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(speriamo) scientifico e culturale, senza fini di lucro e senza
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alcune risorse. Si tratta di un pubblico servizio, la cui fruizione
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© Copyright 1997 e successivi
by Felice Perussia e Laboratorio di PSICOTECNICA ®
Marco BIANCHI,
Alessandra BRUNO, Susanna GIORGI, Anna LAMO, Paolo LANCIANI,
Luca LOCATI, Davide MOTTA, Irene NIVA, Stefano PADOAN, Antonella
TIRELLI, Ivan TOGNI, Barbara URZIA, Elena VEGNI
Alcuni allievi specializzandi
della Scuola di Psicoterapia e Psicodramma di Milano
hanno avuto la cortesia, la capacità e la buona volontà
di realizzare una scheda che sintetizza molti dei contenuti principali
di Regia Psicotecnica.
Ne è scaturito un eccellente
lavoro, che evoca molto bene la sostanza del libro.
La forma di questa sintesi risente
naturalmente della particolare sensibilità degli autori.
Né si tratta di un vero
e proprio riassunto, quanto piuttosto di un insieme di riferimenti
evocativi.
Gli autori hanno concesso di riportare
la scheda in questa sede, mettendola a disposizione di tutti.
Gli autori, che ringrazio sentitamente,
sono (in ordine alfabetico):
Marco
BIANCHI
Alessandra
BRUNO
Susanna
GIORGI
Anna
LAMO
Paolo
LANCIANI
Luca
LOCATI
Davide
MOTTA
Irene
NIVA
Stefano
PADOAN
Antonella
TIRELLI
Ivan
TOGNI
Barbara
URZIA
Elena
VEGNI
Capitolo Primo
TATTICA
Si privilegerà lanalisi dei principi che fondano
la regia di una performance psicotecnica, rispetto alla teoria
generale, alla tecnica, agli strumenti della sua realizzazione.
1.1 Psicologia. La psicotecnica non interviene per guarire malattie
mentali (Psicoterapia), ma attua un intervento psicologico per
prendersi cura della persona (Formazione Personale).
1.1.1 Psicoterapia. Non ci occuperemo della psico-terapia come tentativo
di guarire la malattia mentale, ma della terapia quale sostegno
in ambito psicologico, sinonimo di Formazione Personale o Therapeia.
1.1.2 Formazione
Personale (F.P.). Fare F. P. è
consentire ad ogni soggetto desprimersi in prima persona
attraverso la sua naturale attitudine creativa e poetica, arginando
listinto mimetico ad adeguarsi ai modelli altrui.
1.1.3 Therapeia. Un modo per realizzare F.P. è ricorrere
alla Th., ad un intervento di cura della persona che agisca attivando
le fonti denergia espressiva e creativa del soggetto.
1.1.4 Counselling (Co). Il Co. è il contesto professionale
dellintervento psicologico di F.P. attraverso la Th.; suo
strumento principale è la psicotecnica.
1.2. Psicotecnica. La psicotecnica è un metodo creativo che
aiuta a dar forma a pensieri e emozioni, alla psiche: essa è
percorso di formazione personale in quanto allena il soggetto
a farsi interprete di se stesso.
1.2.1 Interpretazione. Questo concetto distingue psicologia (la riflessione
sulla mente), psicoterapia (lazione finalizzata a guarire
le alterazioni rispetto alla norma) e psicotecnica (il percorso
che favorisce lespressione piena del realizzarsi della
persona). Linterpretazione nei primi due casi è
una traduzione rispetto ad una teoria/norma pregressa. Nella
psicotecnica non esiste un agente esterno quale termine di confronto;
la persona stessa costituisce la trama per comprendere se:
linterpretazione è lazione.
1.2.2 Outsight-Insight. Lazione psicotecnica consente di dar voce
al mondo interno (insight) ponendolo fuori e davanti a se
(outsight). Essa favorisce un equilibrio fra due processi
quello per cui lesterno dà forma al mondo interno
e il suo viceversa, il mondo interno che dà forma alla
realtà espressiva di cui il primo è predominante
nella civiltà scientifico-oggettiva.
