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    La scelta di psicologia a Torino
    PARTE PRIMA
    indice del testo
     
    Riferimento bibliografico:
    Perussia F., La scelta di psicologia a Torino: Una ricerca.
    Torino: Quaderni del Corso di Laurea in Psicologia - Upsel, 1993.
     
     
    Felice Perussia
     
    PREMESSA
     
     
    Non esiste probabilmente tipologia umana più indagata, da un punto di vista psicologico, dello studente di psicologia. Una parte assai rilevante, o forse la maggior parte, delle ricerche pubblicate nella letteratura psicologica internazionale si basa infatti su campioni di studenti, per lo più reclutati nei corsi introduttivi alla materia. Ciò non significa tuttavia che la realtà dello studente di psicologia sia conosciuta in modo sistematico e approfondito.
    Benchè i frequentatori dei corsi di psicologia siano onnipresenti, in veste di campioni per la ricerca da parte degli psicologi, essi non vengono in effetti analizzati, salvo che in relativamente pochi casi, nella loro condizione di frequentatori dei corsi, bensì in quanto rappresentanti dell'universo umano adulto. Avviene cioè relativamente di rado che ci si proponga di conoscere la loro realtà quotidiana di futuri psicologi, ovvero di misurarne le competenze di base, gli atteggiamenti, le caratteristiche personologiche, e via dicendo.
    Nel complesso, sono stati condotti diversi studi sugli psicologi, ma soprattutto con riferimento ai loro vissuti una volta che questi hanno conseguito il diploma universitario, piuttosto che per quanto riguarda la loro condizione di studenti. Esistono comunque, in letteratura, vari esempi di ricerche che affrontano gli aspetti della formazione in psicologia, con vario livello di profondità e di ampiezza, condotte presso studenti sia in Italia (Passarelli, 1974; Losito e Sassone, 1981; Losito, 1984; Converso e De Piccoli, 1990; Cinanni, 1993) sia negli Stati Uniti (Murray, 1962; Lamal, 1979; Rychman et Al, 1980; Korn e Lewandowski, 1981; Lunneborg e Lunneborg, 1981; Perl e Kahn, 1983; Cupchik, Klajner e Riley, 1984; Graden et Al, 1984; Lawler, 1990; Warner e Bradley, 1991), sia in altri Paesi del mondo (Freixa i Baque et AL, 1982; Guillec, 1984; Lafuente Benaches, 1984; Ricateau, 1984).
    La maggior parte delle ricerche di rilievo, utili ad un inquadramento psicologico del tema della formazione in psicologia, è impostata però sulla condizione professionale dello psicologo, e sulla valutazione che questi fornisce della propria esperienza di studente alla luce della pratica professionale, cioè in un momento successivo rispetto agli anni dell'università. In questa direzione sono state sviluppate varie importanti ricerche sia in Italia (Trentini, 1977; Bartolomei e Wienand, 1979; Palmonari, 1981; Lo Verso et Al, 1987; Benvenuto e Nicolaus, 1990; Favretto e Majer, 1990) sia in altri Paesi (Clark, 1957; Lubin, 1962; Cohen, 1977; Kelly et Al, 1978; Coan, 1979; Ware e Meyer, 1981; Lunneborg e Wilson, 1985; Youniss, Lorr e Stefic, 1985; McGovern e Carr, 1989; Hershey, Kopplin e Cornell, 1991; Walfish, Moritz e Stenmark, 1991; Goodheart e Markman, 1992).
    Altri interventi hanno affrontato il problema della immagine dello psicologo, quale viene percepita dal pubblico (Guest, 1948; McNeil, 1959; Tallent e Reiss, 1959; Moscovici, 1961; Nunnally, 1961; Small e Gault, 1975; Benjamin, 1986; Webb e Speer, 1986; Wood, Jones e Benjamin, 1986; Schindler et Al, 1987). Lo studio approfondito di questa dimensione è particolarmente importante sia per capire l'ambiente sociale in cui lo psicologo si muove sia per cogliere più compiutamente la rappresentazione sociale della psicologia cui gli stessi studenti si trovano necessariamente a fare riferimento, sin dal momento in cui decidono di intraprendere questo percorso di studi.
    Alcuni lavori si sono occupati di indagare criticamente sia la condizione professionale dello psicologo nella società contemporanea (Aa Vv, 1972; Aa Vv, 1974-75; Bagnara et Al, 1975; Selvini Palazzoli, 1976; Aa Vv, 1977; Bertini, 1980; Cecchini e Lombardo, 1980; Fumai, 1981; Napoli, 1981; Norcross e Prochaska, 1982; Lombardo e Serafini Giannotti, 1984; Minguzzi, 1986; Calvi e Lombardo, 1989; Holtzman, 1989; Rosenzweig, 1992), sia di descrivere il caso specifico della storia della psicologia italiana (Marzi, 1944-45; Misiak e Sexton, 1953; Cesa-Bianchi e Quadrio, 1956; Marzi, 1957; Parisi, 1969; Marzi e Chiari, 1976; Marhaba, 1981; Mecacci 1983-1986; Pizzamiglio, 1984; Cesa-Bianchi e Perussia, 1987; Comunian, 1992). Questa letteratura è particolarmente significativa, nella prospettiva che ispira il presente lavoro, in quanto aiuta a definire meglio i punti di riferimento concettuali che il movimento psicologico considera rilevanti per inquadrare la condizione attuale della disciplina e della condizione professionale che vi si collega.
    Un'ultima fonte significativa di inquadramento riguarda la situazione specifica dei corsi di laurea in psicologia. A questo proposito esistono sia alcune guide generali a carattere introduttivo relative alla formazione psicologica universitaria (Reuchlin, 1973; Canestrari e Cipolli, 1974; Caprara, Dazzi e Roncato, 1989) sia alcune presentazioni di singole situazioni locali (Ercolani e Petter, 1984; Francioni, 1988; Gerbino e Luccio, 1990; Lostia, 1990).
     
