Ipnosi - IPNOTECNICA PSICOTECNICA Sipsico Itapi Psicodramma VIDEO UNIVERSITA'
     
     
     
     
     
    Fino ad oggi, le gentili visite a questo sito sono state:
     
     
    Grazie!
     
     
     
     
     
     

    Creative Commons License
    This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Italy License.
     
    Questo è un servizio libero e gratuito a sfondo (speriamo) scientifico e culturale, senza fini di lucro e senza contenuti commerciali, offerto alla collettività. L'unico obiettivo perseguito è quello di mettere a disposizione alcune risorse. Si tratta di un pubblico servizio, la cui fruizione è ammessa esclusivamente per uso personale. Il sito è redatto da chi lo cura, utilizzando la propria fantasia assieme a fonti di pubblico accesso. Nel caso in cui tuttavia qualcuno si ritenesse danneggiato dai suoi contenuti, specie per il fatto che mi è sfuggita qualcosa, basterà che me lo segnali e cercherò di provvedere. Oppure, se volete mandare qualche commento o consiglio: Contattateci! Grazie.
     
    © Copyright 1997 e successivi by Felice Perussia e Laboratorio di PSICOTECNICA ®
     
     
     
     
     
     
     
     
    RICERCA NEL SITO

    What's new powered by crawl-it
     
    Mappa del sito FelicePerussia.it
    powered by crawl-it
     
     
     
    Add to Google
     
     
     
    La scelta di psicologia a Torino
    PARTE QUINTA
    indice del testo
     
    Riferimento bibliografico:
    Perussia F., La scelta di psicologia a Torino: Una ricerca.
    Torino: Quaderni del Corso di Laurea in Psicologia - Upsel, 1993.
     
     
     
    Felice Perussia
     
    L'IMMAGINE DELLO PSICOLOGO
     
    Alcuni item del questionario avevano come obiettivo di contribuire ad una definizione di come viene percepita dagli studenti l'immagine della psicologia in quanto disciplina (Tabella 42).
    Dai dati emersi si può dedurre che la materia viene vissuta in primo luogo come una scienza umana, di grande rilievo culturale e molto concreta (1; 2; 3).
    Si evidenzia una moderata propensione a rilevare somiglianze tra il medico e lo psicologo, pur nella percepita autonomia di quest'ultimo dal punto di vista della pratica clinica (7; 8).
    Nel contempo, sembra che venga riconosciuto alla psicologia uno statuto relativamente autonomo, che la differenzia tanto dalla filosofia quanto, ed in misura maggiore, dalla tecnica e dalle scienze esatte (4; 5; 6).

    Tabella 42 - Livello di accordo con alcune affermazioni relative allo statuto della disciplina psicologica
     


    (1) La psicologia è una scienza umana


    93.8

    (2) Psicologia è una materia importante, nella nostra cultura

    88.7

    (3) La psicologia è concreta, a contatto con la realtà

    73.6

    (4) La psicologia è una specie di filosofia

    29.3

    (5) La psicologia è in primo luogo una tecnica

    21.8

    (6) La psicologia è una scienza esatta

    13.4

    (7) Lo psicologo ha molto in comune con il medico

    46.6

    (8) Sarebbe meglio che chi fa lo psicoterapeuta avesse anche una laurea in medicina

    27.6


    Dai dati delle interviste libere emerge un'immagine della psicologia come di una disciplina che di fatto viene apprezzata da tutti, anche dai suoi detrattori.
    L'opportunità di avvicinare questa materia è un'opportunità sentita come un privilegio, di per sè gratificante ed invidiato. Il resto del mondo è perplesso di fronte a questo progetto, ma sotto sotto ne appare affascinato.
     
    "E' più facile che ci sia una persona che non gli interessi assolutamente la matematica che piuttosto che uno che non gli interessi la psicologia"
    "Sì, bene o male, ha un'idea, e ne rimane da una parte alla larga, ma da una parte ne è fortemente attratto, ne vorrebbe sapere un po' tutto il segreto, di questa materia un po'... Perché per loro è un segreto. Cioè, è un segno di segreti. E' come un culto nascosto che solo a noi è riservato. E loro non riescono proprio ad entrarci, e quindi ci vedono un po' con distacco. Cioè, non sanno se crederci in realtà o se ammirarci, in quel senso. Le altre persone si limitano a prenderci in giro"
    "Psicologia è una parola che solo a pronunciarla ti riempie la bocca. E quindi può dare due reazioni: la persona che da una parte rimane impressionata, e la persona che la considera come una materia un po' superata, che non è ... sì, che bene o male non è attaccata alla vita reale"
    "Ho sentito questa cosa qua da medici, da chi fa economia, da tutti quanti. Cioè, questo è più importante: però, in fondo, sei fortunato che lo fai. Cioè, delle frasi anche del tipo: a me piacerebbe sapere queste cose. Mi ero sempre sentito dire: bé, però, in fondo, con quello che fai, tu già puoi cogliere certe cose che gli altri non colgono"
     
    Gli studenti di psicologia, pure convinti della natura affascinante della loro disciplina, si sentono addosso gli occhi di un pubblico esterno che non riesce a capirli, o che ha paura di capirli.
    La reazione degli altri viene dunque sintetizzata, da molti intervistati, in termini di ironia e di incredulità. Il corso di laurea viene visto come un percorso di studi particolarmente facile, come un percorso formativo in qualche modo meno qualificante di quelli che caratterizzano altre discipline più classiche.
    Tale immagine diffusa, che gli studenti non condividono, costringe ad un continuo lavorio di convincimento nei confronti del mondo esterno, per riuscire a far capire che l'apparenza inganna.
     
    "Gli altri continuano a dire: ah, ma tanto avete un libro per esame; ah, ma tanto potete studiare l'ultima settimana; non è una cosa come quelli che fan matematica o ingegneria, che hanno dimostrazioni da spiegare, illustrazioni, così. Quelli che invece non sanno proprio niente, tipo, non so, gli estranei, i vicini di casa, la gente della strada: ah! psicologia! Secondo me, non hanno le idee di che cosa si tratti ... Dicono: ah! sì, quello, lo strizzacervelli, ah! deve essere interessante. Oppure ti dicono: ah! ho sognato ..."
    "In molti c'è l'idea che psicologia sia un corso di laurea molto semplice, proprio l'ho sentito dire in tanti. E forse lo credevo anch'io un pochino"
    "Pensano che sia una facoltà di serie B, facile. Va be', in rapporto a medicina, ingegneria ..."
    "Pensano sia una facoltà fatta per perder tempo. Qualcuno l'ha definita una facoltà di moda"
    "Io pensavo comunque che fosse considerato come un istituto tecnico proprio. Cioè, facendo un rapporto tra scuole superiori e università, non so, visto che i parenti poveri allora erano gli istituti tecnici, pensavo che adesso volesse dire che psicologia era considerata come gli istituti tecnici di allora"
    "E' senz'altro più difficile di quanto la gente immagini, più complicato. A me è capitato tante volte di dover dare delle spiegazioni, cioè non di dover dare delle spiegazioni, di completare, cambiare l'opinione che la gente ha di questo corso di laurea, generalmente considerato più semplice. Mi capita spesse volte di dire che non è poi così semplice come appare, che le materie richiedono, oltre allo studio, una certa interiorizzazione del materiale che viene studiato, una certa sensibilità alla materia e al tipo di materia studiata, al tipo di materiale"
    "Se parlo con alcuni miei amici che fanno ingegneria, mi dicono che è come fare le elementari. E invece, alcuni che sono stati bocciati agli esami, cosa dicono? che è difficile"
    "La figura dello psicologo ancora non è ben chiara alla gente, non hanno capito nulla proprio"
    "Come fare a far capire a questa gente che non è così facile? Quindi, non è molto capita, secondo me, questa facoltà di psicologia"
     