1.3. Memoria emotiva
- Emozione mestica. La memoria
emotiva caratterizza il mondo interno e non può essere
immediatamente trasferita in termini oggettivi-visibili: essa
richiede una traduzione e una vitalizzazione sin-patetica che
attua il soggetto attraverso la psicotecnica.
1.4. Maieutica.
Portare a - Lasciare che. Lo Psicologo
che applica la Th, lascia che ogni singola psiche vada per la
propria strada, risveglia nel soggetto potenzialità già
sue (senza imporne di nuove); evita di condurre/ridurre queste
ad un luogo-tempo-modo comune. La psicotecnica si rifà
quindi ad una scienza soggettiva il cui fine è il lasciare
essere, permettere al soggetto di costruire la propria conoscenza
personale.
1.5 Catalisi. La gente attribuisce spesso allo psicologo la
funzione di catalizzatore del proprio percorso di F. P.; rifiutando
però di confermare la sua attitudine mimetica-autosvalutativa
(della regola), questo può scegliere di lasciar esprimere
liberamente la persona che ha di fronte.
1.5.1 Lo psicologo
non guarisce: cura. Obiettivo della
psicotecnica è prendersi cura di; in tale contesto la
F.P. è permettere al soggetto di prendersi cura di sé.
1.5.2 Lo psicologo
non aggiusta: risolve. La psicotecnica
non è una forma di riparazione; mira ad un cambiamento
di stato nella persona, nel senso della trasformazione
trasmutazione.
Capitolo Secondo
TEATRO ATTUALE
È la pratica del Teatro Attuale (T.A.) che, attualizzando
contenuti dinamici, realizza la Th. e facilita lespressione
personale.
2.1 Theatron. Teatro è dal greco Theatron cioè
presenza attuale, atto dellesistere e del riflettere essendoci.
Solo la visione seconditiva ha spostato lasse dalla poiesi
(espressione) alla mimesi (ri-produzione).
2.1.1 Teatro. I due poli delle forme teatrali sono quindi il
T.A. (spontaneo, in divenire, performativo) e teatro di riproduzione
mediato da un testo già codificato; essi si compenetrano.
2.1.2 Autore
Attore Spettatore. Nel teatro
di riproduzione si distinguono lattore, lautore,
lo spettatore, il regista, lo scenografo ; nel T.A. cè
solo lunico elemento davvero indispensabile: lindividuo.
La differenza è nellintenzione: (ri)produttiva nelluno,
produttiva nellaltro. Nel T.A. non cè un copione,
ma si esercita unattitudine poietica (si coltiva la pianta
che si è) e il testo è solo uno spunto. Questa
è unazione personale che può essere condivisa.
2.1.3 Attuale. Il T.A. è tale in quanto presente (immanenza
assoluta, non cè nientaltro che espressione);
immediato (senza mediazione di strumenti perché non mira
a un prodotto); agito in atti-drammi che incontrano la realtà
(intesa come volontà e rappresentazione) in una dimensione
di soggettività; concreto, in quanto materializza i fantasmi,
ovvero il Creatore degli stessi.
2.1.4 Disciplina
Libertà. La psicotecnica
de-FINISCE i con-FINI dei fantasmi in modo rigido
,concreto. La massima concretezza della fantasia è
la massima opportunità di maneggiarla (la massima
disciplina è la massima libertà). È la disciplina
che permette la maieutica della Th.
2.1.5 Laboratorio
Realtà. Il T.A. è
un laboratorio per realizzare fantasie. La scienza
invece fantastica realtà, astrae nessi causali.
Non chiedetevi quanto vero ci sia nel laboratorio o tornerete
a casa dove ogni cosa sarà ancor più falsa che
qui (Irma di Genet).
2.2 Agenti. Nel T.A. è il corpo-mente vivo di chi
è presente che concepisce il testo, agisce la scena e
assiste a quanto accade: insight e outsight tendono a fondersi.