    Alla luce della letteratura scientifica appena citata, e di molti altri elementi di più ampio respiro, la ricerca presentata in questo primo rapporto sul caso di Torino si propone proprio di contribuire ad una migliore conoscenza degli studenti di psicologia in quanto studenti, di raccogliere elementi relativi alla costruzione della loro identità di futuri psicologi e di capire un po' meglio il rapporto che essi hanno costruito con il Corso di laurea.
    L'obiettivo è quello di fornire, sia agli studenti sia al Corso di laurea nel suo complesso (professori, autorità accademiche, amministratori, eccetera), una fotografia della situazione, la quale sia più realistica delle semplici impressioni che ciascuno di noi sviluppa nell'esperienza e nelle fantasie di ogni giorno.
     
    Prima di presentare la metodologia e i dati della ricerca, occorre sottolineare che i risultati proposti in questo breve documento rappresentano solo un primo quadro d'insieme. Non sono state condotte infatti elaborazioni statistiche sofisticate, sia per motivi di semplicità espositiva sia per ragioni di rapidità nella presentazione dei risultati. Analisi più complesse verranno riportate quanto prima in altra sede.
    Va poi tenuto presente che non è possibile affrontare il caso specifico dello studente di psicologia (e di quello torinese in particolare) senza tenere conto di un ampio contesto di riferimento. Capire la particolare situazione dei primi tre anni del Corso di laurea in Psicologia di Torino richiederebbe infatti di affrontare, quanto meno, il tema dell'università e più particolarmente della formazione in psicologia (della sua storia, del suo significato attuale, delle sue prospettive) in un senso molto più ampio e generale. Non ci proverò nemmeno in questa sede, a parte che attraverso il richiamo ai testi citati poco sopra, avendo già tentato uno sviluppo del tema in un'altra, più corposa, circostanza (Perussia, 1993).
    Un problema generale riguarda il confronto tra il dato relativo agli studenti di psicologia e la condizione di studente universitario in generale. Non siamo infatti in grado di valutare, attualmente, se i comportamenti, gli atteggiamenti e le opinioni dei nostri studenti siano caratteristici del solo corso di laurea in psicologia o se invece rappresentino un vissuto generalizzato a tutti i giovani che affrontano gli studi superiori. Se, ad esempio, rileviamo che il nostro campione valuta come molto difficili gli studi che segue, ovvero giudica relativamente incomprensibili le modalita con cui vengono assegnati i voti agli esami, ovvero non si sente assistito quanto vorrebbe dal punto di vista della organizzazione e delle informazioni, non sappiamo se questo avviene, in misura maggiore o minore o comunque diversa, anche per gli studenti di medicina, di giurisprudenza, di ingegneria o di qualsiasi altra Facoltà.
    Quella che viene presentata in queste pagine è del resto una ricerca-pilota, che si propone soltanto di rilevare un primo quadro della situazione, senza alcuna pretesa di esaurire l'argomento. La rilevazione, qui iniziata, dovrà essere sviluppata nel tempo, attraverso indagini continuative ed ulteriori perfezionamenti. Come sempre: si parte cercando di ottenere il meglio possibile, ma sapendo che ancora c'è molto da fare.
     
