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si ritenesse danneggiato dai suoi contenuti, specie per il fatto
che mi è sfuggita qualcosa, basterà che me lo segnali
e cercherò di provvedere. Oppure, se volete mandare qualche
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Perussia F., Miglietta
A., "Fattori di valutazione del Corso di laurea in psicologia".
In: Perussia F., Converso D., Miglietta A., a cura. Psicologia
futura. Torino: Tirrenia Stampatori, 1995, 105-112.
Felice Perussia, Anna MIGLIETTA
FATTORI DI VALUTAZIONE DEL
CORSO DI LAUREA IN PSICOLOGIA
Scopo dell'indagine è quello di raccogliere
elementi sulla valutazione del corso di laurea in psicologia
di Torino, quale viene espressa dagli studenti che lo frequentano.
Tali dati possono fornire elementi utili per la gestione del
corso di laurea e possono anche fare da punto di riferimento
iniziale per successive indagini in questa e in altre sedi. Alla
base della ricerca stanno alcuni lavori precedenti, condotti
presso gli studenti Torinesi (Converso e De Piccoli, 1990; Perussia,
1993), ovvero altre ricerche sviluppate sui medesimi temi in
campo nazionale (Bartolomei e Wienand, 1979; Losito, 1984; Lostia,
1988; Favretto e Majer, 1990; Majer, 1993) ed internazionale
(Perussia, 1994).
Metodologia
Il campione di studenti intervistati è
consistito, per quanto concerne la rilevazione del 1992 (380
soggetti), dello stesso gruppo di cui è stato parzialmente
riferito in un lavoro precedente (Perussia, 1993). Per quanto
riguarda la rilevazione del 1993 (429 soggetti) si è trattato
invece di un campione completamente nuovo. Il questionario estensivo
è stato sottoposto, sul finire dei corsi, a studenti che
frequentavano diverse lezioni, in aula, nonchè a studenti
avvicinati nelle sale del Dipartimento di Psicologia e presso
le sedi dei corsi.
Il campione complessivo è consistito
di 809 soggetti, di cui: 620 donne (76.6%) e 189 uomini (23.4%);
159 iscritti al 1° anno (19.7%), 311 iscritti al 2° anno
(38.3%), 221 iscritti al 3° anno (27.2%), 118 iscritti al
4° anno (14.5%). Non vi sono iscritti al 5° anno in quanto
l'anno accademico 1992/93 era solo il quarto anno di esistenza
del Corso di Laurea in Psicologia di Torino. Il 43.6% ha un'età
fra i 18 e i 21 anni, il 39.9% tra i 22 e i 24 anni, il restante
16.4% ha 25 anni e oltre. Il 50.8% è residente a Torino
e provincia, il 18.5% in altre provincie del Piemonte, il 16.9%
in Lombardia, il 10.5% in Liguria, l'1.1% in Valle d'Aosta e
il restante 1.1% in varie altre zone. Nel complesso, il campione
intervistato comprende all'incirca il 9% dell'universo degli
iscritti a psicologia (fuori-corso compresi) al momento della
rilevazione.
Si tratta dunque di un campionamento casuale,
che non pretende di rappresentare la totalità degli iscritti,
ma fornisce una rappresentanza interessante di quanti effettivamente
partecipano alle attività del corso di laurea.
Il questionario utilizzato consisteva di
50 item a risposta chiusa, riportati testualmente nelle Tabelle
1, 3, 4 e 5. La rilevazione è stata effettuata nei mesi
di aprile e maggio degli anni 1992 e 1993 (rispettivamente per
i due campioni).
I questionari raccolti sono stati versati
su disco per calcolatore a cura della società Edibit di
Torino. L'elaborazione statistica è stata effettuata presso
il Dipartimento di Psicologia dell'Università di Torino,
utilizzando il pacchetto SPSS, sotto la supervisione di Vincenzo
Garsia.
Risultati
I dati statistici qui presentati sono nuovi
rispetto a quelli pubblicati nei precedenti lavori sullo stesso
universo di riferimento, realizzati all'interno del gruppo di
studio.