Chi agisce non è un attore che porge - porta una parte
ma un agente che è agisce la parte presente: è
e porta se stesso, senza recitare una parte; apprezza un direttore
che, guidandolo, gli lasci fare ciò che vuole.
2.2.1 Persone
Personaggi. Nel T.A. bisogna considerare
la differenza tra individuo (persona fisica) e ruolo (persona
psicologica): il medesimo individuo può essere, a seconda
dei momenti, agente e attore.
2.2.2 Prospettive. Nel T.A. chiunque può agire e tutti agiscono.
Situazione ideale: essere protagonista (primo contendente), deuteragonista
(secondo contendente) e tritagonista (approfondisce la contrapposizione
o il confronto fra i 2). Tutti e 3 cambiano reciprocamente, ognuno
è gli altri 2.
2.2.3 Coro
Gruppo. La F.P., pur trattandosi
di una Th. individuale, avviene in gruppo: la poiesi, infatti,
avviene efficacemente in presenza di altri.
2.3 Il maestro di
scena. Il maestro di scena è
definibile sinteticamente come il regista che si occupa solo
della-nella scena. Il suo intervento didascalico non riguarda
ciò che viene visto, ma la prospettiva da cui lo si vede.
Egli fornisce uno sfondo, affinché si realizzi una figura.
Egli fornisce una lavagna, non delle formule da scriverci sopra
col gesso.
2.3.1 Figure di
sfondo. Il regista non deve essere
protagonista, è come un arbitro sportivo, che fornisce
le regole di un agone cui non partecipa, benché non lo
si possa realizzare in sua assenza. Quello che conta è
che sia colui che ordina e dirige, ovvero che dà sostanza
a una direzione in cui muovere ordinatamente.
2.3.2 Scatola. Il regista fornisce una scatola, la scena, fatta
di confini spaziali, temporali e modali, ma senza metterci nulla
del contenuto. Lespressione poetica consiste nel mettere
i soggetti nella scatola, così che questi vi trovino il
loro contenuto. Fornisce solo una cornice, che però è
tanto efficace nel permettere al contenuto di manifestarsi quanto
più è solida. Il conduttore fissa dei rigidi confini
cosicché ognuno possa sentirsi protetto e lasciarsi andare
al loro interno. Il direttore non dirige affatto, lascia che
accada. La direzione di scena non è normativa, bensì
solida.
2.3.3 Il Grande
Assente. La grandezza del regista
sta nella sua assenza, ovvero nella sua presenza indifferenziata.
Più si è maestro e meno ci si sente tale.
Capitolo Terzo
REGIA PSICOTECNICA:
SFONDI
3.1. Teoria. Il T.A non aggiunge nulla, ma risalta le potenzialità
insite nella vita quotidiana, organizzandole in modo originale.
3.2 Cento strade Un prototipo. La F.P. è un processo
naturale. Le tecniche del T.A mirano a renderlo più efficace.
La loro forma si trasforma con lesperienza. Obiettivo è
la riattivazione e ristrutturazione emotiva meno coatta delle
situazioni conflittuali.
3.3. Regole del
gioco. Unica regola: lasciare esprimere
così come viene, facilitare il ricordo della condizione
poetica attraverso la sperimentazione della creazione poietica.
3.3.1. Tutto va
bene. Sulla scena psicotecnica
qualsiasi cosa è degna di succedere. Ciò che conta
è lespressione del fantasma attraverso un continuo
avvicinamento alla propria consonanza interna.
3.3.2. Chi fa ha
ragione. Il T.A. fornisce lo spazioaltrove
in cui il cliente può ascoltarsi, nonché un testimone
(direttore, gruppo) che conferisce concretezza oggettività
alla sua soggettività.
3.3.3. La domanda
è la risposta. La sospensione
della risposta del regista rimanda allassenza di un codice
esterno: è il cliente che creerà le sue risposte.