    RINGRAZIAMENTI
     
     
    L'effettuazione dell'indagine che rappresenta l'oggetto specifico di questa monografia è stata possibile grazie alla collaborazione di tutto il corso di laurea in psicologia dell'Università di Torino. Ringrazio in particolare i colleghi che mi hanno concesso di accedere alle loro lezioni ed ai loro esami per somministrare il questionario. Ringrazio inoltre gli studenti che hanno partecipato assiduamente ai colloqui di gruppo e quelli che hanno risposto puntualmente all'indagine estensiva.
    Un importante apporto statistico alla elaborazione dei dati è stato fornito dal Professor Renato Miceli, che ha seguito varie fasi del lavoro, e dal Centro di Calcolo dell'Università (CISI), che ha messo a disposizione le sue strutture. Un ringraziamento particolare va ad Alessandro Scatolini, studente del nostro corso di laurea e conoscitore del pacchetto statistico SAS, che ha seguito (sotto la supervisione mia e di Miceli) le fasi operative dell'elaborazione.


    F.P. Torino, novembre 1993

     

     
     
    IL CASO DI TORINO
     
     
    Il corso di laurea in psicologia dell'Università degli Studi di Torino esiste da circa quattro anni. Il primo anno accademico è stato inaugurato infatti nel novembre 1989. Tale Corso è stato organizzato presso la Facoltà di Magistero, ma in questi ultimi mesi (1992/93) sono state sviluppate quasi tutte le pratiche per trasformarlo in autonoma Facoltà di Psicologia, cosa che si prevede avvenga nell'immediato futuro.
    Benchè aperto relativamente da poco, il corso di laurea di Torino si è subito affermato come corso di dimensioni nazionali. Il numero medio annuale dei nuovi iscritti è infatti più o meno lo stesso (e talvolta superiore) a quello delle matricole che si affacciano agli altri due corsi nazionali (di Padova e di Roma).
    Il corso di laurea in psicologia, a Torino, ha incontrato dunque sin da subito un grande favore presso gli studenti. Le nuove immatricolazioni sono state generalmente vicine alle tremila unità per anno (Tabella 1).

    Tabella 1 - Immatricolazioni al corso di laurea in psicologia dell'Università di Torino
     


    1989/90


    2.911

    1990/91

    2.137

    1991/92

    2.704

    1992/93

    3.237

    1993/94 (provvisorio)

    2.989


    media delle nuove immatricolazioni


    2.796


    Il numero globale degli iscritti nel Corso torinese, durante questi primi quattro anni accademici è costantemente cresciuto (Tabella 2). Tale incremento si è tuttavia verificato in una misura inferiore a quella che sarebbe stata prodotta dalla semplice somma delle matricole che si aggiungono di anno in anno.
    La composizione del corpo studentesco mostra infatti una evoluzione piuttosto particolare delle iscrizioni agli anni successivi al primo. Ne è un esempio evidente la situazione al gennaio 1993 (Tabella 3).
    Come si vede, gli iscritti sono numerosi al primo anno, ma si verificano molti abbandoni già a partire dalle iscrizioni al secondo anno. In particolare: il blocco rappresentato dal superamento di tutti gli esami obbligatori del biennio propedeutico, per potere accedere al triennio di indirizzo, si dimostra particolarmente selettivo.
    Il fenomeno relativo alla elevata "mortalità" degli iscritti a Psicologia può derivare da ragioni diverse. Esso va peraltro inquadrato nella elevata mortalità complessiva della università italiana, che vede una percentuale di laureati, rispetto agli iscritti al primo anno, la quale non supera quasi mai il 30%.

    Tabella 2 - Numero complessivo degli iscritti al corso di laurea in psicologia dell'Università di Torino
     


    1989/90


    2.911

    1990/91

    4.272

    1991/92

    5.893

    1992/93

    7.688

    1993/94 (provvisorio)

    8.629


    Tabella 3 - Gli iscritti al corso di laurea in psicologia dell'Università di Torino, al novembre 1993, suddivisi per anno di iscrizione
     


    Immatricolazioni


    3.137

    Iscritti al II anno

    1.979

    Iscritti al III anno

    1.930

    Iscritti al quarto anno (in corso)

    33

    Iscritti al quarto anno (condizionato)