Come si vede (Tab. 1) il primo elemento
di soddisfazione per il campione di studenti sembra essere rappresentato
essenzialmente dai docenti e dagli altri studenti. Rappresenta
invece un chiaro elemento di insoddisfazione l'insieme dei supporti
logistici ed amministrativi. Nell'insieme, appare netta la soddisfazione
per la dimensione interpersonale che si vive all'interno del
Corso di Laurea, mentre viene giudicato decisamente carente tutto
quanto concerne le strutture.
L'analisi fattoriale (analisi delle componenti
principali, ruotata Varimax) dei motivi di soddisfazione ed insoddisfazione
per il corso di laurea (Tab. 2) evidenzia la presenza di quattro
fattori principali. Il primo fa riferimento alle segreterie,
sia del Dipartimento sia della Facoltà, il secondo ai
docenti ed al contesto delle lezioni, il terzo ai servizi accessori,
di natura logistica e di supporto, il quarto alle qualità
degli altri studenti.
Tabella 1 - Livello
di soddisfazione per alcuni aspetti del corso di laurea (% degli
"abbastanza" e "completamente" soddisfatti)
Item
Totale
S
Score
1992
1993
(1)
La competenza dei professori nella loro materia
92.9
1.88
94.9
91.2
(2)
La simpatia degli altri studenti
80.3
1.37
79.4
81.1
(3)
Le lezioni
75.2
1.16
75.1
75.3
(4)
La simpatia dei professori
72.5
1.06
66.8
72.5
(5)
I seminari
70.5
0.98
66.8
73.7
(6)
La collaborazione da parte degli altri studenti
69.2
0.92
68.0
70.2
(7)
Le esperienze pratiche guidate
-
-
n.r.
69.0
(8)
Le conferenze che ci sono ogni tanto
61.0
0.59
57.2
64.3
(9)
La disponibilità dei professori verso gli studenti
58.5
0.49
59.0
58.0
(10)
Il servizio complessivamente offerto dal corso di laurea
47.2
0.04
43.3
50.6
(11)
Gli orari di ricevimento dei docenti
43.8
-0.10
38.3
48.7
(12)
La facilità di reperire testi e materiale didattico
38.1
-0.33
38.9
37.3
(13)
La disponibilità della segreteria del Dipartimento di
Psicologia
33.4
-0.52
32.9
33.9
(14)
L'efficienza della segreteria-studenti di Facoltà
33.1
-0.53
29.0
36.8
(15)
La disponibilità della segreteria-studenti di Facoltà
32.7
-0.55
32.3
33.1
(16)
L'efficienza della segreteria del Dipartimento di Psicologia
32.4
-0.56
32.3
32.4
(17)
Le aule
25.6
-0.84
27.5
23.9
(18)
Gli orari delle segreterie
23.8
-0.91
22.9
24.6
(19)
Gli orari delle lezioni
20.5
-1.04
22.8
18.4
(20)
Gli spazi per studiare all'interno dell'università
9.8
-1.47
7.5
11.8
(21)
La facilità di ottenere informazioni
6.0
-1.63
5.8
6.1
Apprezzamento
medio
46.2
45.0
47.2
Tabella 2 - Analisi fattoriale del livello
di soddisfazione espresso per alcuni aspetti del corso di laurea
in psicologia (cfr. Tab. 1)
Fattore 1
Segreterie
Docenti
Servizio
Studenti
(14)
Efficienza segreteria Facoltà
.79
(15)
Disponibilità segreteria Facoltà
.79
(16)
Efficienza segreteria Dip
.66
(13)
Disponibilità segreteria Dip
.62
(.30)
(18)
Orari segreterie
.50
Fattore 2
(4)
Simpatia docenti
.76
(.33)
(1)
Competenza docenti
.70
(9)
Disponibilità docenti
.69
(3)
Lezioni
.56
Fattore 3
(20)
Spazi in Università per studio
.68
(19)
Orari lezioni
.56
(5)
Seminari
(.35)
.54
(17)
Aule
.52
(12)
Facilità reperimento testi
.47
(21)
Facilità ottenere informazioni
(.34)
.47
(8)
Conferenze
(.36)
.45
(11)
Orario ricevimento docenti
.38
Fattore 4
(2)
Simpatia studenti
.77
(6)
Collaborazione studenti
.74
Una serie di item riguardava la valutazione
di altri aspetti del Corso di Laurea (Tab. 3). Vi si rileva una
certa perplessità per la relativa discrepanza tra quello
che ci si aspettava al momento dell'iscrizione e quello che si
è effettivamente trovato. Non sembra molto diffuso un
sentimento di vera e propria insoddisfazione, ma si direbbe che
gli studenti non riescono a capire bene almeno una parte di quanto
avviene, specie sul piano del servizio complessivo. Il corso
appare complessivamente difficile, ma pochi lo ritengono sufficiente
a fornire una formazione completa in materia.