    In sostanza: ci si sente incompresi. Uno dei motivi più segnalati che sta alla base di tale incomprensione viene identificato nell'immagine che della psicologia viene offerta dai mezzi di comunicazione di massa. La gran parte del pubblico (compresi gli studenti, prima di iscriversi), sembra possedere una visione assai banale della disciplina.
    Un secondo motivo di sottovalutazione della psicologia viene ravvisato nel fatto che, poichè non è chiara al pubblico la differenza tra un generico occuparsi della soggettività umana ed il fatto di studiarla sistematicamente, la disciplina viene considerata spesso come alla portata di chiunque, indipendentemente da una formazione sistematica.
     
    "Nel mondo adulto c'è molta ignoranza, perché veramente non si conosce, veramente, che cos'è la psicologia. Di solito ci si affida sempre a quello che si sente per televisione, attraverso i giornali"
    "Perché, secondo me, inizialmente hai delle aspettative diverse ... Mah, non so, quelle che hai visto dalle riviste, dalla televisione"
    "E' una psicologia commerciale, quella che tutti conoscono, quella televisiva, quella dei giornali. Su tutti i quotidiani o settimanali c'è il sessuologo, c'è il ginecologo, c'è anche lo psicologo, che ti dà i consigli per l'adolescente in crisi, per il fidanzato. E' quello: lo psicologo è visto in maniera commerciale, adesso, tutto lì"
    "La gente vede gli psicologi come, non lo so, delle persone definibili, che scrivono nei quotidiani femminili, queste cose qua"
    "A me di solito, quando parlo con alcune persone, spesso mi viene detto: tutti possono diventare degli psicologi, anche senza studiare. Molte volte ti ritrovi quella gente che dice: ma cosa hai passato anni e anni sui libri? cosa ti servono tutte quelle teorie? quando, cioè, può farlo uno chiunque"
    "Effettivamente tutti potrebbero essere psicologi. Perché, in fin dei conti, noi cosa studiamo? l'uomo ... E quindi è anche per questo, questa tendenza a considerare la psicologia come alla portata di tutti, che la sminuisce, sminuisce anche lo studio, le persone"
     
    Un ulteriore motivo di fraintendimento, nel bene e nel male, viene colto nel fatto che la psicologia viene generalmente confusa con l'immagine popolare della psicoanalisi.
    Questo dato, che pure abbiamo già visto corrispondere anche ad un'idea diffusa tra gli studenti nonchè con i contenuti di una parte dei corsi, appare in qualche modo limitativo, rispetto alle molte sfaccettature che l'effettiva frequentazione del corso di laurea mostra come elementi che caratterizzano la disciplina. Anche per gli studenti, il superamento di questo stereotipo rappresenta una fatica non da poco.
     
    "La psicologia si identifica molto con la psicoanalisi, cioè con Freud, agli occhi degli altri. Cioè, non conoscono tutte le altre aree, conoscono soltanto Freud. Almeno, le persone che io conosco mi chiedono subito com'è, cosa, mi curerai ..."
    "Probabilmente io vedevo prima, per me, fare psicologia era un po', non lo so, l'immagine dello psicanalista, mettiamola così. Adesso la vedo diversamente. Prima la vedevo così"
    "Freud è in tutte le materie. Manca solo che lo facciamo a fondamenti, poi l'abbiam fatto dappertutto"
    "Spesso, quando frequenti psicologia, ti dicono subito: ma interpreti i sogni? Queste cose qui"
    "Una ragazza del primo anno chiedeva: ma quand'è che si fanno qui le ... quando ti fai psicoanalizzare?"
    "Chi si iscrive a psicologia, secondo me, non ha ben presente degli sbocchi futuri. Si capiscono solo una volta entrati. Perché l'unica figura che può essere disponibile è quella dello psicologo che fa lo psicanalista"
     
    Un ultimo elemento, che aiuta a capire meglio l'immagine della psicologia presso gli intervistati, è rappresentato dai punti di riferimento esterno che vengono utilizzati come pietra di paragone per definire se stessi.
    Da questo punto di vista, appare evidente una curiosa contrapposizione, secondo cui psicologia, prima di tutto, non è ingegneria. Con grande pervicacia, gli intervistati insistono a fare riferimento al Politecnico come antonimo del nostro corso di laurea.
     
    "Io ho scelto un po' così, abbastanza allo sbaraglio, perché non è che sapessi molto di ... Mi ispirava. Cioè, sapevo di non voler fare niente di tipo ingegneria, medicina - anche se poi mi accorgo che medicina è già qui - architettura, matematica. Nonostante tanta gente mi consigliasse, non so, fai ingegneria, a me proprio non andava"
    "Al Politecnico, se tu studi e sai tutto a memoria, vai bene e sarai un bravissimo ingegnere. Secondo me, in psicologia puoi avere tutti trenta e non essere un bravo psicologo"
    "Esiste anche il tipo di professore di psicologia. Nel senso che un professore del Politecnico, se vede un ragazzo arrivare all'esame preparato, in giacca e cravatta, l'orologio in un certo modo, si sa che anche il look conta ... Invece i professori di psicologia pare che siano un po' più aperti di mente, un po' più, hanno questa cosa, secondo me, quest'aria un po' più svampita"


    IL LAVORO DELLO PSICOLOGO
     
    L'attività professionale dello psicologo rappresenta verosimilmente un aspetto importante della rappresentazione del proprio futuro in questo campione di studenti. Non si direbbe tuttavia che la pratica professionale rappresenti per loro un punto di riferimento primario, almeno nel periodo dei primi anni di studio (Tabella 43). La scelta della disciplina viene infatti attribuita essenzialmente a ragioni di interesse personale e di ampliamento della propria cultura (1; 4), ma molto al desiderio di trovare una opportunità di professionalizzazione (6).
    L'immagine complessiva del lavoro dello psicologo sembra peraltro caratterizzata da notevoli difficoltà di accesso (2), nonchè da un prestigio sociale (5) e da una tutela legale (3) che appare decisamente inferiore alla percepita rilevanza culturale della materia (come evidenziato, in particolare, nelle Tabelle 21 e 42).
    E' interessante notare, specie alla luce delle antiche polemiche sul possibile carattere reazionario dell'albo professionale, che solo una modesta minoranza degli intervistati auspica l'abolizione dell'albo stesso (7).