    908


    All'elevato numero di studenti iscritti non ha corrisposto un analogo adeguamento del numero dei docenti. Questo vale per tutte le sedi, ma soprattutto per il caso di Torino. Nella sede torinese ci sono infatti attualmente solo 19 docenti di ruolo (in tutto). A questi vanno aggiunti 10 ricercatori. Per poter attivare tutti i corsi necessari al regolare funzionamento del corso di laurea sono stati dunque organizzate alcune decine di altri insegnamenti tenuti per supplenza, per affidamento o per contratto. Il totale dei docenti ammonta, nell'anno accademico 1992/93, a 55 persone, ma solo il 35% di queste è rappresentato da professori di ruolo. Il rapporto tra docenti di ruolo e studenti è dunque di 1 docente ogni 316 studenti.
    La notevole sproporzione caratteristica di questa situazione è efficacemente testimoniata dal fatto che gli iscritti al nostro corso di laurea in psicologia rappresentano oltre il 16% di tutti gli studenti dell'Università degli Studi di Torino, mentre i professori di ruolo all'interno del corso stesso sono soltanto l'1.5% dei docenti dell'Ateneo.
     
    Per meglio inquadrare i dati riportati in questo rapporto sarà poi utile fornire ancora un paio di elementi: l'uno relativo alle caratteristiche anagrafriche di quanti si iscrivono a Torino (Tabella 4), l'altro relativo agli esami che vengono sostenuti con maggiore frequenza (Tabella 5).
    Per quanto riguarda la composizione anagrafica degli studenti iscritti a psicologia, una analisi condotta sui dati delle segreterie, alla chiusura delle iscrizioni al primo anno (1989/90), evidenziava che gli allora 2.689 iscritti erano soprattutto femmine, per lo più di età media rispetto agli altri corsi universitari ma con una presenza rilevante di persone sopra i 25/30 anni d'età, con un diploma superiore conseguito un po' in tutti i tipi di scuola ma con prevalenza del liceo scientifico e degli istituti tecnici, provenienti per lo più dal Piemonte e particolarmente da Torino, nonchè dalla Lombardia e dalla Liguria.
    Un ultimo elemento obiettivo interessante per inquadrare la situazione del corso riguarda gli esami (del biennio propedeutico) che vengono sostenuti con maggiore frequenza dagli studenti. Questo dato può fornire anche alcuni indizi (da verificare) sia sull'ordine in cui vengono sostenuti gli esami, sia sul loro livello percepito di difficoltà, sia sul grado di interesse che suscitano. Le tre variabili interagiscono peraltro tra di loro in modo che non è facile scorporare senza analisi di dettaglio.

    Tabella 4 - Composizione degli iscritti al primo anno (1989/90) del corso di laurea in psicologia dell'Università di Torino
     


    Sesso:

    Femmine

    72.7

    Maschi

    27.3

    Età:

    19-21 anni

    34.3

    22-24 anni

    18.1

    25-30 anni

    22.3

    oltre 30 anni

    25.3


    Livello di istruzion:

    Diploma superiore:

    Scientifico

    21.2

    Ragioneria

    17.8

    Geometra

    17.5

    Magistrali

    12.7

    Classico

    12.3

    Linguistico

    5.6

    Perito

    2.8

    Artistico

    1.5

    Altro

    9.3

    Luogo di residenza:

    Torino e provincia

    65.8

    Altre provincie piemontesi

    17.6

    Lombardia

    7.4

    Liguria

    6.1

    Valle d'Aosta

    1.3

    Sud e Isole

    1.1

    Centro

    0.6

    resto del Nord Italia

    0.1


    Come si vede, gli esami tipici del secondo anno del biennio vengono sostenuti in una misura assai inferiore a quelli del primo anno. Ciò conferma la tendenza di una parte rilevante degli studenti ad iscriversi al primo anno, ma senza passare successivamente al secondo.

    Tabella 5 - Esami sostenuti dagli studenti del corso di laurea in psicologia di Torino fra il maggio 1992 e l'aprile 1993
     


    Biologia Generale


    1.671

    Statistica Psicometrica

    1.291

    Psicologia della Età Evolutiva

    1.217

    Psicologia Sociale

    872

    Fondamenti Anatomo Fisiologici della Attività Psichica

    771

    Lingua Inglese

    686

    Psicologia della Personalità

    681

    Psicologia Generale

    649

    Psicologia Dinamica

    501

    Psicologia Fisiologica

    488


     

    METODOLOGIA
     
     
     