Tabella 3 - Valutazione
di alcuni aspetti del corso di laurea (% degli "abbastanza"
e "completamente" d'accordo)
Item
Totale
1992
1993
(22)
Sono veramente soddisfatto/a di essermi iscritta/o a psicologia
89.3
94.5
84.6
(23)
La selezione nel biennio è piuttosto dura
91.0
91.0
91.0
(24)
Dal punto di vista delle informazioni, nel corso di laurea in
psicologia, noi studenti siamo abbandonati a noi stessi
84.6
83.1
85.8
(25)
Il corso di psicologia, a Torino, è disorganizzato
79.4
78.2
80.5
(26)Volevo
fare psicologia già da vari anni prima di iscrivermi materialmente
al corso
68.2
67.5
69.0
(27)
Una parte di quelli che si iscrivono a psicologia lo fa soprattutto
per cercare di risolvere i propri problemi personali
61.0
62.3
59.8
(28)
In linea di massima, conto di laurearmi più o meno in
cinque anni giusti
59.1
59.8
58.4
(29)
Una conoscenza veramente profonda della psicologia si può
conseguire solo al di fuori dell'università
51.8
52.1
51.5
(30)
Non riesco a capire i criteri con cui i professori di psicologia
danno i voti
45.4
40.4
49.9
(31)
Quando mi sono iscritto/a a psicologia mi aspettavo, nel bene
e/o nel male, qualcosa di diverso da quello che ho trovato
43.2
39.3
46.7
(32)
Penso che questo corso di laurea sarà sufficiente a darmi
una formazione veramente completa come psicologo/a
29.2
32.3
26.4
(33)
Dagli studi di psicologia ho avuto meno di quello che speravo
26.6
24.3
28.6
(34)
A psicologia, i professori cercano di dare sempre voti bassi
19.0
18.2
19.8
(35)
Il corso di studi in psicologia è facile
8.0
6.6
9.3
(36)
Forse avrei fatto meglio ad iscrivermi ad un'altro corso di laurea
7.4
6.2
8.4
Un'altra serie di item riguardava la valutazione
di alcune possibili modifiche del corso di laurea (Tab. 4). Vi
si evidenzia il desiderio di una maggiore fluidità del
sistema, che permetta una certa elasticità nei passaggi
tra i corsi e tra le varie fasi del percorso di formazione. Tutti
gli elementi di potenziale vincolo, dagli esami scritti alla
frequenza obbligatoria ed al numero programmato, sono visti con
relativa diffidenza, anche se vi è una minoranza (nell'ordine
di un terzo del campione) che invece sembra apprezzarli.
Tabella 4 - Valutazione
di alcune possibili modifiche del corso di laurea (% degli "abbastanza"
e "completamente" d'accordo)
Item
Totale
1992
1993
(37)
Bisognerebbe che il programma, ed i testi, dei diversi corsi
diuna stessa materia (corso A, B, C) fossero più uniformati
tra loro
75.7
71.5
79.4
(38)
Bisognerebbe poter passare da un corso all'altro della stessa
materia (corsi A, B, C) del tutto liberamente
70.0
69.7
70.2
(39)
Il passaggio dal biennio al triennio dovrebbe essere del tutto
libero, senza sbarramento
65.9
68.2
63.9
(40)
Preferirei che, a psicologia, i corsi fossero organizzati in
semestri
65.2
66.9
63.7
(41)
Preferirei che non ci fossero esami scritti, ma solo orali
64.0
62.4
65.4
(42)
A psicologia ci vorrebbe il numero programmato
45.3
42.0
48.2
(43)
La frequenza alle lezioni dovrebbe essere obbligatoria
28.3
24.3
31.8
Un'ultima serie di item riguardava alcune
valutazioni relative alla psicologia come disciplina e come professione
(Tab. 5). Sembra potersi notare, nelle risposte, una certa perplessità
nei confronti di tale scelta scientifico-professionale, sia per
le percepite difficoltà a trovare effettivamente uno sbocco
lavorativo una volta terminati gli studi sia per i limiti che
caratterizzano la rappresentazione sociale della disciplina,
la quale non sembra dotata di uno statuto sufficientemente rassicurante
per i suoi cultori.