    Tabella 43 - Livello di accordo con alcune affermazioni relative alla psicologia come attività professionale
     


    (1) Mi sono iscritto/a a psicologia per interesse verso la materia, più che per trovare lavoro come psicologo/a



    71.8

    (2) Trovare lavoro come psicologo/a, alla fine dell'università, sarà difficile

    70.4

    (3) La professione di psicologo è poco tutelata dalla legge

    66.0

    (4) Psicologia è soprattutto una strada per aumentare la propria cultura

    59.0

    (5) Fare lo psicologo/a è una professione prestigiosa

    46.5

    (6) Psicologia è soprattutto una strada per imparare un mestiere, una professione

    27.6

    (7) L'albo degli psicologi dovrebbe essere abolito

    14.8


    L'interesse che il campione dimostra nei confronti di alcune possibili attività successive al conseguimento della laurea (Tabella 44) mette in evidenza come la rappresentazione sociale dello psicologo per eccellenza sia definita principalmente dallo psicoterapeuta privato (1).
    Possiede notevole rilievo anche la possibilità di perseguire una specializzazione ulteriore (2), atteggiamento molto omogeneo alla convinzione, relativamente diffusa, secondo cui il corso di laurea non è in grado di fornire una preparazione veramente completa nel settore (cfr. Tabella 31).
    Benchè in misura minore, sembra vi sia un significativo interesse anche per una posizione di lavoro dipendente, sia in strutture pubbliche (3) che private (4), e per l'attività professionale in settori diversi da quello clinico (5).
    Circa un terzo del campione si dichiara attratto anche dalla possibilità di seguire una carriera universitaria (6).
    Sono pochi, ma comunque presenti, quanti non si dimostrano particolarmente interessati a sviluppare un collegamento preciso e diretto tra la formazione psicologica che stanno perseguendo ed una possibile attività lavorativa (9; 10), così come quelli che farebbero volentieri a meno di lavorare (7).

    Tabella 44 - Aspirazione relative alle possibili attività successive al conseguimento della Laurea in Psicologia
     


    (1) Mi piacerebbe fare lo psicoterapeuta come libero professionista


    76.7

    (2) Mi piacerebbe continuare con una specializzazione universitaria in psicologia


    69.0

    (3) Mi piacerebbe trovare impiego, come psicologo/a, in una struttura pubblica


    68.8

    (4) Mi piacerebbe trovare impiego, come psicologo/a in una struttura privata (azienda, società, ecc)


    59.9

    (5) Mi piacerebbe fare il libero professionista in altri campi della psicologia (applicata, psicosociale, ecc)


    57.4

    (6) Mi piacerebbe seguire la carriera universitaria

    35.8

    (7) Mi piacerebbe avere l'opportunità di non lavorare affatto

    13.6

    (8) Mi piacerebbe trovare un lavoro in genere, purchè ci sia, qualsiasi sia

    13.3

    (9) Non penso di utilizzare la laurea in modo pratico e specificatamente psicologico, poichè costituisce più che altro una formazione culturale e personale



    12.5

    (10) Mi piacerebbe trovare un lavoro in cui la psicologia non entrasse per nulla


    1.1


    Per quanto riguarda gli elementi giudicati come potenzialmente più soddisfacenti nell'ambito della futura attività lavorativa (Tabella 45), sembra che vengano giudicati come particolarmente rilevanti specialmente i fattori connessi con la soddisfazione per lo sviluppo delle proprie capacità (1; 2; 6) e con la possibilità di operare collaborativamente con gli altri (3; 5), possibilmente senza doversi caricare di eccessive responsabilità di comando (12; 16).
    Viene dichiarato un certo interesse, ma minore, anche per la possibilità di agire autonomamente (7), di avere molto tempo libero (8), di avere un posto sicuro (9), di guadagnare (10) e di viaggiare (11).
    La carriera (13), il prestigio sociale (14), ma anche il desiderio di non farsi coivolgere troppo (15), ovvero di non affaticarsi (17), sembrano invece motivazioni lavorative dichiaratamente meno importanti.

    Tabella 45 - Importanza attribuita ad alcuni aspetti della futura attività lavorativa per considerarla soddisfacente
     


    (1) Poter esprimere le proprie capacità professionali


    97.9

    (2) La possibilità di imparare cose nuove

    94.5

    (3) Avere buoni rapporti con i colleghi

    93.7

    (4) L'utilità sociale del lavoro

    91.0

    (5) Avere buoni rapporti con i superiori

    89.2

    (6) Poter esercitare la mente

    88.1

    (7) Poter svolgere un lavoro autonomo

    79.9

    (8) Avere tempo libero

    75.7

    (9) La sicurezza del posto di lavoro

    74.1

    (10) Il guadagno, la retribuzione

    72.0

    (11) Poter viaggiare

    70.4

    (12) Avere responsabilità elevate

    60.2

    (13) La possibilità di fare carriera

    60.1

    (14) Il prestigio sociale

    39.5

    (15) Non dover fare troppi sacrifici

    25.4

    (16) Dirigere altre persone

    18.3

    (17) Poter faticare poco

    11.1


    L'immagine del lavoro futuro, quale ci si attende di incontrare una volta conclusi gli studi, è caratterizzata in primo luogo dalla sensazione che si incontreranno notevoli difficoltà. E' diffusa l'impressione che gli alti numeri caratteristici del movimento psicologico si tradurranno in una concorrenza molto decisa.
    Questa specie di lotta per la vita, che ci si aspetta di dover affrontare una volta usciti dal corso di laurea, viene affrontata però con relativa serenità. La si teme, ma la si considera anche come una sfida da raccogliere e da vincere.
     
    "Secondo me molti cercheranno di studiare psicoanalisi, però con uno scarso risultato ... Gli altri si rivolgeranno all'industria, però anche lì, prima o poi la cosa sarà satura. Quindi ci saranno un numero di disoccupati"
    "Penso più o meno che la maggior parte di quelli che fanno il clinico, secondo me, vanno a finire: o nelle USSL, oppure vanno a fare tipo assistenti negli ospedali. Ho sentito tantissime ragazze che dicono ... magari vanno a fare l'assistente dello psicologo"
    "Io spero che, finché studierò, e finché non mi laureerò, i miei manterranno, e tutto. Una volta che avrò la laurea in mano, rimboccati le maniche e aggiustati"
    "Io non la vedo facile, perché non penso che la laurea ti apra la strada, trovar subito un lavoro ... Non penso assolutamente che con la laurea si apriranno tutte le porte, ascolteranno solo me. Anzi, penso che sarà dura trovare un lavoro, soprattutto un lavoro che ti piaccia. Perché comunque io penso che all'inizio ci si dovrà adattare, bisognerà accettare quello che ..."
    "Si dirà una cosa un po' cattiva nei confronti soprattutto dei disoccupati laureati. Secondo me i disoccupati laureati sono quelli che sono andati avanti a fare il loro studio, e che dopo il loro studio non sanno della materia. Cioè, han sempre vissuto sulle spalle di qualcuno, bene o male, con un obiettivo della laurea. Fuori dalla laurea, in realtà, non hanno un vero obiettivo. E, premesso questo, hanno paura di entrare nel mondo del lavoro perché, a parte tutto, se uno vuole campare, accetta qualsiasi lavoro"
    "La vera selezione, secondo me, è dopo. Secondo me è giusto che escono, non dico una enormità di persone, però alcune persone in più, di modo che ci sia competizione, e ci sia, e che escano fuori le persone che emergano, le persone che sono veramente brave"
    "Consiglierei di farlo proprio solo se si è veramente convinti, e non da trovare un lavoro. Cioè, con l'idea che hai, in America, gli psicologi guadagnano miliardi, tutti van dallo psicologo. In Italia non è così. Quindi, se lo fai solo per il lavoro, ma non hai tanta voglia di studiare, pensaci bene"
     
    La motivazione dichiarata per la scelta di psicologia, come già abbiamo visto, non è strettamente economica, ma in parte di puro interesse personale. Se quindi ci saranno difficoltà lavorative, la cosa spaventa solo fino a un certo punto.
    Con il procedere degli anni, e con l'avvicinarsi della laurea, il fattore "lavoro" acquista di rilevanza. Tuttavia, la sensazione di stare in qualche modo intraprendendo una missione rimane come elemento determinante, alla cui luce valutare anche le possibilità lavorative.
     