    In questo capitolo viene brevemente descritta la metodologia di ricerca impiegata per rilevare il vissuto quotidiano degli studenti che frequentano il corso di laurea in psicologia presso l'Università di Torino.
    L'obiettivo complessivo dell'indagine è stato quello di definire il rapporto che si costruisce tra gli studenti ed il corso di laurea, il vissuto e le motivazoni quotidiane di chi frequenta le nostre strutture, nonchè alcune caratteristiche generali (di atteggiamento e di stile di vita) tipiche di chi ha scelto di intraprendere questo difficile programma di studi. E' stato perseguito uno scopo di natura strettamente conoscitiva, ma anche di chiarimento. La lettura di questo rapporto, pur nella sua parzialità, potrà infatti contribuire a ridurre le fantasie e le proiezioni (da parte degli studenti così come delle strutture didattiche), facilitando anche la reciproca comprensione.
    L'indagine si è incentrata particolarmente sullo "zoccolo duro" di quanti frequentano almeno saltuariamente le attività interne al Corso, anche con l'obiettivo di fornire un quadro utile per facilitare i nostri costanti sforzi di riorganizzazione delle attività e dei servizi forniti. Come ho già sottolineato, si tratta peraltro di una ricerca pilota, senza pretese di esaustività.
    L'indagine è stata sviluppata in due fasi. Ho condotto una prima ricerca di tipo qualitativo, basata su un piccolo campione di colloqui di gruppo in profondità, per inquadrare a grandi linee il problema e sviluppare in termini fenomenici il vissuto degli studenti. Sul finire della ricerca qualitativa, è partita la fase quantitativa, basata su di un campione più ampio di soggetti, che rispondevano ad un questionario strutturato a risposte chiuse, il che ha permesso una quantificazione più precisa dei vissuti stessi.
    L'intera ricerca è stata condotta da chi scrive, nell'ambito delle iniziative del Laboratorio di Ricerca Sperimentale costituito presso il Dipartimento di Psicologia dell'Università di Torino. L'indagine qui riportata è inquadrata nelle attività di Torino/Psicologia.

     
    LA RILEVAZIONE QUALITATIVA
     
     
    Sono stati organizzati 5 gruppi di studenti. Ciascun gruppo comprendeva 8/10 persone. Ogni gruppo era composto per circa 3/4 da femmine e per circa 1/4 da maschi. Gli intervistati sono stati nel complesso 47, di cui 38 femmine e 9 maschi. Due gruppi erano composti esclusivamente di studenti del primo e secondo anno. Un gruppo comprendeva solo studenti del terzo anno. Gli altri due gruppi comprendevano studenti sia del secondo sia del terzo anno.
    Ciascun colloquio di gruppo si è sviluppato nell'arco di più sedute, che intervenivano a una settimana di distanza l'una dall'altra. Tutti i gruppi si sono riuniti per tre volte, a parte uno che si è incontrato due volte sole per circostanze contingenti (esami incombenti). Tutti e cinque i gruppi hanno comunque affrontato la totalità degli argomenti previsti. Nel complesso si sono tenute dunque14 riunioni, della durata di circa 1 ora e 30 minuti ciascuna, per complessive 20 ore circa di registrazione.
    Tutti i colloqui sono stati condotti da chi scrive, sulla base della lista di argomenti presentata qui di seguito. Tutti i colloqui sono stati registrati su nastri magnetici, che sono conservati presso il Dipartimento di Psicologia. E' stata compiuta anche una trascrizione dei nastri (per un totale di circa 450 pagine dattiloscritte) che pure è conservata presso il Dipartimento.
    I colloqui avvenivano in una stanza isolata, presso la sede del Dipartimento di Psicologia dell'Università di Torino. La rilevazione è stata condotta fra il mese di febbraio ed il mese di aprile del 1992.

     
    ARGOMENTI DI DISCUSSIONE
     
     
    I temi affrontati nel corso dei colloqui di gruppo sono stati: Descrizione della propria scelta (prima di iscriversi). Perchè psicologia e non un altro corso di studi. Aspirazioni all'inizio del corso di studi. Timori all'inizio del corso di studi. Descrizione del corso di laurea in psicologia. Profilo dello studente tipo. Pregi della esperienza come studente. Difetti della esperienza come studente. Valutazione di aspetti specifici: gli orari, le aule, i seminari, i passagi di corso, eccetera. A che cosa serve il biennio. A che cosa serve il triennio. Interessi personali specifici in psicologia: aree preferite e rifiutate. Aspirazioni nella fase attuale del corso di studi. Timori nella fase attuale del corso di studi. Livello di soddisfazione delle aspettative. Come vedi la conclusione del corso di studi (come andrà a finire?). Cosa si ritiene che succederà dopo la laurea Cosa pensano gli altri studenti dell'esperienza di studi Cosa pensano gli altri (ad esempio: professori, studenti di altri corsi, genitori, gente in genere) degli studenti di psicologia Perchè una parte degli studenti abbandona il corso di laurea? Profilo degli studenti che abbandonano. Cosa si propone per indurre gli studenti a restare. Cosa si propone per migliorare la situazione del corso di laurea. Che cos'è la psicologia. Chi e come è il vero psicologo.
     

