porre l'accento sulla componente sperimentale del proprio
lavoro, nella consapevolezza che la base di riferimento di ogni
ricerca oggettiva è in primo luogo una profonda attitudine
critica verso le sue implicazioni filosofiche. Come amava ripetere
spesso, il compito di un intellettuale consiste in primo luogo
nell'osservare i dati della realtà, per quanto essa esista,
con il fine di trasformarli in astrazioni.
I suoi contributi più importanti,
di ampia risonanza internazionale, hanno riguardato, fra l'altro,
le illusioni ottico-geometriche, la modificazione della grandezza
percepita in funzione del completamento amodale, le superfici
anomale, i margini sfumati, le relazioni tra le diverse modalità
percettive, gli effetti stereocinetici, le immagini mentali,
la soluzione di problemi, il linguaggio, la memoria, le basi
biologiche della percezione, l'invecchiamento. Stava completando
un lavoro sistematico di inquadramento sul complesso di queste
risultanze empiriche, inserite in una più generale riflessione
sulle teorie ed i paradigmi di ricerca attuali in psicologia.
Accanto al lavoro di indagine scientifica
coltivava almeno altre due passioni, sviluppate anch'esse ad
un livello non certo dilettantistico. Diplomato in pianoforte
al conservatorio, era un concertista brillante e sensibile. Era
anche Guida del CAI, con al suo attivo oltre 500 ascensioni al
di sopra del 3° grado, attuate su catene montuose in diverse
parti del mondo.
E' difficile concludere in due parole la
storia di una vita. Nè risulta possibile mettere un limite
al ricordo di una persona tanto stimata e tanto amata. Con la
scomparsa di Roberto Masini abbiamo perduto una delle migliori
promesse della psicologia italiana in campo internazionale, e
soprattutto un amico. Alla nostra Facoltà rimane, se non
altro, la soddisfazione e l'onore di averne coronato la carriera
accademica e di esserne diventata, purtroppo per un tempo troppo
breve, la sede di riferimento. Speriamo almeno che il suo ricordo,
così come un tempo la sua presenza, ci possa essere di
sollievo per il nostro cammino futuro.
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Questa è la commemorazione di Roberto (Masini)
tenuta da Marcello Cesa-Bianchi alla conclusione
di Psicologia Futura
Ricordo di Roberto Masini
L'ultima volta che sono venuto in questa
Aula, due anni fa, per un incontro con gli studenti organizzato
da Dario Romano, ho raccontato la storia della mia vita, o meglio
della psicologia italiana come io l'ho vissuta. Oggi sono qui
a parlare di una parte di questa storia, esaltante e sconvolgente,
io, padre accademico, la storia di un figlio che con la sua vita
mi ha dato tante soddisfazioni, con la sua morte un dolore che
non potrà mai dissociarsi dal suo ricordo.
Ringrazio per avermi invitato, a parlare
di Roberto, Guido Quazza, che non ho il piacere di vedere oggi,
ma a cui desidero dare atto affettuosamente del suo impegno verso
la psicologia in tanti anni, di presidenza, Dario Romano, Piero
Amerio, Giampiero Quaglino, le figure istituzionali della psicologia
torinese e tutti gli altri amici che non posso nominare, fra
i quali quelli che hanno passato un periodo più o meno
lungo nell'Istituto milanese.
Nato a Milano il 23.8.1951, laureato con
lode nel 1974 in Filosofia presso l'Università degli Studi
di Milano, Roberto Masini si specializza con lode in Psicologia
nel 1977 presso la medesima Università. Già incaricato
di esercitazioni (1975-77) e borsista (1978-82) presso l'Istituto
di Psicologia della Facoltà Medica di Milano - dove ha
svolto tutta la sua attività di ricerca -, dal 1984 al
1988 ha impartito per contratto l'insegnamento di Psicologia
presso l'Istituto Universitario di Bergamo e presso l'Istituto
Universitario di Lingue Moderne di Milano.
Dal 1988 al 1990 è Professore associato
di Psicologia presso l'Istituto Universitario di Lingue Moderne
di Milano.
Dal 1990 è Professore straordinario
di Psicologia generale presso l'Università degli Studi
di Torino, dove dirige il laboratorio di Psicologia sperimentale.
Inoltre collabora all'istituzione del Dottorato in Scienza Cognitiva,
di cui è attivo docente.
La burocrazia ministeriale e la sua morte
prematura gli hanno impedito di ricevere la nomina a Professore
ordinario.