Tabella 5 -
Valutazione di alcune affermazioni relative alla psicologia (%
degli "abbastanza" e "completamente" d'accordo)
Item
Totale
1992
1993
(44)
Trovare lavoro come psicologo/a, alla fine dell'università,
sarà difficile
78.2
70.4
85.1
(45)
Mi sono iscritto/a a psicologia per interesse verso la materia,
più che per trovare lavoro come psicologo/a
65.1
71.8
59.2
(46)
Fare lo psicologo/a è una professione prestigiosa
50.2
6.5
53.4
(47)
All'inizio, i miei genitori erano contrari a che facessi psicologia
28.8
26.5
30.8
(48)
La psicologia è in primo luogo una tecnica
23.8
21.8
25.6
(49)
La psicologia è una scienza esatta
18.2
13.4
22.5
(50)
L'albo degli psicologi dovrebbe essere abolito
11.9
14.8
9.3
L'analisi fattoriale (analisi delle componenti
principali, ruotata Varimax) operata sull'insieme degli item
di atteggiamento verso il Corso di Laurea in psicologia e la
professione (Tab. 6) evidenzia la presenza di cinque fattori
principali. Un primo fattore fa riferimento al senso complessivo
di insoddisfazione, specie per la disorganizzazione, le aspettative
non completamente soddisfatte, i disagi che si sono incontrati
e che si teme di incontrare ancora. Un secondo fattore concerne
il senso globale di difficoltà, che dipinge il corso come
una continua serie di ostacoli difficili da superare e che impegnano
più di quanto forse si vorrebbe. Il terzo fattore si riferisce
invece ad una forma di orgoglio per le qualità della disciplina,
che comunque può rappresentare qualcosa di importante
e completo. Il quarto fattore evidenzia i molti dubbi che la
scelta di psicologia può implicare, specie nella sua dimensione
professionale più che in quella culturale. L'ultimo fattore
evoca una volontà di rigore, il desiderio di un corso
di laurea da affrontare come un percorso impegnativo (in termini
genitoriali?) e senza pretendere sconti.
Tabella 6 - Analisi
fattoriale delle affermazioni relative al corso di laurea in
psicologia e alla professione (cfr. le Tabelle 2-3-4)
Fattore 1
Insoddisfazione
Difficoltà
Orgoglio
Dubbio
Rigore
(25)
Corso disorganizzato
.65
(33)
Speranze deluse
.61
(24)
Scarsità informazioni
.61
(31)
Aspettative diverse iscrizione
.57
(30)
Non capisco i voti
.43
(.30)
(29)
Conoscenza solo fuori
.38
(-30)
(37)
Programma corsi uniformati
.34
(44)
Difficoltà trovare lavoro
.30
Fattore 2
(35)
Corso di studi facile
-.66
(23)
Selezione biennio dura
.60
(39)
No sbarramento
.50
(-.33)
(34)
Docenti voti bassi
(.30)
.39
(45)
Materia più che professione
.37
(28)
Conto laurearmi in 5 anni
-.37
(41)
Meglio solo orali
.36
(38)
Passaggi liberi tra i corsi
.31
Fattore 3
(49)
Psicologia scienza esatta
.68
(46)
Prestigio professione psicologo
.65
(48)
Psicologia come tecnica
.48
(32)
Corso di laurea da preparazione completa
(-.31)
(.37)
.42
Fattore 4
(36)
Dubbi iscrizione psicologia
.68
(22)
Soddisfazione iscriz psicologia
(-.43)
-.54
(26)
Intenzione prima iscriz
(.31)
-.34
Fattore 5
(43)
Favorevole obbligo frequenza
.60
(42)
Favorevole numero programmato
.57
(50)
Favorevole abolizione albo
-.42
(47)
Genitori contrari all'inizio
-.30
(27)
Studenti con problemi personali
(.28)
Commento
La valutazione dei vari aspetti del corso
di laurea appare piuttosto stabile nei due subcampioni, che pure
sono stati avvicinati in due anni differenti (1992 e 1993) e
che vedono al proprio interno una ripartizione per anno di corso
relativamente diversa.