    ANALISI DEI DATI
     
     
    Le trascrizioni dei colloqui di gruppo sono state sottoposte ad analisi del contenuto, isolando le frasi ricorrenti e le porzioni di parlato più rappresentative di quanto è stato espresso un po' da tutti gli studenti intervistati.
    Si tratta di una analisi per molti versi impressionistica, ancorchè basata su di una lunga esperienza in questo genere di ricerche qualitative da parte di chi scrive. Sistemi di analisi del contenuto impostati in termini maggiormente quantitativi potranno essere sviluppati in un secondo tempo, sulla base del materiale disponibile.
    Sul momento, questa impostazione di analisi permette di redigere un rapporto in termini di "rapporto sui casi" che, pur non essendo impostata secondo criteri rigorosissimi, permette di presentare efficacemente un primo quadro della situazione attraverso la sequenza di brani di colloquio particolarmente significativi.
    Tale modalità di presentazione dei risultati si richiama peraltro ad un tipo di procedimento assai diffuso nella letteratura psicologica corrente.

     
    LA RILEVAZIONE QUANTITATIVA
     
     
    Il questionario utilizzato comprendeva complessivamente 322 item, talvolta raggruppati per blocchi, i quali, oltre a fornire dati su singoli atteggiamenti, costituivano anche (nel loro insieme) delle scale di atteggiamento relative a temi circoscritti. Tutte le domande prevedevano solo delle risposte chiuse. La gran parte di queste consisteva di affermazioni rispetto alle quali si chiedeva al soggetto di dichiarare se era d'accordo oppure no (se le riteneva vere oppure no). Le risposte possibili erano quattro (1 = "per nulla"; 2 = "poco". 3 = "abbastanza"; 4 = "molto"), senza che fosse presente una risposta di incertezza (equivalente a: "nè molto nè poco"). L'obiettivo era di stimolare un compito a scelta forzata, tipico della tradizione psicofisica, ma facilitando il compito al soggetto fornendo misure più sfumate: due per il SI' (3 = "abbastanza"; 4 = "molto") e due per il NO (1 = "per nulla"; 2 = "poco"). Tale scelta forzata, che viene trattata come tale nella presentazione dei risultati, viene così facilitata in quanto il soggetto non è costretto ad una semplice scelta fra "sì" e "no".
    Gli item da sottoporre al campione sono stati identificati sulla base di diverse strategie. Alcuni item erano di natura anagrafica. Altri sono stati scelti in base alle esigenze informative del corso di laurea. Altri sono stati ispirati dalla precedente ricerca quantitativa sulle prime matricole di Torino condotta da Converso e De Piccoli. Altri sono derivati dagli argomenti spontenamente sviluppati all'interno dei colloqui di gruppo condotti nell'ambito dell'indagine qualitativa. Altri derivano dall'analisi della letteratura di ricerca sulla formazione dello psicologo nel mondo ovvero sugli studenti di psicologia sia italiani sia di altri paesi. Altri ancora sono stati ispirati infine dalla letteratura scientifica relativa agli stili di vita ed alla costruzione di psicografie. La forma verbale degli item ha cercato di rispettare quanto più possibile le modalità spontanee di espressione degli studenti, quali si evidenziavano nelle registrazioni dei colloqui di gruppo.
    I questionari utilizzati sono conservati presso il Dipartimento di Psicologia. Copia del questionario può essere richiesta direttamente a chi scrive.