    "E' necessario possedere qualche cosa dentro, che non riesco a definire, almeno per quanto mi riguarda, che ti dica: sì, devi iscriverti a psicologia. Perché c'è una motivazione di fondo che non è solamente quella di voler conoscere gli altri, imparare a conoscere anche se stessi, né avere la presunzione di voler curare gli altri, ma un qualcosa di indefinito che ti dica realmente: sì! questa è la mia strada, e devo procedere in questo cammino. Al di là di quelle che poi possono essere le ambizioni e proprio della professione in senso stretto"
    "Penso che la grande maggioranza degli studenti di psicologia scelgono la facoltà perché sono veramente appassionati, senza nessuna prospettiva futura di un impiego sicuro, diciamo. Però è anche necessario che, secondo me è importante, che la facoltà dia comunque qualche possibilità, cioè la possibilità appunto che uno poi in effetti possa trovare lavoro dopo"
    "Prima di iniziare psicologia, io non pensavo assolutamente a un lavoro futuro. Io ho sempre detto: lo faccio perché lo amo tantissimo. Però io potevo fare un altro lavoro con i miei. Ho detto: poi, al massimo, continuo con i miei. Però, effettivamente, man mano che vado avanti, viene sempre di più la voglia di continuare, e per sempre. Intendo quindi cercare un lavoro. E proprio veramente, non so, mi ha colpito. E' veramente strano, perché all'inizio effettivamente avevo iniziato, a me piace tantissimo, lo faccio per me"
    "Il problema, penso, per la maggior parte delle persone, al di là del fatto di avere un lavoro per potersi diciamo mantenere, ma non è questo il problema di fondo. E' che tu eternamente però non puoi, cioè non puoi fare l'eterno studente, o provare tante strade. Perché ti ritrovi a quarant'anni che non hai niente nelle mani"
    "Spero soprattutto di laurearmi al più presto, perché per me è molto finalizzato a trovare un lavoro. Cioè, è molto importante trovare un lavoro al più presto, perché io sono ... Cioè, ultimamente sento il bisogno di indipendenza. Proprio è angosciante. E quindi per me la facoltà di psicologia è proprio un mezzo per raggiungere questa indipendenza"
     
    Qualcuno arriva dunque ad immaginare chiaramente e realisticamente la possibilità di lavorare come psicologo.
    In questi casi, il desiderio principale è quello di poter operare a contatto con delle persone, di poter interagire con loro, di poterle aiutare. Il grande sogno di questi futuri psicologi sembra essere la possibilità di un incontro.
     
    "Diciamo che a me piacerebbe lavorare con le persone, al di là di tutto, fare della conversazione, della metodologia ... Un'idea a livello di persona, lavorare con delle persone, anche se questo al limite può comportare ... di non guadagnare un bel niente, cioè voglio dire lavorare praticamente"
    "Perché io voglio farlo proprio come lavoro, quindi vuol dire che è essenziale fare psicologia. Perché, se io voglio ascoltare i problemi degli altri, se faccio ingegneria, va be', posso ascoltare i problemi di una fabbrica, però non i problemi personali. Ascoltare e cercare di aiutare"
     
    Qualcuno esprime il desiderio di rimanere in università, di poter continuare per tutta la vita nella condizione di condurre senza sosta questa ricerca che non ha mai fine.
    Tale possibile sbocco è considerato molto difficile, oltre che piuttosto vago ed incerto, ma per alcuni risulta anche particolarmente fascinoso.
     
    "Non vorrei esagerare, ma mi interesserebbe entrare nell'università ... Potrei provare a fare, adesso, io non so cosa bisogna fare, comunque magari ... aiutare i professori ... Oppure non so, avevo pensato solo a quello però. Però, proprio come sogno lontano, così"
    "Io aspiro a fare dottorato di ricerca ... Mi piacerebbe molto, e nello stesso momento, va be', appunto ... Un lavoro come assistente mi piacerebbe, comunque, portare avanti il discorso della ricerca. Poi, se Dio vorrà, non lo so. Se sceglierò il clinico, vorrei farlo pian pianino, lavorando ... Analisi, quando arriverà, arriverà ... Rimanere in ambito universitario, in modo da non staccarmi da questo tipo di studio per addentrarmi subito nel mondo del lavoro"
    "Il ricercatore sarebbe la professione che mi piacerebbe di più fare, però penso che la scarterei semplicemente per un quieto vivere finanziario ... Mi sono reso conto proprio, perché ho parlato con dei ricercatori e mi han detto: io ho la fede, e faccio questo con uno stipendio da fame. E l'altro mi dice: io ho la fortuna di avere mio padre pieno di soldi, e mi mantiene, e io posso fare il ricercatore. Le soluzioni sono due"
     
    Il dato di fondo resta comunque la sensazione di un domani incerto, carico di promesse ma anche di minacce.
    A dispetto della percepita scarsità di occasioni lavorative attuali, alcuni sentono di poter comunque fare qualche cosa. Il domani fa paura, ma è anche la prossima puntata di una speranza che non si vuole lasciare.
     
    "Io penso che tutti noi dovremo inventarci un lavoro perché, almeno, ho l'idea che con una laurea in psicologia saremo noi quelli che dovremo affermare la psicologia in Italia, creando sempre nuovi lavori, nuovi campi in cui infilarci"
    "Io vedo tantissime possibilità di lavoro, ho tantissima voglia di fare, di creare. E spero di poter essere, non so, di trovare un riscontro pratico, ecco, di potermi creare un lavoro e poter essere capita. Non so, una cosa così. Ho tante idee in testa"
    "Il mio timore e forse anche il timore di finire un giorno, e di non sapere effettivamente, non so, lavorare. Poi, cioè, di rendermi conto di avere finito, magari di aver conseguito la laurea, però di non essere abbastanza preparata magari. Anche se penso che anche dopo bisogna ... cioè, sicuramente bisogna comunque sempre continuare a studiare. Però c'è questo timore, magari di terminare e di dire: e adesso cosa faccio?". Per cui, finché c'è la scuola, magari c'è qualcuno che ci dà delle direttive. Poi ..."
    "Per me, il primo obiettivo è arrivare, mettiamo, alla laurea, e avere già una mia attività professionale. Ma tanto so che quello, per me, rappresenta solo un mezzo. Perché, purtroppo, per arrivare dove vorrei, devi avere un qualcosa di molto forte alle spalle. Però, una persona come me, penso che quando arriva non è un arrivo, ma è un punto di partenza"