Roberto Masini ha condotto un intenso programma
di ricerca, con notevole rigore metodologico e con indirizzi
spesso originali in varie aree della Psicologia generale. I suoi
contributi più numerosi riguardano l'ambito della percezione
visiva, nel quale ha potuto fruire della guida saggia ed affettuosa
di un maestro quale Gaetano Kanizsa. Dopo aver svolto studi universalmente
apprezzati sulla modificazione della grandezza apparente di superfici
e di linee in funzione del loro completamento amodale, sulle
condizioni di insorgenza delle superfici anomale, sul ruolo dei
margini sfumati nella totalizzazione percettiva, sulle relazioni
fra le diverse modalità percettive (sull'illusione ottica,
sugli effetti stereocinetici, sulle basi psicobiologiche dell'illusione
ottica, sulle illusioni computeriali, sulla percezione aptica,
sulla percezione e l'invecchiamento), aveva in corso la stesura
di un volume che considerava in termini di problematiche teoriche
e di paradigmi di ricerca il complesso dei suoi risultati inseriti
nell'ambito del dibattito culturale sulla Psicologia della percezione
e sul suo significato attuale nel quadro della Psicologia generale.
Di particolare interesse sono anche le sue
ricerche sulla formazione delle immagini mentali (sulla rotazione
mentale delle immagini, sulle immagini e la percezione), nella
soluzione di problemi, sulla comprensione linguistica. Il suo
orientamento di base rimaneva fondamentalmente gestaltista, ma
se questa appartenenza a una scuola risultava dal rigore col
quale venivano condotte le ricerche sperimentali, la sua apertura
culturale lo portava a cogliere il contributo fornito nell'ambito
della percezione da altri indirizzi e in particolare dal funzionalismo
e dallo Human Information Processing.
Oltre che nel linguaggio scientifico e in
quello dell'amico dal carattere forse un pò schivo e brusco
da montanaro, ma affettuoso e sincero di tanti di noi, della
mia e della sua generazione, Roberto si esprimeva anche col linguaggio
di un pianista di notevole livello e in quello di un alpinista
in grado di compiere e di aiutare a compiere scalate di grandissima
difficoltà, a risolvere i problemi posti in montagna dalla
natura dell'ambiente, a inventare soluzioni innovative.
Non è forse un caso che negli ultimi
mesi della sua vita abbia continuato le ricerche sulla percezione
a Berkeley, una delle Università al vertice dello studio
di questa area della psicologia, le avventure alpinistiche in
quel favoloso parco nazionale di Yosemite alla cui sommità
resiste un pino secolare accanto al quale un cartello chiede
ai turisti di non tormentarne il procedere verso la morte. E
non è forse un caso che Roberto abbia voluto risparmiare
ai suoi famigliari e ai suoi amici l'immagine di un corpo che
decade, esprimendo per l'ultima volta, dopo essere morto come
persona fra le montagne che tanto amava, la resistenza di un
organismo atletico che era stato illuminato da una brillante
attività di pensiero.
Ha "scelto" di morire in montagna:
l'uomo che ha bruciato le tappe della sua vita accademica e alpinistica,
ha risolto purtroppo in tempi brevi anche il problema della sua
morte.
La morte di un allievo che segue quella
del suo maestro gestaltista, ma che precede la morte di chi lo
ha indirizzato all'amore per la ricerca e accompagnato nella
sua formazione psicologica è un fatto innaturale, e lo
è ancora di più quando accade a meno di 43 anni
di vita.
Benvenuti nel sito ufficiale
di Felice Perussia, Professore Ordinario di Psicologia Generale
e di Psicotecnica nella Facoltà di Psicologia dell'Università
di Torino (di cui è stato Preside alla fondazione), Presidente
della Società Italiana
di Psicotecnica SIPSICO, Direttore Scientifico del Giornale
di Psicologia, del Programma
ITAPI e del Laboratorio
di Psicotecnica (a
Milano). Il sito propone anche materiali realizzati assieme ad
alcuni brillanti colleghi del gruppo di lavoro.
ITAPI® Programme
is an international scientific network for research and (freeware)
research tools in personality and social psychology.
© Copyright 1997
e successivi by Felice Perussia.
Polipsichico ®,
Sipsico ®, Therapeia ®, Phersu ®, Laboratorio ®,
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Psicotecnico ®, sono tra i
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proprietà di PSICOTECNICA ® srl (Viale Cirene 3 -
20135 Milano, Italy) o di Felice Perussia.
Il Laboratorio di PSICOTECNICA
esiste attivamente da ben oltre dieci anni.
Il 30 luglio 2004 abbiamo
introdotto anche un contatore generale, che registra gli accessi
a tutte le pagine dei siti collegati al gruppo PSICOTECNICA.
Siamo orgogliosi del
fatto che, da quel momento, le pagine viste su PSICOTECNICA abbiano largamente superato
il milione.
Le pagine aperte, anche
solo da allora, nell'ambito del Laboratorio di PSICOTECNICA sono state infatti (certificazione
ShinyStat):