     
    QUESTIONARIO

    Il questionario estensivo è stato sottoposto a studenti che frequentavano diverse lezioni, in aula, nonchè a studenti avvicinati nelle sale del Dipartimento di Psicologia ed in quelle dei cosiddetti "seminari", nel seminterrato della sede universitaria di Palazzo Nuovo in via S. Ottavio, nonchè tra quanti si presentavano agli esami. Si tratta dunque di un campionamento casuale, che non pretende di rappresentare la totalità degli iscritti, ma fornisce una rappresentanza interessante di quanti effettivamente partecipano alle attività del corso di laurea. La rilevazione è stata effettuata nei mesi di aprile e maggio 1992.
    Rimando dunque ad altra occasione una indagine rappresentativa sugli iscritti, sottolinenando tuttavia che l'interesse maggiore del corso di laurea si indirizza verso quanti prendono parte attiva ai corsi (frequentando le lezioni e sostenendo gli esami). Come abbiamo già notato: la situazione di psicologia, in tutta Italia, è tale che vi sono molte iscrizioni e relativamente pochi studenti attivi.
    Conoscere le caratteristiche, anagrafiche e psicologiche, dei non-attivi potrebbe essere molto utile per organizzare dei rimedi utili a contrastare la loro evidente disaffezione. Le limitate risorse del corso di laurea non ci hanno permesso tuttavia di occuparci più di tanto delle "pecorelle smarrite" (anche se lo vorremmo) cercando invece di concentrarci sugli effettivi utilizzatori del Corso. D'altra parte, sono solo gli studenti attivi che rappresentano la realtà attuale del corso di laurea. Gli iscritti che, anche dopo anni, non hanno sostenuto alcun esame e non hanno frequentato le lezioni, rappresentano sì un potenziale importante per il corso, ma si tratta di un potenziale piuttosto teorico.
     
     
     
    CAMPIONE
     
     
    Il campione intervistato risulta dunque di 380 soggetti, ripartiti secondo i criteri indicati in Tabella 6. Il numero degli intervistati rappresenta circa il 6% dell'universo degli iscritti a psicologia (fuori-corso compresi) a quella data.

    Tabella 6 - Composizione del campione intervistato nell'ambito della ricerca quantitativa
     

    %

    numero

    soggettii

    Anno di iscrizione

    Primo anno

    31.4

    120

    Secondo anno

    34.0

    129

    Terzo anno

    34.6

    131

    Sesso:

    Femmine

    73.9

    281

    Maschi

    26.1

    99

    Età:

    19/21 anni

    56.1

    213

    22/24 anni

    29.5

    112

    25/30 anni

    8.9

    34

    più di 30 anni

    5.5

    21

     

    ANALISI DEI DATI
     
     
    I questionari raccolti, che contenevano al loro interno una precodifica, sono stati versati su disco per calcolatore a cura della società Edibit di Torino.
    L'elaborazione statistica è stata effettuata presso il centro di calcolo dell'università degli Studi di Torino (CISI), sotto la puntuale supervisione di chi scrive e di Renato Miceli, ovvero grazie alla collaborazione di Alessandro Scatolini, utilizzando il pacchetto statistico SAS.
    La gran parte delle domande, come si è già indicato, prevedeva quattro possibili livelli di accordo (per nulla; poco; abbastanza; molto). Per rispettare la teoria delle scale di misurazione, le risposte "per nulla" e "poco" sono state accorpate, considerandole entrambe come una risposta "no" (mancanza di accordo). Le risposte "abbastanza" e "molto" sono state accorpate considerandole entrambe come una risposta "sì" (presenza di accordo). Ciò permette di trattare i dati raccolti in termini di scale ordinali (dummy) invece che fingere che si tratti di scale ad intervalli, il che sarebbe forse statisticamente scorretto.


    RISULTATI COMPLESSIVI
     
     
     