    ATTEGGIAMENTI GENERALI VERSO LA VITA

    A conclusione del questionario estensivo, veniva richiesto agli intervistati, di esprimere il proprio grado di accordo verso una serie di affermazioni generali rispetto alla vita (Tabella 46).
    Una delle funzioni di tale parte del questionario è stata quella di fornire elementi per alcune ulteriori elaborazioni, particolarmente in termini di analisi dei cluster, che verranno prodotte successivamente.
    In questa sede varrà comunque la pena di riportarne i risultati, che possono essere utili per fornire elementi sul quadro valoriale generale, in termini di stili di vita, che caratterizza il campione di studenti che frequentano i primi anni di psicologia.
    Per una migliore comprensione dei dati ottenuti, le percentuali di accordo vengono messe a confronto con le risposte fornite ad una parte degli stessi item da un campione di adulti italiani intervistati in una ricerca condotta un paio di anni prima. Il confronto tra le risposte prodotte dal campione di studenti di psicologia (colonna A) e quelle fornite dal campione di adulti italiani (colonna B) permette di evidenziare alcune differenze, più o meno significative, che caratterizzano i primi rispetto ai secondi (colonna A-B).
    Per quanto attiene ai valori assoluti, in attesa di elaborazioni statistiche che ne sintetizzino meglio il significato, si può comunque notare che il campione di studenti, in una misura superiore al campione adulto, è decisamente orientato all'entusiasmo verso la vita, alla fiducia in se stessi e al desiderio di libertà (39; 22; 37), oltre ad una maggiore passione per i viaggi (1), ad una maggiore attenzione ai diritti delle donne (12), minore ipocondria (27), minore attivismo fisico (31), maggiore fiducia nell'energia nucleare (26) ma anche minore entusiasmo per l'industria (35), scarsa propensione per il nazionalismo (38), maggiore disponibilità al pacifismo (33), piacere della solitudine (43), minore fiducia nella politica, accompagnata da una maggiore speranza nella rivoluzione (45; 47; 54), un atteggiamento più scettico verso la parapsicologia. Per inciso, è infine curioso notare come l'idealizzazione dello studio sia dichiaratamente inferiore, benchè di poco, rispetto a quella espressa dal campione di adulti (50).

    Tabella 46 - Livello di accordo con alcune affermazioni generali relative a vari aspetti della vita quotidiana (colonna A), messa a confronto con alcune risposte di un campione nazionale ai medesimi item (colonna B)
     

    A

    B

    A-B


    (1) Mi piace viaggiare


    96.6


    87.4


    +9.2

    (2) Il bello della vita è poter fare sempre nuove esperienze


    93.4


    88.9


    +4.5

    (3) La politica italiana è decisamente corrotta

    92.8

    (4) Amo vivere all'aria aperta

    92.3

    92.7

    -0.4

    (5) Credo di essere una persona che sa ascoltare la gente

    91.3

    (6) I diritti dei lavoratori sono inviolabili

    90.2

    (7) Ci tengo ad essere informato/a su quello che accade nel mondo


    88.5

    (8) Mi convinco sempre più che l'amore è una cosa meravigliosa


    86.1

    (9) Anche se a volte sembra che le cose vadano male, penso che a tutto c'è rimedio


    83.7


    84.9


    -1.2

    (10) Mi piacciono molto i bambini

    83.2

    (11) A volte, rischiare ti dà grandi soddisfazioni

    82.4

    (12) Nella nostra società, occorre dare alle donne più spazio di quanto ne sia stato lasciato loro fin'ora


    81.2


    67.8


    +13.4

    (13) Sono soddisfatto/a della mia vita

    78.6

    20

    (14) Checchè se ne dica, il denaro aiuta senz'altro ad essere felici


    77.0


    71.9


    +5.1

    (15) Sono interessato/a ai problemi dell'ambiente

    76.3

    73.4

    +2.9

    (16) La civiltà dei consumi ci ha fatto dimenticare i veri valori dell'uomo


    76.2


    80.8


    -4.6

    (17) Stare sempre in mezzo alla gente dà allegria

    74.7

    69.0

    +5.7

    (18) Sono disposto/a a fare sacrifici per sostenere la causa della pace


    74.0


    80.5


    -6.5

    (19) Vado molto d'accordo con i miei genitori

    73.0

    (20) La cura del proprio aspetto è fondamentale

    72.0

    (21) Non sempre lo sviluppo scientifico rappresenta un progresso per l'umanità


    71.6


    66.7


    +4.9

    (22) Senza le occasioni giuste, è molto difficile avere successo nella vita


    71.5


    85.1


    -13.6

    (23) Negli affari, come nelle imprese, la libera iniziativa è quella che produce i risultati migliori


    70.6


    71.3


    -0.7

    (24) E' sempre piacevole comperare qualcosa, anche se è qualcosa di poco conto


    66.8


    70.0


    -3.2

    (25) Riuscire ad avere una storia d'amore veramente importante è difficile


    66.4

    (26) Checchè se ne dica, l'energia nucleare mi fa una gran paura


    65.8


    75.9


    -10.1

    (27) Bisogna stare ben attenti alla salute, dato che basta un niente per comprometterla


    64.7


    84.2


    -19.5

    (28) Le droghe leggere sono pericolose come quelle pesanti


    61.8

    (29) Mi considero un tipo aperto ed estroverso

    59.8

    (30) Sono preoccupato/a per il mio futuro lavorativo

    58.4

    (31) Cerco il più possibile di fare dello sport

    58.0

    70.4

    -12.4

    (32) Spesso ho la sensazione di non capire me stesso/a

    57.6

    (33) Tutti gli eserciti dovrebbero essere aboliti

    57.2

    42.0

    +15.2

    (34) I figli sono la cosa più importante della vita

    55.6

    (35) Se oggi viviamo meglio di una volta, ciò si deve soprattutto allo sviluppo industriale


    54.4


    70.9


    -16.5

    (36) Sono molto sicuro/a di me stesso/a

    49.7

    (37) In Italia c'è fin troppa libertà di fare quello che si vuole


    43.9


    64.9


    -21.0

    (38) Sono profondamente orgoglioso/a di essere italiano/a


    42.3


    70.2


    -27.9

    (39) Nella vita bisogna tenere i piedi per terra e non perdersi dietro ai sogni


    41.2


    78.7


    -37.5

    (40) Spesso ho l'impressione di avere una scarsa influenza sulle cose che mi succedono


    39.9


    47.5


    -7.6

    (41) Ritengo che nella vita il matrimonio sia indispensabile


    39.7

    (42) Nella vita quello che conta veramente è divertirsi

    38.9

    (43) Mi sento bene soprattutto quando sto da sola/o per conto mio


    36.2


    20.9


    +15.3

    (44) Vado a messa tutte le domeniche, o quasi

    35.3

    30.5

    +4.8

    (45) Prendendo parte attiva alle faccende politiche e sociali, la gente può controllare gli eventi mondiali