3.3.4. Lazione
amplifica lazione. Nel T.A
latto fa da lente di ingrandimento per la dimensione emotiva
e viva della parola che lo aveva razionalizzato imbalsamandolo
in astratto.
3.3.5. La reazione
è sorpresa. La sospensione
della risposta mimetica esterna lascia spazio alle risposte interne,
frutto di una ricentratura della domanda originaria, non più
astratta.
3.3.6. Prima persona
singolare. Protagonista del T.A.
è la persona che rinegozia in modo trasformativo il rapporto
fra le proprie parti.
3.3.7. Dare strada. Il direttore è testimone del mondo definito
soggettivamente, permettendo così che una nuova realtà
inizi a prendere forma.
3.4. Individuale-Collettivo.
3.4.1. Gruppo. La therapeia è sostanzialmente individuale,
anche se la Formazione Personale avviene spesso in un gruppo.
La psicotecnica è una presa di coscienza del proprio mondo;
la logica che ne è alla base è lespressione
di una memoria emotiva personale. I fantasmi che vengono portati
allesterno appartengono ad un singolo soggetto, che li
attualizza con lausilio di tutto il gruppo. La psicotecnica
è individuale, ma attuata in una condizione di comunità.
3.4.2. Poiesi mimetica. La condizione di gruppo permette di realizzare
una forma di poiesi mimetica, cioè permette di interpretare
una situazione partendo dallimmedesimazione. Lattore
che si immedesima in una parte altrui, anche se in larga parte
non sua, ne ricava sempre elementi di consonanza con qualche
parte propria.
3.5. Trovarsi. I passaggi che sostanziano il T.A sono tre. Il
primo consiste nel fondare e costituire il teatro attraverso
la presenza di un gruppo di persone concentrate in un luogo-tempo-modo
precisi. Entrare nel luogo deputato al T.A. è avvicinarsi
a se stessi attraversare la soglia che dal mondo degli oggetti
percepiti va al mondo degli oggetti interni raccolti dalla fantasia.
3.6. Iniziazione:
la bolla. Col secondo passaggio
si costituisce un contenitore in cui è possibile esprimere
(definire) il presente. La consegna del direttore di muoversi
facilita (invita al)la sperimentazione di se stessi, ma non incalza
(perturba) la soglia individuata dal singolo. Lattivazione-riscaldamento
permette di scoprire che ciò che fuori appariva un chiaro
confine non era altro che una porta da poter attraversare.
3.7. Creare: lo
stato autorale di coscienza. Il
terzo passaggio consente di vivere da-attraverso-tramite la scena.
Il soggetto diviene artista di sé e si permette di fare,
disfare e rifare la sua opera.
Capitolo Quarto
REGIA PSICOTECNICA:
FIGURE
4.1 Analisi. Analisi coincide con azione. Si sciolgono i nodi
emotivi estraendo le associazioni ideative e collocandole in
un ordine meno caotico (dare forma alle associazioni). Si definisce
il focus dellattenzione partendo da unidea che viene
(di)spiegata (analysis = scioglimento): scomposizione del fantasma
negli elementi che lo compongono, ma il punto di riferimento
resta lintero, tutte le parti in interazione.
Esorcismo (terapia): rompere il patto che sigilla la persona
a un demone causa di sofferenza, lotta contro linvasore. Adorcismo (Th): conciliazione con i fantasmi interni e alleanza
con la vis interna, potenziale di realizzazione.
La F.P. non è psico-analisi (cercare una malattia da espellere),
ma psico-sintesi (cercare un modo per convivere con i propri
fantasmi).
4.2. Dichiarare
Indicare Selezionare.
Una volta che si è definita lazione bisogna stabilire
il punto di partenza che permette lemergere di elementi
nuovi allinterno della soggettività. Il primo atto
del regista è dichiarare la realtà come soggettiva
cioè fissare linizio (fischio di avvio del gioco).
Il secondo passo è rappresentato dallindicazione
del punto da-in cui nasce lespressione. Il terzo è
la selezione, cioè estrapolare e manifestare un fantasma.