    I risultati delle due ricerche vengono presentati assieme, alternando i dati quantitativi raccolti mediante questionario con una scelta rappresentativa delle valutazioni discorsive fornite dagli studenti nei colloqui in profondità. Queste ultime valutazioni vengono presentate con una certa ricchezza, così da permetter agli interessati di esprimersi direttamente, con le loro stesse parole. Ciò permette di presentare un quadro piuttosto vivo ed immediato della fenomenologia del corso di laurea, quale viene vissuta appunto dagli studenti.
    L'ordine in cui le risposte vengono riportate non corrisponde esattamente a quello in cui venivano poste, sia nel caso dell'indagine clinico-sociale sia nel caso del questionario estensivo. Il raggruppamento delle risposte segue criteri di omogeneità tra gli specifici argomenti affrontati e di continuità nell'esposizione.
    I brani relativi alle affermazioni sviluppate dai partecipanti ai colloqui di gruppo vengono riportati in forma letterale. Trattandosi di linguaggio parlato, la sequenza delle frasi potrà dunque apparire un po' discontinua, talvolta interrotta e comunque mancante di quella sistematicità che è tipica invece del linguaggio scritto. Essa permette tuttavia di cogliere molte sfumature con particolare immediatezza.
    I vari argomenti affrontati, in entrambe le indagini, vanno considerati come uno spaccato dell'esperienza prodotta attraverso la frequentazione del corso di laurea in psicologia. Non rappresentano dunque una trattazione completa dei molti temi possibili, ma soltanto uno schizzo, ancorchè sistematico.
    Va anche sottolineato, come è ben noto alla ricerca psicologica, che le rappresentazioni non coincidono necessariamente con i fatti. La percezione che gli intervistati esprimono della situazione testimonia di un vissuto interiore, più che di una realtà oggettiva. In altre parole: questa ricerca non si propone di capire esattamente che cosa succede a psicologia, quanto di cogliere almeno in parte i vissuti di chi partecipa alle attività del corso.
    I numeri riportati accanto alle risposte fornite a ciascun item, nell'ambito della rilevazione estensiva, si riferiscono alla percentuale di quanti hanno scelto la risposta "abbastanza" o "molto" (sommati assieme). L'opzione per tale modalità di presentazione, che trasforma le risposte in variabili binarie divise tra NO ("per nulla", "poco") e SI' ("abbastanza", "molto") ha la funzione, già accennata nelle pagine precedenti, di produrre una misura sintetica dell'entità di ciascuna risposta, senza creare problemi dal punto di vista della scala di misurazione utilizzata (che è, di fatto, una semplice scala ordinale).
    Per esaminare il dettaglio delle risposte quantitative rimando alle tavole complete, conservate presso il Dipartimento di Psicologia.
    Prima di passare all'esposizione dei risultati, ribadisco ancora una volta che il campione avvicinato non è rappresentativo degli iscritti al corso di laurea in psicologia dell'università di Torino, bensì piuttosto dei frequentanti, e cioè degli studenti che partecipano, per lo meno a livelli minimi, alle attività del corso.
     
     
     
     
     
     
    Felice PERUSSIA
     
    LA SCELTA DI PSICOLOGIA A TORINO
    Una Ricerca
    PARTE PRIMA
     
    1. Premessa 7 - Ringraziamenti 10
    2. Il caso di Torino 13
    3. Metodologia 19 - 3.1 La rilevazione qualitativa 20 - Colloqui di gruppo 20 - Argomenti di discussione 21 - Analisi dei dati 21 - 3.2 La rilevazione quantitativa 22 - Questionario 22 - Campione 23 - Analisi dei dati 24
    PARTE SECONDA
     
    4. Risultati 27 - 4.1 Chi frequenta psicologia 29 - 4.2 La scelta di psicologia 37 - Io e gli altri 40 - Lavarsi l'anima 41 - Disinteressatamente 43 - La via di Damasco 44 - Babbo non vuole, mamma nemmeno 46
    PARTE TERZA
     
    4.3 Il corso di laurea - 49 - Frequenze ed esami 49 - Soddisfazioni e delusioni 52 - In principio era il caos 57 - Professori 63 - Studenti 66
    PARTE QUARTA
     
    Biennio e triennio 72 - 4.4 I settori della psicologia 77 - 4.5 Abbandoni 87 - 4.6 - Miglioramenti 91
    PARTE QUINTA
     
    4.7 L'immagine dello psicologo 95 - 4.8 Il lavoro dello psicologo 101 - 4.9 Atteggiamenti generali verso la vita 109 - 5. Commento 113 - Riferimenti bibliografici 115

     

     

     

    Benvenuti nel sito ufficiale di Felice Perussia, Professore Ordinario di Psicologia Generale e di Psicotecnica nella Facoltà di Psicologia dell'Università di Torino (di cui è stato Preside alla fondazione), Presidente della Società Italiana di Psicotecnica SIPSICO, Direttore Scientifico del Giornale di Psicologia, del Programma ITAPI e del Laboratorio di Psicotecnica (a Milano). Il sito propone anche materiali realizzati assieme ad alcuni brillanti colleghi del gruppo di lavoro.

     

     

     

     ITAPI ® Programme is an international scientific network for research and (freeware) research tools in personality and social psychology.

     

     

     
     
     
     
     
     
     
     
     
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    Il Laboratorio di PSICOTECNICA esiste attivamente da ben oltre dieci anni.
    Il 30 luglio 2004 abbiamo introdotto anche un contatore generale, che registra gli accessi a tutte le pagine dei siti collegati al gruppo PSICOTECNICA.
    Siamo orgogliosi del fatto che, da quel momento, le pagine viste su PSICOTECNICA abbiano largamente superato il milione.
    Le pagine aperte, anche solo da allora, nell'ambito del Laboratorio di PSICOTECNICA sono state infatti (certificazione ShinyStat):
     
     
     
     
     
     

     
     

     
     

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