    33.6


    47.8


    -14.2

    (46) Parlare ogni tanto alle piante può aiutare a farle crescere meglio


    33.4


    42.8


    -9.4

    (47) Nonostante tutto, credo nella rivoluzione

    32.5

    18.2

    +14.3

    (48) L'essere umano è un animale come tutti gli altri

    31.8

    30.8

    +1.0

    (49) Questi movimenti alternativi, tipo autonomi e punk, mi sono simpatici


    29.3

    (50) Chi dedica la sua vita solo allo studio può ben dire di spenderla nel migliore dei modi


    28.1


    33.3


    -5.2

    (51) La mia vita è troppo piatta e prevedibile

    23.1

    (52) I bei vestiti fanno più bella la vita

    22.3

    (53) I grandi ideali, come la giustizia e la libertà, servono a poco


    17.3


    18.8


    -1.5

    (54) Mi considero politicamente impegnata/o

    14.3

    20.5

    -6.2

    (55) Anche se molta gente ne ride, forse l'astrologia è in grado di spiegare molte cose


    12.6


    29.4


    -16.8

    (56) Nella vita è meglio pensare a se stessi: gli altri si arrangino


    8.5

    (57) In fondo è più importante il sesso dell'amore

    7.2



    COMMENTO
     
    I risultati del lavoro potranno essere utili per una comparazione sia con altri corsi di laurea in psicologia sia con quanto si verifica in altre facoltà italiane. Speriamo che col tempo sia anzi possibile organizzare un sistema di raccolta coordinata di dati nelle varie sedi, che permetta una valutazione comparativa sistematica.
    Uno degli obiettivi del presente lavoro è quello di fornire un quadro di partenza per organizzare un osservatorio permanente della situazione degli studenti di psicologia nel corso di laurea di Torino. Sulla base dei dati emersi è infatti possibile costruire un questionario più snello da sottoporre con regolarità ad un campione costante di studenti così da poter rilevare alcuni dei principali cambiamenti che potranno intervenire.
     
    La mole di dati raccolti merita peraltro una elaborazione statistica più complessa ed approfondita di quanto qui bremente presentato. Tale analisi di dettaglio è prevista per i prossimi mesi e verrà pubblicata quanto prima.


    RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI
     
    Aa Vv 1972. I vestiti dello psicologo: L'uso della psicologia nella scuola. Milano: Emme.
    Aa Vv 1974-75. Lo psicologo alla ricerca del suo Sè. Psicologia Contemporanea. 1, 5, 48-51; 2, 11, 55-60.
    Aa Vv 1977. La situazione della psicologia in Italia. Giornale Italiano di Psicologia, 4, 2, 177-247.
    Bagnara S., Castelfranchi C., Legrenzi P., Minguzzi G., Misiti R., Parisi D. 1975. La situazione della psicologia in Italia. Giornale Italiano di Psicologia, 2, 3, 285-321.
    Bartolomei G., Wienand U. 1979. Il male di testa: Illusioni e realtà dei giovani psicologi in Italia. Milano: Feltrinelli.
    Benjamin L.T.Jr 1986. Why don't they understand us? A history of psychology's public image. American Psychologist, 41, 9, 941-946.
    Benvenuto S., Nicolaus O. 1990. La bottega dell'anima: Problemi della formazione e della condizione professionale degli psicoterapeuti. Milano: Angeli.
    Bertini M. 1980. Lo psicologo nella cultura italiana. In: Cecchini M., Lombardo G.P., a cura. Lo psicologo: Riforma sanitaria. Regolamentazione giuridica della professione. Roma: Bulzoni, 17-25.
    Calvi E., Lombardo G.P. 1989. Il ruolo dello psicologo: Ordinamento e campi di applicazione. Roma: La Nuova Italia Scientifica.
    Canestrari R., Cipolli C. 1974. Guida a la psicologia. Firenze: Sansoni.
    Caprara G.V., Dazzi N., Roncato S., a cura 1989. Guida alla laurea in psicologia. Bologna: Il Mulino.
    Cecchini M., Lombardo G.P., a cura 1980. Lo psicologo: Riforma sanitaria. Regolamentazione giuridica della professione. Roma: Bulzoni.
    Cesa-Bianchi M., Perussia F. 1987. Psychology in Italy. In: Perls S.R., ed, Psychology: An international perspective, Albuquerque: Professional Seminar Consultants, 49-61.
    Cesa-Bianchi M., Quadrio A. 1956. Psychology in Europe: Italy. Gewlin, 4, 3-4, 113-117.
    Cinanni V. 1993. Le iscrizioni al corso di laurea in psicologia a Roma. Roma: Dipartimento di Psicologia.
    Clark K.E. 1957. America's psychologists: A survey of a growing profession. Washington DC: American Psychological Association.
    Coan R.W. 1979. Psychologists: Personal and theoretical pathways. New York: Irvington.
    Cohen D. 1977. Psychologists on psychology. London: Ark.
    Comunian A.L. 1992. Italy. In: Sexton V.S., Hogan J., eds. International psychology: Views from around the world, Second Edition. Lincoln: University of Nebraska Press, 249-258.
    Converso D., De Piccoli N. (1990). Un'indagine sugli iscritti al nuovo corso di laurea in psicologia a Torino: I giovani e la psicologia nella città dell'industria. Giornale Italiano di Psicologia, 17(2), 209-218.
    Converso D., De Piccoli N. 1990. Un'indagine sugli iscritti al nuovo corso di laurea in psicologia a Torino: I giovani e la psicologia nella città dell'industria. Giornale Italiano di Psicologia, 17, 2, 209-218.
    Cupchik G.C., Klajner F., Riley D. 1984. Undergraduate attitudes toward psychology in the 1980s. Teaching of Psychology, 11, 4, 195-198.
    Ercolani A.P., Petter G. 1984. Corsi di laurea in psicologia [intervista]. In: Lombardo G.P., Serafini Giannotti M., a cura. Psicologo oggi. Torino: Eri, 35-42.
    Favretto G., Majer V., a cura 1990. Laurearsi in Psicologia: 10 anni di ricerca sui laureati in psicologia a Padova. Milano: Angeli.
    Francioni M. 1988. Psicologi e psicologie a Torino: Da via Po 18 a via Po 14. In: Amerio P., a cura, Annuario del Dipartimento di Psicologia, Torino: Università degli Studi, 11-25.
    Freixa i Baque E., Bayes R., Bredart S., Granger L., Varela J. 1982. Etude comparative de l'image de la psychologie chez les etudiants en psychologie, Belges Espagnols, Francais, Mexicains et Quebecois. International Journal of Psychology, 17, 4, 475-499.
    Fumai G., a cura 1981. Professione psicologo. Bologna: Sips-Clueb.
    Garfield S.L., Kurtz R.M. 1974. A survey of clinical psychologists: Characteristics, activities and orientations. Clinical Psychologist, 28, 1, 7-10.
    Gerbino W., Luccio R. 1990. Il corso di laurea di Trieste. Giornale Italiano di Psicologia, 17, 2, 219-222.
    Goodheart C.D., Markham B. 1992. The feminization of psychology: Implications for psychotherapy. Psychotherapy, 29, 1, 130-138.
    Graden J. et Al 1984. A national survey of students' and practitioners' perceptions of training. School Psychology Review, 13, 3, 397-405.
    Guest L. 1948. The public's attitude toward psychologists. American Psychologist, 3, 135-139.
    Guillec G. 1984. Des étudiant(e)s de première année face à la psychologie et aux psychologues praticiens. Bulletin de Psychologie, 37, 367, 907-928.
    Hershey J., Kopplin D., Cornell J. 1991. Doctors of psychology: Their career esperiences and attitudes toward degree and training. Professional Psychology: Research and Practice, 22, 5, 351-356.
    Holtzman W.H. 1989. Un panorama mondiale della psicologia come professione. Psicologia Italiana, 1989, 2, 35-39.
    Kelly E.L., Goldberg L.R., Fiske D.W., Kilowsky J.M. 1978. Twenty-five years later: A follow-up study of the graduate students in clinical psychology assessed in the VA selection research project. American Psychologist, 33, 746-755.
    Korn J.H., Lewandowski M.E. 1981. The clinical bias in the career plans of undergraduates and its impact on students and the profession. Teaching of Psychology, 8, 2, 149-152.
    Lafuente Benaches M.J. 1984. Alternativas motivacionales en la eleccion de carrera de psicologia. Psicologica, 5, 1, 63-79.
    Lamal P.A. 1979. College students' common beliefs about psychology. Teaching of Psychology, 6, 3, 155-158
    Lawler J.T. 1990. Student characteristics associated with interest in studying undergraduate psychology. Master Abstracts International, 29/03, 429.
    Lo Verso G., Peirone L., Piraino A., Venza G., a cura 1987. Viaggio attraverso l'arcipelago: Una ricerca sulla psicologia clinica in Italia. Milano, Angeli.
    Lombardo G.P., Serafini Giannotti M., a cura 1984. Psicologo oggi: Il ruolo della psicologia nella società contemporanea. Torino: Eri.
    Losito G. 1984. Profilo psicologico, esperienza universitaria e condizione professionale di un campione di laureati in psicologia dell'Università di Roma. In: Lombardo G.P., Serafini Giannotti M., a cura. Psicologo oggi. Torino: Eri, 97-123.
    Losito G., Sassone C. 1981. I laureati in psicologia dell'Università di Roma: Profilo sociologico, esperienza universitaria e sbocchi professionali. Psicologia e ricerca sociale, 5, 53-104.
    Lostia M. 1990. Il corso di laurea a Cagliari. Giornale Italiano di Psicologia, 17, 2, 223-225.
    Lubin B. 1962. Survey of psychotherapy training and activities of psychologists. Journal of Clinical Psychology, 18, 252-256.
    Lunneborg C.E., Lunneborg P.W. 1991. Who majors in psychology? Teaching of Psychology, 18, 3, 144-148.
    Lunnenborg P.W., Wilson V.M. 1985. Would you major in psychology again? Teaching of Psychology, 12, 1, 17-20.
    Marhaba S. 1981. Lineamenti della psicologia italiana: 1880-1945. Firenze: Giunti.
    Marzi A. 1944-45. La psicologia in Italia dal 1939 al 1943. Rivista di psicologia, 40-41, 193-213.
    Marzi A. 1957. La psychologie en Italie. Bulletin de Psychologie, 10, 5, 273-277.
    Marzi A., Chiari S. 1976. Italy. In: Sexton V.S., Misiak H., eds. Psychology around the world. Monterey CA: Brooks Cole, 228-241.
    McGovern T.V., Carr K.F. 1989. Carving out the niche: A review of alumni surveys on undergraduate psychology majors. Teaching of Psychology, 16, 2, 52-57.
    McNeil E.B. 1959. The public image of psychology. American Psychologist, 14, 520-521.
    Mecacci L. 1983-1986. Psicologia in Italia. In: Harré R., Lamb R., Mecacci L., a cura. Psicologia: Dizionario enciclopedico. Roma-Bari: Laterza, 528-535.
    Minguzzi G.F., a cura 1986a. Il divano e la panca: Psicoterapia fra privato e pubblico. Milano: Angeli.
    Misiak H., Sexton V.S. 1953. Psychology in Italy. Psychological Bulletin, 50, 5, 347-361.
    Moscovici S. 1961. La psychanalyse, son image et son public. Paris: Presses Universitaires de France.
    Murray J.B. 1962. College student's concepts of psychologists and psychiatrists: A problem in differentiation. Journal of Social Psychology, 57, 161-178.
    Napoli D.S. 1981. Architects of adjustment: The history of the psychological profession in the United States. Port Washington NY: Kennikat.
    Norcross J.C., Prochaska J.O. 1982a. A national survey of clinical psychologists: Characteristics and activities. The Clinical Psychologist, 35, 2, 5-8.
    Nunnally J.C. 1961. Popular conceptions of mental health. New York: Holt.
    Palmonari A., a cura 1981. Psicologi: Ricerca socio-psicologica su un processo di professionalizzazione. Bologna: Il Mulino.
    Parisi D. 1969. La psicologia nell'ultimo ventennio 1950-1968. In: Daumas M., a cura. Storia della scienza. Vol.V: Le scienze dell'uomo. Roma-Bari: Laterza, 381-391. [edizione italiana aggiornata ed ampliata di: Daumas M. Histoire de la science. Paris: Gallimard, 1957].
    Passarelli C. 1974. Analisi dei dati del sondaggio svolto tra gli studenti del corso di laurea in psicologia. In: Ceccarello F., De Franceschi F., a cura. Psicologi e società. Milano: Feltrinelli, 9-18.
    Perl K.G., Kahn M.W. 1983. Psychology graduate students' attitudes toward research: A national survey. Teaching of Psychology, 10, 3, 139-143.
    Perussia F. Psicologo: Storia e attualità di una professione scientifica. Torino: Bollati Boringhieri, 1993.
    Pizzamiglio L. 1984a. Psychology in Italy. In: Corsini R.J., ed 1984. Encyclopedia of psychology. Vol.3. New York: Wiley, 138-139.
    Reuchlin M., Huteau M. 1973. Guide de l'etudiant en psychologie. Paris: Presses Universitaires de France.
    Ricateau M. 1984. Image subjective des etudiants de psychologie et reussite universitaire. Bulletin de Psychologie, 37, 367, 929-956.
    Rosenzweig M.R. 1992. Psychological science around the world. American Psychologist, 47, 718-722.
    Ryckman R.M., Johnson J.A., Jackson R.A., Unsworth S.A., et Al 1980. Undergraduates' perceptions of the prestige and personality characteristics of members of selected occupations in psychology. American Psychologist, 35, 1, 115-117.
    Schindler F., Berren M.R., Hannah M.T., Beigel A., Santiago J.M. 1987. How the public perceives psychiatrists, psychologists, nonpsychiatric physicians, and members of the clergy. Professional Psychology: Research and Practice, 18, 4, 371-376.
    Selvini Palazzoli M., a cura 1976. Il mago smagato: Come cambiare la condizione paradossale dello psicologo nella scuola. Milano: Feltrinelli.
    Small J., Gault U. 1975. Perceptions of psychologists by the general public and three professional groups. Australian Psychologist, 10, 21-31.
    Tallent N., Reiss W.J. 1959. The public's concept of psychologists and psychiatrists: A problem in differentiation. The Journal of General Psychology, 61, 281-285.
    Trentini G., a cura 1977. La professione dello psicologo in Italia: Indagine promossa dalla S.I.P.S. e coordinata da Giancarlo Trentini. Milano: Isedi.
    Walfish S., Moritz J., Stenmark D.E. 1991. A longitudinal study of the career satisfaction of clinical psychologists. Professional Psychology: Research and Practice, 22,3, 253-255.
    Ware M.E., Meyer A.E. 1981. Career versatility of the psychology major: A survey of graduates. Teaching of Psychology, 8, 1, 12-15.
    Warner D.L., Bradley J.R. 1991. Undergraduate psychology students views of counselors, psychiatrists, and psychologists: A challenge to academic psychologists. Professional Psychology: Research and Practice, 22, 2, 138-140.
    Webb A.R., Speer J.R. 1986. Prototype of a profession: Psychology's public image. Professional Psychology: Research and Practice, 17, 1, 5-9.
    Wood W., Jones M., Benjamin L.T. 1986. Surveying psychology's public image. American Psychologist, 41, 9, 947-953.
    Youniss R., Lorr M., Stefic E. 1985. Motivational patterns among three groups of psychologists. Professional Psychology: Research and Practice, 16, 4, 581-584.
     