Appare evidente che l'elemento più
caratterizzante della condizione universitaria, per il campione
complessivo di studenti di psicologia, è rappresentato
dalla dimensione interpersonale. Il dato ci invita ad uno sforzo
per leggere la dimensione didattica anche nei termini di una
socializzazione e di un'interazione in un senso più ampio
di quel che riguarda il trasferimento di conoscenze. Seguire
l'università (o almeno studiare psicologia) sembra cioè
proporsi anche come un percorso di socializzazione e di crescita
personale all'interno di una comunità formativa più
coesa di quanto attualmente non sia.
Il corso risulta nel suo complesso piuttosto
difficile e irto di ostacoli, che spesso non sembrano giustificati
più di tanto dalle effettive necessità formative
nè dai risultati ottenibili. Appare evidente la richiesta
di una maggiore tolleranza da parte delle strutture, o quanto
meno di percorsi più elastici e disegnati sulle esigenze
del singolo. Nel complesso si direbbe che l'idea di una carriera
universitaria come rigore e forte impegno goda solo di una limitata
popolarità. Questo bisogno di alleggerimento è
particolarmente notevole se si considera che le strutture universitarie
italiane sono già tra le meno rigide del mondo occidentale
(almeno in termini di frequenze, di sequenze corsi-esami, di
impegno richiesto per la selezione).
E' possibile immaginare tuttavia che la
diffusa istanza di ammorbidimento dell'istituzione possa dipendere
anche dalla sensazione di una organizzazione insufficiente, e
quindi di una scarsa capacità del corso a contenere le
incertezze proprie alla condizione degli studenti. Forse una
organizzazione più puntuale, attuata soprattutto per il
tramite di una maggiore vicinanza agli studenti da parte dei
docenti (che sembrano rappresentare la vera e propria personificazione
dell'università), potrebbe invece fare accettare, se non
addirittura preferire, una struttura didattica più rigorosa.
In conclusione, sembra che il Corso di Laurea
in Psicologia abbia ancora bisogno di percorre molta strada prima
di riuscire a rappresentare quel percorso completo e soddifacente
di formazione che tutti noi (studenti, docenti e professionisti)
auspichiamo.
Riferimenti bibliografici
Bartolomei G., Wienand U. 1979. Il male
di testa: Illusioni e realtà dei giovani psicologi in
Italia. Milano: Feltrinelli.
Converso D., De Piccoli N. 1990. Un'indagine
sugli iscritti al nuovo corso di laurea in psicologia a Torino:
I giovani e la psicologia nella città dell'industria.
Giornale Italiano di Psicologia, 17, 2, 209-218.
Favretto G., Majer V., a cura 1990. Laurearsi
in Psicologia: 10 anni di ricerca sui laureati in psicologia
a Padova. Milano: Angeli.
Losito G. 1984. Profilo psicologico, esperienza
universitaria e condizione professionale di un campione di laureati
in psicologia dell'Università di Roma. In: Lombardo G.P.,
Serafini Giannotti M., a cura. Psicologo oggi. Torino:
Eri, 97-123.
Lostia M. (1988). L'immagine del corso
di laurea in pedagogia. Cagliari: Cuec.
Majer V. (1993). Il laureato in psicologia:
Formazione ed esiti professionali. In: Caprara G.V., Dazzi N.,
Roncato S., a cura. Guida alla laurea in psicologia. Bologna:
Il Mulino, seconda edizione, p.262-290.
Perussia F. (1993). La scelta di psicologia
a Torino: Una ricerca. Torino: Quaderni del Corso di Laurea
in Psicologia-Upsel.
Perussia F. (1994). Psicologo: Storia
e attualità di una professione scientifica. Torino:
Bollati Boringhieri.
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e di Psicotecnica nella Facoltà di Psicologia dell'Università
di Torino (di cui è stato Preside alla fondazione), Presidente
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