4.3. Accertare lal
di là. La persona accetta
di attuare il suo fantasma. Lobiettivo del T.A. non è
diventare, ma essere.
4.4. Prologo
Teorizzazione. Il prologo è
il punto di partenza per affrontare il percorso di quello che
accadrà. Esso può riferirsi a qualsiasi altro tempo-luogo.
Lagente teorizza il tema non raccontandolo ma facendolo,
agendolo.
4.5 Concretizzare
Stenografare. Nel T.A. concretizzare
vuol dire materializzare il testo, i vissuti e gli agìti
dellagente. Con la costruzione della scena si realizzano
gli elementi che appartenevano alla memoria del soggetto.
4.6. Attivazione.
Ruoli Attori. La funzione
dellattore è trasformare loggetto-simbolo
in realtà; facendolo divenire attore interno del protagonista
e fantasma altrui da cui trarre esperienza per lattore-ausiliario.
Il ruolo del regista è quello di suggeritore che rammenta
le battute agli attori, li muove nello spazio, o doppia le parole
dellagente.
4.7. Produrre
Sceneggiare. Il testo (dramma)
si realizza attraverso la collocazione spaziale degli attori.
Lagente prende poi il posto di ciascuno degli elementi
materializzati nella scena divenendone-essendone forma e voce.
La struttura della psicotecnica consiste in a parte
o soliloqui con i quali lagente pro-ietta (butta fuori)
le proprie persone interne o i propri fantasmi. Non solo lo dice,
ma lo fa: qui ed ora. La sostanza da apprendere della regia psicotecnica
è che occorre abbandonarsi alla scena che evolve. Errore
del regista è attribuire una chiave di lettura a quanto
emerge nella scena.
4.8. Peripezia
Trama. Ogni atto può essere
ridotto a tre momenti: prologo, peripezia, epilogo. La peripezia
(ciò che accade) è la sostanza del racconto. Sceneggiare
il T. A. così (linvenzione della peripezia) consiste
in un processo di amplificazione della peripezia attraverso il
principio della magnificazione. La trama non viene cercata o
costruita, bensì incontrata, trovata. Strumento del dramma
e della magnificazione psicotecnica è il contrasto con
il quale si collegano due poli affinché la scarica-evoluzione
affettiva possa emergere e realizzarsi. Lo strumento elettivo
per attivare il contrasto è la psycomachia (dialogo-confronto-scontro
tra parti di sé) mediante la concretizzazione, lo psicodramma.
Il contrasto interno attiva la crisi che rappresenta un passaggio
necessario affinché la Formazione Personale si realizzi.
4.9. Riconoscere
Risolvere Ritornare.
Riconoscere: raccogliere alla propria consapevolezza le nuove
parti di cui ho appena constatato lesistenza in me. Risolvere:
laccaduto viene meglio capito, lagente si trova a
mettere insieme - raggiungendo una nuova forma - le diverse componenti
della sua complessa immagine. Ritornare: per rientrare dal suo
viaggio, il creatore inverte il cammino del processo. Dalla concretizzazione
si ritorna alla rappresentazione, allimmagine.
4.10. Socializzare
Partecipare. Socializzare:
rendere compagni i partecipanti, muovendoli a condividere il
cresciuto in comune. Partecipare: espressione di sé, commento
su se stessi ed anche far partecipi gli altri del proprio sentire.
4.11. Dopo scena. Il T.A. agisce come un radiatore, disperdendo
allesterno il calore del motore messo in moto e in ciò
si fonda una parte delleffetto catartico.
Benvenuti nel sito ufficiale
di Felice Perussia, Professore Ordinario di Psicologia Generale
e di Psicotecnica nella Facoltà di Psicologia dell'Università
di Torino (di cui è stato Preside alla fondazione), Presidente
della Società Italiana
di Psicotecnica SIPSICO, Direttore Scientifico del Giornale
di Psicologia, del Programma
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