     
     
     
     
     
     
    Felice PERUSSIA
     
    LA SCELTA DI PSICOLOGIA A TORINO
    Una Ricerca
    PARTE PRIMA
     
    1. Premessa 7 - Ringraziamenti 10
    2. Il caso di Torino 13
    3. Metodologia 19 - 3.1 La rilevazione qualitativa 20 - Colloqui di gruppo 20 - Argomenti di discussione 21 - Analisi dei dati 21 - 3.2 La rilevazione quantitativa 22 - Questionario 22 - Campione 23 - Analisi dei dati 24
    PARTE SECONDA
     
    4. Risultati 27 - 4.1 Chi frequenta psicologia 29 - 4.2 La scelta di psicologia 37 - Io e gli altri 40 - Lavarsi l'anima 41 - Disinteressatamente 43 - La via di Damasco 44 - Babbo non vuole, mamma nemmeno 46
    PARTE TERZA
     
    4.3 Il corso di laurea - 49 - Frequenze ed esami 49 - Soddisfazioni e delusioni 52 - In principio era il caos 57 - Professori 63 - Studenti 66
    PARTE QUARTA
     
    Biennio e triennio 72 - 4.4 I settori della psicologia 77 - 4.5 Abbandoni 87 - 4.6 - Miglioramenti 91
    PARTE QUINTA
     
    4.7 L'immagine dello psicologo 95 - 4.8 Il lavoro dello psicologo 101 - 4.9 Atteggiamenti generali verso la vita 109 - 5. Commento 113 - Riferimenti bibliografici 115

     

     

     

    Benvenuti nel sito ufficiale di Felice Perussia, Professore Ordinario di Psicologia Generale e di Psicotecnica nella Facoltà di Psicologia dell'Università di Torino (di cui è stato Preside alla fondazione), Presidente della Società Italiana di Psicotecnica SIPSICO, Direttore Scientifico del Giornale di Psicologia, del Programma ITAPI e del Laboratorio di Psicotecnica (a Milano). Il sito propone anche materiali realizzati assieme ad alcuni brillanti colleghi del gruppo di lavoro.

     

     

     

     ITAPI ® Programme is an international scientific network for research and (freeware) research tools in personality and social psychology.

     

     

     
     
     
     
     
     
     
     
     
    Iscriviti alla MAILING LIST. E riceverai tutte le novità di PSICOTECNICA (Notiziario) ISCRIVITI
    E, naturalmente, se vi viene in mente qualche cosa da segnalare o da suggerire: contattateci.
     
     
    Iscriviti alla MAILING LIST. E riceverai tutte le novità di PSICOTECNICA (Notiziario) ISCRIVITI
     
    Puoi scaricare liberamente il Depliant del
    Corso Base di IPNOSI in .pdf
     
     
     
     
     
     
     
    Puoi scaricare liberamente il Depliant della
    Scuola di PSICODRAMMA e Metodi Attivi in .pdf
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
    © Copyright 1997 e successivi by Felice Perussia.
    Polipsichico ®, Sipsico ®, Therapeia ®, Phersu ®, Laboratorio ®, Laboratorio Italia ®, Teatro Attuale ®, Formazione Personale ®, così come il logo dello PsiTau ® e del Caduceo Psicotecnico ®, sono tra i
    marchi depositati di proprietà di PSICOTECNICA ® srl (Viale Cirene 3 - 20135 Milano, Italy) o di Felice Perussia.
     
    Il Laboratorio di PSICOTECNICA esiste attivamente da ben oltre dieci anni.
    Il 30 luglio 2004 abbiamo introdotto anche un contatore generale, che registra gli accessi a tutte le pagine dei siti collegati al gruppo PSICOTECNICA.
    Siamo orgogliosi del fatto che, da quel momento, le pagine viste su PSICOTECNICA abbiano largamente superato il milione.
    Le pagine aperte, anche solo da allora, nell'ambito del Laboratorio di PSICOTECNICA sono state infatti (certificazione ShinyStat):
     
     
     
     
     
     

     
     

     
     

    Creative Commons License
    This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 2.0 Italy License.
     
     
    Per poter accedere a questo sito l'utente ha l'obbligo di leggere attentamente le: Avvertenze e Termini d'uso per i visitatori del sito (copyright, disclaimer, precisazioni, obblighi).
    Con l'uso del sito web e di tutto il materiale ivi compreso (informazioni, servizi, prodotti, ed altro) accettate e siete vincolati ai Termini d'uso riportati nell'apposita pagina visibile cliccando qui.
    Qualora siate in disaccordo con tali condizioni vi preghiamo di non utilizzare questo sito in alcun modo.
    L'uso del sito significa che tutte le condizioni esposte sono accettate dal visitatore.
     
     

    ALCUNI LIBRI DI FELICE PERUSSIA - CLICCANDO SU CIASCUNA COPERTINA, PUOI LEGGERE LA SCHEDA DI PRESENTAZIONE
     
     
     
    FelicePerussia.it
     
    PSICOTECNICA
    l'arte della mente, l'atletica del cuore
    www.psicotecnica.it
     
     
     
     
     
    SOMMARIO
    | HOME PAGE | INDICE GENERALE | LIBRI | ARTICOLI | SIPSICO: Società Italiana di Psicotecnica | UNIVERSITA' | GIORNALE di PSICOLOGIA | ITAPI | LABORATORIO di PSICOTECNICA | BIOGRAFIA | LEONE AUGUSTO PERUSSIA | ROBERTO MASINI | VIDEO |
     

     

    Google
    Ricerca personalizzata

     

    ORARIO della SEGRETERIA
    per contatti e appuntamenti via telefono
    LUNEDI' dalle 08.00 alle 11.00
    al numero
    02.36680878
     
    Numero alternativo
    (nei limiti del possibile: anche per altri orari)
    347.4657631
    Potete chiamare liberamente e in tutta serenità.
     
     
     
    Ipnosi - IPNOTECNICA PSICOTECNICA Sipsico Itapi Psicodramma VIDEO UNIVERSITA'